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Prince salverà i giornali?!

Su Prince ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma questa è la migliore.

A quanto leggo su questo articolo del guardian, il Daily Mirror il giorno dell’uscita del nuovo 20TEN di Prince ha venduto ben 334mila copie in più.

Così ha fatto anche Sir Elton John, che avrebbe chiesto 5 copie del giornale (che poi uno dice: con tutti i soldi che ha Elton John, poteva ordinarne 1000, no?)

E pure noi ci siamo portati a casa una copia di 20TEN grazie al Daily Mirror.

E se un giornale, tipo, che ne so, il Corriere della Sera chiedesse ad uno a caso, tipo Fegiz, di chiamare Prince e domandargli: puoi registrare 10 canzoni nuove che noi le vendiamo con il Corriere?

Praticamente le canzoni non servirebbero più a nulla.

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…e anche il Portogallo l’abbiamo sistemato

Mentre continua il tour europeo di Prince, io mi gusto 20Ten come un ghiacciolo al tamarindo che rinfresca questa estate. Prince, leggo da Dr.Funkenberry, ospita nella sua tappa portoghese la cantante Ana Moura. Non posso fare a meno di notare come la cantante Ana Moura (che non rientra nei miei gusti musicali, ma questo lo si sapeva già) esteticamente assomigli vagamente a Vanity, Apollonia, Mayte, Diamonds and Pearls e Bria Valente. Con una voce un’ottava sotto Mina. A Prince piace sempre la faiga! Ecco, se Prince decidesse di farsi vedere oltre San Gottardo (come dicono in Svizzera), potrebbe chiedere a Silvia Aprile (una che per sposarsi alla Reggia di Caserta ha inscenato un simil-concerto) di urlare nelle casse qualcosa di ascoltabile, mentre Renato Neto l’accompagna (grazie che sei tornato alle tastiere, piccolo brasiliano dal ciuffo ribelle) e Prince orpelleggia con la chitarra.

E io ricorderei quando al Forum di Assago vidi Phil Collins duettare con Laura Pausini.

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Internet is over: chi disprezza ama

Internet è morto e anche MTV non sta molto bene.

La dichiarazione di Prince “Internet is over” ha fatto rapidamente il giro dei siti web guadagnandosi una certa popolarità. Prince, forse inconsciamente, è riuscito a guadagnarsi spazio ed esportare con successo il suo 20TEN anche dove non veniva pubblicato ufficialmente.

Non c’è nulla da dire, questa mossa ha funzionato. Ora, se la Warner decidesse di distribuirlo nei canali classici, probabilmente qualche ricavo in meno la major lo sconterebbe, ma rimane il fatto che di 20TEN se n’è parlato molto di più del suo fratello maggiore, ma più sfortunato Planet Earth, che era stato distribuito dalle parti della regina Elisabetta assieme ad una rivista ed anche all’entrata dei concerto all’O2. Se Prince pensa alla nuova musica solo come veicolo promozionale, e non ad un vero e proprio ricavo monetario, allora – come detto – la mossa ha funzionato.

A titolo esempio, mi preme citare ciò che ho letto su punto informatico (https://www.punto-informatico.it/prince-e-la-fine-di-internet/), una testata web discretamente famosa, che ha sfruttato la dichiarazione di Prince “Internet è finito” ed anche il corollario su MTV, per farci su un articolo. Lasciando perdere i discorsi anacronistici – secondo l’autore dell’articolo Prince si farebbe ancora chiamare The Artist – il post riprende pari pari quanto detto da Prince al Mirror (https://www.mirror.co.uk/3am/celebrity-news/inside-princes-bizarre-life-paisley-233220) e lo mette a disposizione dei leoni dei commenti – che anche da queste parti si sono fatti notare per maleducazione, ringraziate loro se ora i commenti in questo blog sono moderati. Il risultato è un post altamente commentato (ad oggi i commenti sono più di 90) nella scia degli articoli dedicati all’iPhone.

Andando oltre l’apparenza, Prince dice delle cose sensate, che non è necessario condividere, ma che possono uscire dalla bocca di un nato nel 58 o di chiunque abbia avuto a che fare con la c.d. musica analogica.

La cerimonia che una volta ci avvicinava alla musica, al momento di ascoltare un disco di vinile che aspettavi per mesi e che finalmente arrivava a casa tua nella sua busta colorata è quasi completamente persa. Ora giriamo con un macinino nella tasca che contiene 15.000 mila brani, esso può saltare da una canzone all’altra senza che si riesca veramente a capire chi si ascolta. L’arrangiamento, la ricerca timbrica o musicologica. La progressione degli accordi o l’assolo di chitarra. La ricerca di un brano è stata fagocitata dalla bulimia dello scaricare mp3 su mp3. Senza sapere se quei 5mega di roba contengano qualcosa di veramente interessante. Abbiamo perso il gusto di farci un nastro con le cose migliori che abbiamo nella testa e vogliamo solo raccogliere il più possibile. Una collezione che non potrebbe mai avere un fine; non ci darà mai soddisfazione In realtà i mezzi per raccoglierci intorno al fuoco della musica che amiamo li abbiamo ancora, ma rincorriamo un’autostrada fatta di zero e uno che ci fa perdere la testa.

Ascolto da qualche giorno 20TEN e lo ritengo uno dei migliori album di Prince. Se non altro per la sincerità, l’accuratezza e la concretezza con cui ci ha lavorato. La sua voce è sempre in primo piano. Non più oscurata dai riverberi di Planet Earth, non è nascosta dai ritmi costruiti da Pro Tools in Mplsound o sommersa dalle vibrazioni hendixiane di Lotus Flow3r. Prince ha raggiunto una capacità di scrivere, elaborare, arricchire e produrre che rasenta la perfezione. E se, dal vivo, continua a proporre la stessa scaletta dal 2003 – forse per andare sul sicuro – in studio non ha bisogno di altri se non di sè stesso.

In fin dei conti, ci chiede di dargli maggiore attenzione: glielo possiamo concedere. No?

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Una risposta

Sono vittima di un attacco frontale, da parte di M.A. che pensa di difendersi dietro ad uno pseudonimo, ma io so come si chiama. Lui in realtà è G.T.! Il mitico cantante di scat, che sa tutte queste cose di Prince perché è passato dalle parti di Paisley Park per registrare qualche suo successo.

Caro M.A. non ho risposto alle tue questioni, perché questo blog funziona così: io scrivo dei piccoli articoli e chi vuole dice la sua nei commenti. Inoltre, il blog ha un formato unidirezionale: voi mi leggete e sapete chi sono, mentre io non sempre so chi c’è dietro ai vostri commenti (che spesso sono anonimi). Non siamo tutti sullo stesso piano. E così nei commenti io controllo solo che tutto vada bene.

Come ho scritto nei commenti, ognuno di noi ha il suo rapporto con la musica di Prince e sono tutti da rispettare. Lo ammetto; ultimamente sto diventando un po’ insofferente alle sue operazioni commerciali e scarico la mia delusione scrivendo articoli divertenti (almeno a me fanno ridere). Tutto qua. Non facciamone una tragedia, per favore.

Noto invece che Prince è il primo che quando va in televisione non ci pensa proprio a spiegare perché chiude npgmusicclub.com o come mai lotusflow3r.com va in pensione senza distribuire le magliette promesse. Invece, sono sempre impressionato di come Prince riesca a trovare degli avvocati pro bono, che lo difendono a spada tratta. Buon per lui. Le spiegazioni sociologiche ci sarebbero, ma lasciamole ad altri siti.

Come dice, giustamente, ARB, meglio parlare di musica. E la musica che ultimamente è uscita dalla penna di Prince (Cause And Effect o Hot Summer – evitando l’inno della squadra di football) è un po’ deludente.  Forse sono meglio 90′ di vuvuzela nelle orecchie… forse no.

Oramai, ci siamo abituati a trovarci di fronte ad un rapporto di 4 brani ottimi su 10 offerti dalla premiata ditta Prince. E questo mi può anche andare bene visto il passato di Prince ed il futuro della musica che ci circonda. Ma il 2010 non è proprio iniziato con questo ritmo. Prima di Lotus Flow3r (nel senso dell’album doppio) avevamo ascoltato un paio di brani funky, con l’inaspettata presenza di Camille, che ci avevano fatto godere. Invece, questi ultimi brani sono deludenti. Hot Summer, poi, sembra poco utile alla CAUSA e fa uno strano EFFETTO.

Veniamo a noi, tu vuoi una risposta al tuo commento #3, anzi una risposta: “dura e ferma”. Ma perché? Tu fai le considerazioni e le tue domande sono tutte retoriche:
“Che dire del groove irresistibile di Dance 4 me, Chocolate box e Ol’skool company?”
Appunto, che dire?
“Quanti cantanti o gruppi che oggi vanno per la maggiore pensate saranno in giro tra 30 anni?”
Volevi il numero preciso, forse?
Come diceva quello, tu ti fai la domanda e ti dai anche la risposta.
Se sta bene a te, sta bene anche a me.

Forse, la differenza è che io quelle domande non me le faccio. In fondo, a me non interessa sapere quanti gruppi contemporanei saranno in giro tra 30 anni. Forse perché in questi tempi ascolto altri gruppi, che sono durati meno di dieci anni.

Ma è più importante la quantità o la QUALITA’? (non rispondere è il mio turno fare domande retoriche)

La qualità nella musica di Prince (per ora) non la vedo. Aspetto con ansia il nuovo album. Non mi lamento se non viene in Italia, non mi lamento se distribuirà il cd con metodi alternativi e se lui vuole andare ad X-Factor, non è un problema per me. Io riporto solo le notizie, ognuno di voi trarrà le proprie conclusioni (così come io traggo le mie). Però, ti segnalo, che quando è entrato nella lista delle 100 persone più influenti del pianeta ho esclamato “Finalmente!”. Cos’altro devo fare? Vuoi che mi metta una scopa in culo così gli ramazzo lo studio A di Paisley Park?

Concludo.

Tu dici di non andare sul personale, ma spari uno splendido: “peccato che a Simonttx manchi l’intelligenza, la capacità, il coraggio e l’onestà per rispondere”. Chi legge, potrà giudicare se questo non è andare sul personale (e se non qualcosa di più…).

Ma nella mia infinità bontà ti perdono; in passato, i visitatori di questo blog avevano assaggiato diverse volte la lama della mia censura, ma col tempo ho notato che è più divertente lasciare i messaggi che scrivete. Dopo qualche mese fanno molto ridere.

Ora, come leggi, caro M.A. una piccola risposta te la sei meritata.

Ti saluto e ti propongo di fare la pace.

Simonttx, il blogger

ps io so veramente chi sei…