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Perché Prince può essere considerato un genio?

Prima parte (31 agosto 2003)

Chiunque segua le gesta di Prince, e si vanta con gli amici di esserne fan, prima o poi deve rispondere a questa domanda: perché Prince viene considerato un genio ?

Prima di tutto: anch’io, che scrivo qui, credo che Prince sia un genio ? Sì, ne sono convinto anch’io. Più di una volta mi ha dimostrato con i fatti di poter farmi dimenticare tutto ciò che sapevo sulla Musica e sulla sua musica. Faccio un esempio.

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…vorrei vorrei riavvolgere il nastro un po’ per chi non sa di quel nostro tempo là…

Quanto tempo che ho dedicato alla musica e alla storia di Prince. Non sono stato un grande frequentatore di concerti in giro per il mondo, come tanti amici, ma ho la mia dose di partecipazione alla causa. Questo blog, nelle sue diverse edizioni, prima sulla vecchia splinder, poi su blogger e infine su questa piattaforma, ha rappresentato più di 10 anni della mia vita. Mi piace ripercorrere gli articoli scritti anni fa. Era una persona diversa che utilizzava le risorse aziendali della famiglia. Il primo post aveva data 13 luglio 2003. Qui sotto uno screenshot di quei altri tempi.

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Batman: Fare un disco di Prince senza fare un disco di Prince

#tbt dal blog Trentuno Ventuno (formerly known as TreUnoDueUno) del 9 ottobre 2012

Steven Hyden su Avclub dedica un bel articolo a quel lavoro, e -tra le altre cose- ne scopre alcune interessanti

Il regista di Batman Tim Burton raccontò a Rolling Stone che durante le riprese continuava ad ascoltare Prince, soprattutto come ispirazione per il personaggio di Joker. In una prima versione del film aveva persino inserito i brani di Prince 1999 e Baby I’m a Star, ancora prima che Prince avesse pronte le sue canzoni, che dovevano essere al massimo un paio. In cambio, Prince produsse un intero album dopo avere visto appena mezz’ora del primo montaggio.

A differenza del Prince della fine degli anni 80, Batman venne registrato velocemente e, in qualche maniera, suonava più diretto e commerciale dei suoi lavori precedenti. Ma non si trattava proprio di una colonna sonora, per raccontare la storia o sottolineare una scena del film. La maggior parte della musica di Prince non si trova nel film; solo Partyman durante la scenda di Joker all’interno del museo e Trust, che appare prima del finale del film. Sono poco strumentali alle scene. Se non sei un fan di Prince, è facile scambiare questi brani per un semplice rumore di fondo.

Batman di Prince è più un commento al film e ai suoi temi, invece che una parte funzionale al film. E’ ciò che appare: un po’ di brani che Prince scrisse dopo avere visto un film che a lui piaceva. Questo è vero soprattutto per la sua hit Batdance, un brano di 6 minuti composto di campioni dal film, riferimenti alla musica del vecchio Batman e parti di brani di Prince stesso, tra cui The Future e Electric Chair.

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David Henry Hwang: “ecco come nacque Solo”

#tbt dal blog Trentuno Ventuno (formerly known as TreUnoDueUno).

Forse sarò l’unico sulla terra, ma io adoro “Come”. Lo acquistai in condizioni casuali, come spesso mi accadeva all’epoca, ero di passaggio al centro commerciale Iper di Brembate e mentre si girava cercando qualcosa di interessante (è vero che ogni volta che si cambia supermercato, ci si sente smarriti?) mi è venuta la voglia di vedere se era uscito qualcosa di nuovo – ma non necessariamente di Prince – e vedo questa foto in bianco e nero.

Una volta a casa (niente lettori cd in auto all’epoca) prendo il quotidiano del giorno e Marco Mangiarotti scrive del nuovo album e di una simil-recensione di Lorenzo J Cherubini. I due erano grandi fan di Prince e ne parlano bene “a prescindere”. Io non mi fido, soprattutto di Cherubini, e mi ascolto in alta fedeltà (allora si usava) “Come”. 

Alla fine della mia sessione musicale mi ritrovo ad amare questo lavoro contraddistinto da brani con titoli brevi. Space, Dark, Race e soprattutto Solo (che Mangiarotti – se non sbaglio – interpretava come una visione di Prince dell’opera lirica). Tra le note di copertina leggo che Prince avrebbe scritto Solo con un certo David Henry Hwang. Allora il vuvuvu non offriva nulla e così io ero senza notizie (se non quelle del solito Mangiarotti).

Dall’uscita di Come sono passati 20 anni (quasi) e finalmente ho capito chi è David Henry Hwang e come nacque Solo. Anzi, è lui stesso che lo racconta in questo articolo.  

Sono cresciuto ascoltando un sacco di musica, ma i due artisti più importanti per me erano David Bowie e Prince. Ho scoperto Prince grazie al suo album del 1980 Dirty Mind. (…) Non capivo cosa fosse Dirty Mind. Una roba tipo R&B, New Wave, disco, forse Punk? Come faceva a metterli tutti assieme? Il suono non era nero, non era bianco. Era tutto. O nessuno dei due. Sta di fatto che era totalmente nuovo. E brillante. Ballabile. E… realmente pieno di porno.

Da allora ho acquistato tutti i brani di Prince il giorno in cui uscivano, perlustrando i negozi di dischi per anteprime e bootleg, e andavo a tutti i concerti. Ho visto il concerto di Prince a Minneapolis la vigilia di Natale.

A questo punto potete immaginare come batteva il mio cuore nel 1989 quanto ho aperto People Magazine e mi sono trovato di fronte una foto di Prince che aveva appena visto il mio spettacolo di Broadway M.Butterfly!

Gli era piaciuto? Perché non me l’avevano detto? Avrei dovuto esserci! Avrei potuto chiacchierare con lui: “Ehi, Prince, come stai?” Ma la gente lo chiamava ancora Prince?

Quattro anni dopo il mio agente mi aveva avvertito che Prince voleva incontrarmi. Voleva parlare di un musical. Due settimane dopo una donna di Paisley Park mi avrebbe telefonato: “è disponibile a parlare con Prince?”

Lo chiamavano ancora Prince!

“Bene, potrebbe chiamarti domani”

Un paio di giorni dopo ancora: “è disponibile a parlare con Prince?”

Finalmente: “la chiamerà domani alle 2 del pomeriggio”

Intorno alle 2, il telefono suona: “Prince vorrebbe parlare con te” e io sono definitivamente in coma da fan.

“Hi” è lui, conosco quella voce! Eccomi, un ragazzo cinese di San Gabriel, cresciuto indossando occhiali da fondo di bottiglia della coca e con un acne terribile, il contrario del figo. Sono al telefono con Prince!

“Hi!” rispondo automaticamente “sono davvero felice di incontrarti al telefono perché la tua musica è molto importante per me e grazie per avere pensato a me”

Silenzio assoluto: dall’altra parte della linea neppure un respiro.

“Allora, tu sei interessato forse in un musical, sono molto felice di parlarne con te e della possibilità di lavorare insieme”

Prince riprende a parlare, vuole incontrarmi di persona, a New York.

Incontro Prince nell’attico del Riga Royal Hotel sulla 54esima ovest. Lui occupa tutto il piano. La porta si apre ed lui è lì. Prince. Ma, il vero Prince. Quello con i tacchi, il trucco e la giacca viola. Per il nostro incontro lui indossa il classico travestimento da Prince. O forse così è come lui gira nella sua stanza di hotel tutto il giorno, chi lo sa? Tutto ciò che so è che la stessa persona che ho visto sul palco un numero infinito di volte. Sugli album, sui bootleg e sulle riviste dei fan… e io mi sono preparato con un sacco di cose da dire, perché, come è noto, lui potrebbe non parlare.

Questa volta, però, Prince è una persona normale. Per lui. Ci sediamo e beviamo, tipo, acqua con soda, e lui mi racconta questa storia basata sulla sua personale esperienza. Una sua relazione con una fan che diventa particolarmente ossessiva e strana (da un punto di vista sessuale, ovviamente). Lui vorrebbe farne uno spettacolo.

Io sono sul pezzo. Vado a casa. Preparo una bozza della sceneggiatura e gliela mando. Iniziamo a lavorarci, ma non parliamo di soldi o di contratti. Lavoro senza committenza. Dopo tutto, non vedevo l’ora di lavorare con Prince.

Ancora una cosa. Lui vorrebbe io scrivessi una poesia per lui. Una poesia sulla perdita. Come ci si sente quando perdi qualcuno che ami e sai che non tornerà mai più. E come da quel momento sai che per tutta la tua vita ti sentirai da solo. Prince ha in mente una canzone che improvvisamente ha una parte parlata. Prince rotea i suoi occhi: “questa volta diranno: il ragazzo (Prince) è davvero fuori!”

L’intero incontro dura mezz’ora. Ho incontrato il mio idolo. La più grande pop star della decade e noi stiamo lavorando insieme.

Torno a Los Angeles ed un paio di giorni dopo ricevo una busta. Da Paisley Park. Contiene una cassetta. Sono nuove canzoni di Prince per lo spettacolo. Questo è il massimo dei bootleg. Aspetta, tecnicamente non è un bootleg. Sono… brani non ancora pubblicati. Li sto ascoltando prima del resto del mondo. Perché? Ma sì. Perché sto lavorando con Prince.

Interessante: tutte le canzoni hanno un punto in mezzo dove la musica diminuisce di volume. Poi la canzone come se n’era andata, ritorna.

Scrivo la poesia sull’amore e la perdita. La faxo a Paisley Park. Qualche giorno dopo arriva un’altra cassetta. Una nuova canzone che contiene la mia poesia. Non proprio come una parte parlata, ma come parte del testo cantato. Il titolo è Solo. Ho scritto un brano. Con Prince. Proprio così.

Il musical non si farà mai e non ho mai più avuto la possibilità di parlare con Prince, ma dopo un anno ho ricevuto una telefonata da una tipa di Paisley Park: “Volevo solo dirti che l’album sta per uscire. Conterrà anche Solo. Probabilmente sarà il lato B del primo singolo. Sono contenta perché è una delle mie canzoni preferite”

L’album si chiama Come ed il primo singolo “LetItGo” includerà proprio Solo come lato B. Sui crediti ci sono anch’io: “Prince with David Henry Hwang.” Nessun contratto tra di noi. Nulla di scritto su un foglio, ma lui si era ricordato che avevamo lavorato insieme.

A tutt’oggi, Come è l’album di Prince che ha venduto meno, ma è pur sempre un Gold Record. Onestamente, Solo non è la miglior canzone scritta da Prince, ma non importa, non è vero? Sono stato parte della discografia di Prince. E se questo non fosse orgasmico di per sé, Paisley Park mi ha anche spedito un album d’oro. Un grande pezzo della mia collezione.

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Video: visita alla villa 3121 di Prince

La notizia non è delle più recenti (risale al periodo 3121), ma è sempre curiosa.

Su youtube ho trovato questo filmato che mostra gli interni di quella che fu la villa 3121 (indirizzo 1235 Sierra Alta Way, West Hollywood) che Prince affittò e dove avrebbe registrato buona parte dell’omonimo lavoro (con Tamar?). Se non ricordo male, in seguito al concorso in stile Fabbrica di Cioccolato, Prince ospitò qualche fortunato fan proprio tra le mura di questa villa.

La villa fu anche al centro di un notizia: Prince venne denunciato dal suo padrone di casa (il giocatore di basket Carlos Boozer) a causa dei suoi interventi non autorizzati sull’arredamento * (tipo le insegne con la scritta 3121, i tappeti viola e la sostituzione dello scopettino del wc con uno a forma di simbolo). Alla fine la denuncia venne ritirata poiché Prince risistemò la casa come l’aveva trovata, con i nostri soldi.

A parte gli scherzi, la villa è un po’ opulenta, ma non ha alcuno sfarzo kitch ed ha una bellissima vista sulla California e Los Angeles. Insomma, l’affitto di 70mila dollari al mese li vale(va) tutti.

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Quella volta che Patrick Murphy vide Prince al Paisley Park

Continua il tour di Prince in Canada link. La scaletta la sapete a memoria (se non la ricordate passate da uno dei miei concorrenti) e il successo è garantito. Prince continua a proporre Don’t Stop ‘Til You Get Enough di Michael Jackson urlando “ehi, questa non l’ho scritta io!”

E mentre aspettiamo di ascoltare i remix di “Dance 4 me”, un paio di musicisti si fanno avanti e ci ricordano l’importanza che Prince ha nella musica contemporanea.

Il pluripremiato Bruno Mars link vorrebbe collaborare con Kanye West e Adele, anche se il suo sogno è lavorare con Prince. Mentre D’Angelo link dovrebbe uscire con un nuovo lavoro e sembra che pure lui ha nel cassetto qualcosa di registrato con Prince. Anche se Prince dice che non è vero.

Infine, Patrick Murphy racconta sulle pagine di “The Mac Weekly” link quella volta che riuscì ad infilarsi in un concerto di Prince a Paisley Park.

Un sabato di quell’autunno, mi sono svegliato con un messaggio di mia sorella che diceva: “Prince sta organizzando un concerto a sorpresa a casa sua. Devi andare.” Non avevo idea di dove vivesse Prince, figuriamoci se il concerto stesse davvero accadendo o come entrare, ma sapevo che dovevo provare. Ho fatto quante più imprecise ricerche sul sito dei fan di Prince possibile. L’unica cosa che ho trovato è stato un post di “EyeAmThePurple1” che ha incaricato gli irriducibili di avventurarsi in una fermata nel mezzo del nulla a Chanhassen (30 miglia a ovest di Macalester) quel pomeriggio. Con un buon amico del liceo, ho fatto il viaggio verso ovest, proprio come avevano fatto Lewis e Clark 200 anni prima. Ma invece dell’Oceano Pacifico, eravamo alla ricerca di un uomo sgargiante e violaceo con un debole per il pizzo, le grasse corde dei bassi e le donne raffinate.

Dopo esserci persi gravemente lungo la strada, siamo finalmente arrivati alla fermata dell’autobus, ma sembrava desolante. C’erano solo 40 o 50 altri fan alla fermata. Abbiamo aspettato per oltre due ore senza alcun segno di Prince, ma proprio quando alcuni fan hanno deciso di tornare indietro, abbiamo visto avvicinarsi tre autobus in lontananza. Autobus viola.

Gli autobus hanno portato la folla di quarantenni e io e il mio amico alle porte di un complesso, che in seguito ho capito che era Paisley Park, la casa di Prince. Una folla di poco meno di 400 persone ha aspettato altre due ore sotto la pioggia fredda prima di entrare. Non ci era permesso di portare nessuna telecamera perché Prince crede che le telecamere divoreranno il suo chakra del terzo occhio. L’ho inventato, ma probabilmente è vero. La casa di Prince (o almeno quello che ne ho visto) era come immagino che la Stazione Spaziale Internazionale sarebbe simile se la avesse liberata. Per tradizione, Prince non è salito sul palco fino all’una di notte. Non perché fosse occupato, ma perché era il Principe, e probabilmente stava dando da mangiare a un orso polare di nome Mortimer prima di decidere di salire sul palco. Il set di tre ore di jam-tastic che includeva George Clinton e Larry Graham era diverso da qualsiasi cosa io abbia mai visto. La impareggiabile presenza sul palcoscenico di Prince, unita alla sua superiore abilità musicale, ha reso possibile un concerto che non dimenticherò mai.

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Please welcome, The Revolution

Il 21 febbraio 2012, a First Avenue di Minneapolis *, serata speciale per beneficenza.

Protagonisti i Revolution grazie all’impegno del batterista Bobby Z che ricorda così un anno dal suo attacco di cuore.

Per cui ci saranno: Wendy Melvoin, Lisa Coleman, Brown Mark, Dr. Fink e Bobby Z.

Una loro reunion con tour e musica – anche senza il capo – chiuderebbe il cerchio dei ritorni che ultimamente hanno toccato i Time * e i Family *.

Non si hanno notizie di Prince, anche se la data è un palindromo.

Letta qui *