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Il debutto di Londra su internet

Il ritorno di Prince a Londra (Repubblica)
La pop star ha incantato il pubblico con un medley dei suoi successi, da “Purple Rain”, con cui ha aperto il concerto, a “Nothing Compared to U”, e ha strappato gli applausi dei fan anche interpretando alcune cover, tra cui “Come Together” dei Beatles.

Prince, London O2 arena (The Guardian)
Se sta dicendo addio al suo passato, lo sta facendo con stile.

Prince fa festa come se fosse il 2007, i suoi fan diventano pazzi al concerto di Londra (Bloomberg)

A metà del concerto si è rivolto al pubblico e con fare preoccupato ha chiesto: va tutto bene? Alle urla di risposta affermative ha fatto finta di nulla e con lo sguardo basso ha scherzato: vorrei cantare a qualcuno.

Approfondimenti: repubblicatheguardian bloomberg

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I gioielli nascosti

Rolling Stone propone una compilation tutta dedicata a quei brani nascosti nella produzione di Prince.

“Jack U Off,” on Controversy (1981)
“One Of Us,” on Emancipation (1996)
“Lady Cab Driver,” on 1999 (1982)
“Mad Sex” on New Power Soul (1998)
“Anna Stesia,” on Lovesexy (1988)
“Pheromone,” on Come (1994)
“Endorphinmachine,” on The Gold Experience (1995)
“P. Control” on The Gold Experience (1995)
“Cinnamon Girl,” on Musicology (2004)
“My Computer,” from Emancipation (1996)
“Everyday Is a Winding Road,” from Rave Un2 The Joy Fantastic (1999)
“I Like It There,” on Chaos and Disorder (1995)

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Censurato un giornalista americano per colpa di Prince

Il “Los Angeles Times ha deciso di cancellare un editoriale di Patrick Goldstein, nel quale il giornalista chiedeva al suo quotidiano di seguire l’esempio del britannico Mail on Sunday […] che l’ha visto arrivare in edicola a metà luglio con il cd “Planet Earth”, il nuovo album dell’artista di Minneapolis, in allegato gratuito. L’operazione ha permesso al giornale [Mail on Sunday] di vendere quasi tre milioni di copie e sembra abbia portato circa cinquecentomila dollari nelle casse dell’artista. Un risultato tutt’altro che trascurabile, spiega Goldstein, per due industrie in piena emorragia di lettori (quella dei giornali) e di acquirenti (quella discografica).

Goldstein non è stato l’unico giornalista a commentare positivamente l’iniziativa del Mail on Sunday. Anzi, la distribuzione gratuita del cd di Prince è stato uno dei temi caldi delle scorse settimane in fatto di musica, nuove tecnologie e orizzonti futuri. A far risaltare l’articolo del giornalista californiano ci hanno però pensato i redattori del suo quotidiano, che hanno deciso di cestinarlo poche ore prima della pubblicazione, sembra per non dare troppo fastidio alle major discografiche, ben presenti con i propri quartier generali nell’area di Los Angeles e ancora fondamentalmente contrarie a regalare la propria musica.”

Approfondimenti: l’articolo completo di Goldstein in inglesefonte La Stampa

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Jazz, Beatles e ambiente È il Pianeta Terra del genio della musica

Venerdì esce “Planet Earth”, il nuovo lavoro di Prince. E a Montreux ha suonato anche il classico “Come Together”

D’altronde Prince fa sempre così, ha i suoi tempi. L’altra sera a Montreux, dove c’è un Festival Jazz invidiato in tutto il mondo, lui è arrivato all’Auditorium Stravinski con un’ora di ritardo, in giacca rossa cappellaccio e occhiali scuri, mentre la sua band New Power Generation suonava una versione scatenata di When the saints go marchin’ in e i quattromila seduti in sala si chiedevano che cosa stesse accadendo. Vedendolo alla fine sul palco, quel Prince che in scena è felice come un bimbo al seno della mamma, la gente ha capito che con lui è inutile fare previsioni e bisogna prendere quel che viene: stavolta sono quaranta minuti belli e buoni di jazz che gronda funky e persino una cover dei Beatles (la strafamosa Come together) che rinasce nella voce di questo alchimista prestato alla musica. Lui non suona, crea, e lo fa con una naturalezza che affascina.

Ci riesce anche quando ripresenta i suoi classici, da Purple Rain a Nothing compares 2 U, e pure quando accenna il suo nuovo singolo Guitar, che si prende il lusso di copiare addirittura uno dei più famosi riff di chitarra degli U2 (I will follow). Ma chissenefrega, Prince è fuori dalle regole e lo dimostra anche il suo nuovo cd Planet Earth, che in Italia esce dopodomani ma che in Gran Bretagna ha già sconvolto le regole del marketing visto che è stato distribuito gratuitamente come allegato del magazine domenicale Mail on Sunday. Tre milioni di copie, dicono. Tre milioni di copie sottratte «alle hit parade costruite dal business» ha detto lui, che è la sublimazione dell’antibusiness.

Con Planet Earth ha iniziato la sua seconda vita musicale proprio ora che ha appena compiuto 49 anni: è lucido, disinvolto, persino accademico quando gli va. E basta sentire il basso furiosamente sleppato di The one U wanna C o il sax di Chelsea Rodgers per capire che fa quello che vuole ed è così lontano dalle regole del pop che refrain vincenti come quello di Lion of Judah rimangono inesorabilmente confinati nelle retrovie, quasi snobbati, sommersi da arrangiamenti stellari, piogge di tastiere, incroci di basso e chitarra che sanno di improvvisazioni jazz. Perciò Prince ha i suoi tempi, li ha sempre avuti. Per un periodo, negli anni Ottanta, hanno coinciso con quelli della discografia, e allora ecco i megasuccessi di Purple rain o Take me with U. Poi basta.

Oggi Prince fa quello che vuole, cioè il musicista, il santone e pure l’ambientalista (come nel testo di Planet Earth). Insomma, è libero. Ed è per questo che in giro per il mondo, da Los Angeles a Montreux, i suoi concerti sono sorprendenti perché vagano per tutti i generi musicali, li mischiano e alla fine li esaltano come ormai non capita più tanto spesso. Tanto per dire, dopo lo show all’Auditorium, lui ha cenato e poi è andato a suonare due pezzi a sorpresa al Montreux Jazz Café. Così, solo perché ne aveva voglia (e da agosto avrà voglia di suonare per un mese a Londra, ma solo lì, naturalmente).

fonte http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=193558

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Prince aiuta Michael Jackson

Dopo essere diventato Testimone di Geova, vegano e ambientalista, ora Prince dà consigli.

Destinatario: Michael Jackson.

Per il suo ritorno sulle scene Michael Jackson avrebbe chiesto qualche idea a Prince, che gli avrebbe suggerito di fare un serie di concerti unplugged a Las Vegas. Solo Michael con la sua voce. Basta con i costumi e balletti. Niente fumo o specchi. Solo Michael Jackson e la sua voce.

Michael Jackson offrì una collaborazione a Prince all’inizio dell’anno: un tour assieme per rilanciare il cantante di Thriller.

Prince, in quel caso, rifiutò.

fonte: http://www.femalefirst.co.uk/celebrity/Michael+Jackson-16802.html

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Prince a Los Angeles, per pochissimi eletti

Prince accontenta proprio tutti. I ricchi e i poveri.
Ora si dona ai suoi fan californiani più danarosi.
Dal 23 giugno sarà per sette (ovviamente) sere al Roosevelt Hotel di Los Angeles, in un locale da 200 posti.
I prezzi sono da capogiro.
La seratona completa, detta VIP Packages, compresa di cena preparata dal cuoco personale di Prince costerà 3121 dollari. Solo per 130 fortunati e pieni di soldi. Per gli altri 70 il costo del biglietto è molto più accessibile: 312.1 dollari.
Questi sono pazzi…
no ?
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