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Do Me, Baby

Il brano controverso di Controversy

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Prince Estate ha ben celebrato l’album Controversy di Prince che usciva 40 anni fa, il 14 ottobre 1981. In collaborazione con Warner Record, hanno scovato qualcosa di speciale nel Vault di Prince a Paisley Park. Si tratta della demo solitaria del 1979 della slow jam strappamutande “Do Me, Baby”. Un inedito che era il fulcro dell’album Controversy, siamo nel 1981, ma Prince aveva registrato la canzone anni prima.

Una prima versione di “Do Me, Baby” con André Cymone alla voce solista era stata registrata il 17 febbraio 1979 al Music Farm Studios di New York, durante una giornata di sessioni guidate da Pepé Willie. Pepe Willie ricorda: Tony Silvester mi ha chiamato in cerca di musicisti e gli ho detto: “Guarda, ho due musicisti che possono suonare di tutto”. Così Tony ha portato me, Prince e André a New York e ci ha ospitato all’Hilton Hotel. Prince aveva iniziato a scrivere “I Feel For You” al pianoforte. Mentre Andre aveva suonato “Do Me, Baby”. Per quanto mi ricordo, Andre Cymone ne era l’autore perché ce l’aveva proposta. Quando siamo tornati da New York, Prince ha rivendicato la canzone perché l’ha messa su Controversy. A quel punto Andre è venuto da me e ha detto: “Pepe, ti ricordi che abbiamo fatto quella canzone a New York e che era una mia canzone?” E ho detto: “Sì, mi ricordo”.

Ad aprile del 1979 Prince ha completamente reinventato la traccia durante le sessioni di registrazione agli Alpha Studios di North Hollywood, con sovra-incisioni aggiunte nello stesso periodo alla Hollywood Sound Records. Quel master tape multitraccia da due pollici, un mix su cassetta – scoperto di recente nel Vault di Prince e firmato con la sua calligrafia – era stato preparato, ma alla fine accantonato. Questa versione speciale di “Do Me, Baby (Demo)” è stata appena mixata per corrispondere alle specifiche della cassetta demo originale dall’ingegnere Chris James e masterizzata da Bernie Grundman. Ed è quella che possiamo ascoltare oggi.

Come era tipico di Prince, avrebbe rivisitato di nuovo la canzone nel giugno 1981 all’Hollywood studio e al Sunset Studio ad agosto. Erano passati due anni. A quel punto avrebbe creato una versione nuova di “Do Me, Baby”. Avrebbe rivisto la melodia, mostrandoci cosa significava per lui avere raggiunto una maturità artistica.

Su NME, rivista britannica, “Do Me, Baby” viene riassunta nel 1981 così: Ricorda, nella loro scia scivolosa, artisti del calibro degli Imagination, ma lui è molto meglio. Prince arriva completo di una discordia, gettando a mare l’elaborato arrangiamento e tremando in un silenzioso bagliore. È Smokey Robinson che canta cose oscene ai raggi di luna, la lussuria che implora amore; le tracce sul cuscino non sono le sue lacrime. Vuole fare molto di più che metterci la lingua sulla guancia? Non sono sicuro che voterei per lui se lo facesse. Prince è in definitiva conservatore, ma temporaneamente valoroso; è funk?

Durante i concerti, “Do Me, Baby” diviene un momento di passione con il pubblico. Così raccontano le cronache del concerti di novembre del 1981: “Non mi lasci altra scelta”, dice Prince mentre inizia a togliersi i suoi vestiti verso la fine di “Do Me, Baby”. Come previsto, il pubblico risponde con selvaggio entusiasmo. Prince si mette davvero in gioco: “Beh, non mi lasci scelta. Cosa stai guardando? Hai intenzione di sederti lì e guardare? Va bene… non vuoi chiudere gli occhi? Per favore, piccola, chiudi gli occhi. Quanto vuoi che mi spinga? Vado fino in fondo?!”

Jim Miller nel pezzo ospitato su Newsweek del 22 dicembre 1981 intitolato “Il cattivo principe del rock” la vede così: Do Me, Baby è la ballata culminante del disco, è un pezzo di bravura con armonie sussurrate, piroette vocali acute, ululati elettrizzanti e una coda sorprendente che fa sembrare tutto il respiro pesante che lo ha preceduto una faccenda piuttosto triste: “ho così freddo. tienimi stretto.” È il tipo di tocco inaspettato che rende Prince una figura così affascinante. È giovane, ha solo 22 anni, e controlla ogni aspetto della sua fiorente carriera: nessun impresario ha plasmato un’immagine per lui. Una personalità complessa, che proietta una strana miscela di sfida e vulnerabilità. Può essere un libertino dagli occhi selvaggi – i suoi testi e la sua appariscente presenza scenica lo implicano – ma è anche un professionista attento, un perfezionista disciplinato e, a detta di tutti, un introverso dolorosamente timido.

Geoffrey Himes, del Washington Post racconta come Prince abbia la più potente gamma di talenti grezzi arrivata nel rock’n’roll da diversi anni. La sua voce fantastica andava senza sforzo dal falsetto più seducente al più autorevole baritono e i suoi assoli di chitarra combinavano un assalto metallico con un controllo preciso. Ha recitato alcuni dei suoi testi inebrianti come un mimo, incluso uno spogliarello su “Do Me, Baby.”

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Perché Prince può essere considerato un genio?

Prima parte (31 agosto 2003)

Chiunque segua le gesta di Prince, e si vanta con gli amici di esserne fan, prima o poi deve rispondere a questa domanda: perché Prince viene considerato un genio ?

Prima di tutto: anch’io, che scrivo qui, credo che Prince sia un genio ? Sì, ne sono convinto anch’io. Più di una volta mi ha dimostrato con i fatti di poter farmi dimenticare tutto ciò che sapevo sulla Musica e sulla sua musica. Faccio un esempio.

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Ricordate Controversy?

#tbt – ecco un articolo scritto per il blog Trentuno Ventuno (aka TreUnoDueUno)

21 giugno 2011

Una volta ero iscritto al fan club ufficiale di Prince dal nome controverso: Controversy. Nel pieno della mia sublimazione funky, mi ritrovai con l’album dal nome simbolico tra la orecchie. Quel simbolo, per me, era la perfezione: l’uomo e la donna, il sopra e il sotto, il funky e il pop. L’album si caratterizzava per la netta propensione ad utilizzare qualsiasi stile musicale del globo terraqueo per permettere all’artista di esprimere il proprio credo. Quel libretto io lo lessi migliaia di volte. Diverse volte anche di fronte allo specchio per capire meglio il messaggio completo. I crediti, poi, si completavano con la seguente indicazione: Prince Official Fan Magazine – Controversy, ed un indirizzo in quel della terra d’Albione.

Fu allora che salii sulla mia bicimobil per spingermi fino alla mia banca e parlare con un gestore: desideravo mandare un assegno ai discendenti del Bardo e ottenere l’accesso al prezioso fan club. Una volta ottenuto l’assegno tornai verso casa, imbracciando nuovamente la mia Saltafoss. Finalmente potei spedire la lettera. Io volevo essere fan di quel club. Ai tempi dei primi anni novanta nessuno nella Brianza Alcolica conosceva internet; si spedivano le lettere con l’affrancatura e si aspettava la risposta. L’arrivo del postino era un avvenimento. Quasi come l’uscita di un nuovo numero di Le Ore.

Dopo circa un certo numero di giorni che non mi ricordo, tornò la lettera con il mittente “Controversy”. Avrei dovuto subito capire che c’era qualcosa che non andava:. La busta conteneva una risposta negativa; l’assegno spedito non andava bene e me lo restituivano.

Questo non me l’aspettavo. Incacchiato come un fan di Tiziano Ferro, tornai dal gestore della mia banca e minacciandolo di andare dai loro dirimpettai e concorrenti ottenni immediata udienza. “L’assegno va bene” mi disse “ non c’è alcun problema”. Ma che palle! Tornai così a casa, passando per le poste, comprai un francobollo e spedii l’ennesima busta. Ero già meno contento: tipo Bugo dopo Sanremo.

Dopo qualche altra settimana, con le loro scuse, arrivò il primo numero di Controversy Official Prince Fan Club.

E dopo un paio di uscite divenne Controversy Official 0{-> Fan Club e dopo poco chiuse. Per completare l’abbonamento mi mandarono dei numeri precedenti all’inizio della mia iscrizione. Ora mi rimangono 6 numeri che rileggo per concentrarmi e ripenso ai bei tempi quando avevo del tempo libero per andare avanti indietro dalla filiale della Cariplo.

(edit del 2020 per togliere le obsolescenze, la versione originale del 2011 è qui)