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Perché Prince può essere considerato un genio?

Prima parte (31 agosto 2003)

Chiunque segua le gesta di Prince, e si vanta con gli amici di esserne fan, prima o poi deve rispondere a questa domanda: perché Prince viene considerato un genio ?

Prima di tutto: anch’io, che scrivo qui, credo che Prince sia un genio ? Sì, ne sono convinto anch’io. Più di una volta mi ha dimostrato con i fatti di poter farmi dimenticare tutto ciò che sapevo sulla Musica e sulla sua musica. Faccio un esempio.

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Evento: Prince dal vivo su Youtube

Prince Estate ha deciso di collaborare con Youtube con l’obiettivo di raccogliere fondi contro il Covid-19. Sul servizio di streaming video di Google sarà trasmesso per 3 giorni il concerto del 30 marzo 1985 a Syracuse (New York). L’evento, così come si chiamano oggi queste cose, inizierà la sera del 14 maggio alle ore 6 della sera. Da noi sarà l’una del mattino del 15 maggio, quando Bobby Z e la giornalista Andrea Swensson della radio The Current si ritroveranno per scambiare due battute e (speriamo) rispondere a qualche domanda del pubblico di youtube.

Dalle 2 del mattino (le 7 della sera) inizierà la visione “premiere” del concerto. Un’ottima occasione per mettersi tutti intorno al televisore, vedersi Prince e i Revolution dal vivo e commentarli su Twitter. Peccato che sia notte in Italia.

Le sorprese non sono finite qui. Da venerdì il concerto, rimasterizzato da Bernie Grundman, sarà disponibile sui servizi di Streaming come Spotify (immagino), arricchendo la proposta della musica di Prince.

Piccola riflessione. Come dicono gli amici di Housequake, il concerto non è nulla di nuovo. L’abbiamo già (tutti?) nel Deluxe di Purple Rain. Come se non bastasse, io avevo preso il concerto anche in videocassetta, nel 1998 a Boston, e avrei apprezzato qualcosa di nuovo. Magari quella serata di Minneapolis che inizia con Interactive.

L’intervista a Bobby Z è una bella idea, ma perché scegliere un concerto che quasi tutti i fan di Prince hanno visto. A parte il concerto di Dortmund del tour di Lovesexy, quello di Syracuse è l’unico concerto trasmesso in televisione e pubblicato su video o su DVD. Perché non scegliere qualcosa mostrato ai party After Dark di Paisley Park? C’era Welcome 2 Australia, per esempio. Sarebbe una bella cosa per i fan. Non devono neppure mettere le mani dentro al Vault, ma basterebbe scegliere qualcosa che è già stato mostrato a Paisley park.

Housequake

Fonti: https://www.pressparty.com/pg/newsdesk/TheOutsideOrg/view/211945/

Lettera aperta agli amici di Trentuno Ventuno

Come avrai notato i miei post non sono più su Facebook. Sono ritornato alla piattaforma del blog. Il lavoro che produco è più bello. Grazie agli strumenti di WordPress posso integrare video di Youtube, post di Facebook e di Instagram. E’ un grande piacere offrire un servizio completo, ma per leggere queste parole dovete cliccare sul link che trovate in giro per i social. Vi chiedo un sacrificio, ma è sempre per quel senso di gratitudine nei confronti di Prince che preferisco fare così, invece che rimanere rinchiuso nella gabbia di Facebook. E regalare contenuti a Marcolino Zuccherbergh.

Simone T. aka Trentuno Ventuno

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Intervista · Traduzione

Ciò che accadde: Lisa Coleman e Wendy Melvoin

Su Vibe.com uscì nel 2009, mentre Prince pubblicava Lotus Flowers, un’intervista a Wendy & Lisa. Ecco la traduzione di Giovanna.

Il duo dei Revolution sul sogno perduto di Prince.

Parlando alla tasterista Lisa Coleman e alla chitarrista Wendy Melvoin delle loro esperienze di lavoro con Prince, mutevole Dio del funk-rock, i racconti sembrano infiniti.

Così tanto che non potremmo adattare la maggior parte dell’intervista al duo nei nostri 51 migliori album che siano mai stati confezionati che ora hanno gettato luce sul leggendario inedito progetto di Prince del 1986, Dream Factory (Paisley Park).

Al giorno d’oggi Wendy e Lisa -le più celebri componenti della band Revolution che accompagnava il Purple One negli anni ’80- stanno ancora facendo musica senza concessioni con la pubblicazione dell’ultimo album White Flags of Winter Chimneys (wendyandlisa.com).

Quanto a Prince, la cinquantenne icona musicale, è più prolifica che mai. La superstar sta pubblicando per il 29 Marzo un triplo CD, LotUSFLOW3R, MPLSoUND e il terzo album della sua protetta Bria Valente tramite un accordo esclusivo con la catena di negozi Target. Così com’è registrare con un talento prodigioso che sa scrivere canzoni come se si lavasse i denti, come usa dire Lisa? Leggilo.

Vibe.com:  L’album Dream Factory rimane uno dei più ambiti lavori inediti di Prince. Cosa vi ricordate dell’inizio delle sessioni in studio?

Wendy: Quando ci stavamo lavorando non si chiamava Dream Factory. Non era quel disco. Il periodo tra Parade e il Sign O’ The Time di Prince fu incredibilmente prolifico per me, Lisa e Prince insieme.

C’erano così tante canzoni che non finirono su nessun disco e che successivamente finirono sul Sign O’ The Time. In quel periodo ricordo che Susannah, mia sorella, faceva un sacco di parti vocali su quel disco.

Lisa: C’è anche un altro disco che le persone chiamano Crystal Ball. Ma ricordo che facevamo canzoni lunghe 15 minuti e tutte queste diverse parti.

Wendy: C’era anche “Roadhouse Garden” che era inedito come parte di questo allo stesso modo.

Lisa: Viaggiavamo e lavoravamo tutti i giorni.

L’abilità di scrivere canzoni di Prince adesso è diventata leggendaria. Com’è stato lavorare con un artista che poteva scrivere e registrare una canzone in un giorno?

Lisa: Prince può scrivere una canzone al giorno. Ricordo che tutto quel periodo fu estremamente creativo. Esploravamo davvero un sacco di cose. Fu comprata nuova attrezzatura.

Wendy: Lisa ed io in quel frangente comprammo il Fairlight (campionatore).

Lisa: Il Fairlight era solo d’ispirazione per un autore come Prince -per tutti noi. C’erano suoni di flauto, suoni del vento, campioni di voce, suoni di battiti di mani. Dovevamo solo costruire queste canzoni attorno a ciò.

“All my Dreams” è senza dubbio il culmine di Dream Factory. Nella cornice di quel brano si possono sentire le influenze jazz dei musical hollywoodiani del 1930. Era una traccia molto ambiziosa.

Wendy: Mi faceva pensare a un classico Kid Creole and The Coconuts. Prince aveva questa speciale sorta di personalità mentre la cantava. Cantava una traccia con un megafono e l’altra era una traccia pulita e le mixava. E Lisa ed io facevamo quei cori pazzi.

Lisa: Prince ci diceva quando fare i cori. “Cantate come se foste Betty Davis”. Se non eravamo nello studio guardavamo vecchi film in bianco e nero e tutta quell’epoca di “Follie di Broadway” (film musicale del 1930, ndt).

Fu durante quel periodo in cui i Revolution erano con Prince nel Hit&Run tour. Ragazze, come siate riuscite a mantenere il frenetico ritmo del tour e la maratona delle sessioni di registrazioni per le quali Prince è conosciuto?

Lisa: Sai, devo ammettere che non ci drogavamo (risate). Se l’avessimo fatto sarebbe andata male.

Wendy: Ho risparmiato la mia consumazione di vino per oggi, come una vecchia signora.

“Visions” sembrava essere un’enorme curva melodica per Prince. Come ti si è avvicinato (Lisa) rispetto al creare una piccola avanguardia pianistica jazz strumentale?

Lisa: Prince ha avuto le idee di fare intermezzi al piano su disco. Aveva appena portato un piano a coda in casa sua. Il suo studio era da basso, nel seminterrato. Era tutta improvvisazione. L’ho suonato una sola volta ed è ciò che si sente. E da allora non l’ho più suonato. Stavamo solo provando l’assetto. Susan Rogers lo registrò e microfonò il piano. Prince non diede neppure alcun contributo quel giorno. Stavamo soltanto svolgendo i cavi dal piano superiore (risate). Stavamo solo provando gli attrezzi. Prince non c’era. Ci chiese soltanto di fare qualche cosa. Disse, “Fate dei pezzi da due minuti e mezzo.” Così registrai alcune cose ed ecco che fu “Visions”. 

Poi c’è “Witness 4 the Prosecution”. C’è un’atmosfera fortemente rock in quel brano ma Prince essendo Prince decise anche si aggiungerci un senso gospel.

Lisa: Quello era ottimo materiale. Quello fu un momento in cui eravamo tutti in una stanza e Prince premette play e disse soltanto, “Vi piace?” (risate). Ricordo di essere nella stanza cantando quei cori e di andare molto in alto, provando a lavorare sul vibrato. (risate)

Potete darci delucidazioni sul brano “Strange Relationship” una canzone che Prince ha registrato e vi ha dato da terminare?

Wendy: Avevamo il nastro originale con sopra le voci di Prince, il piano e la batteria. Disse, “Prendetelo e finitelo.” Così Lisa ed io tornammo a Los Angeles e creammo le altre sue parti. Il suono del sitar arrivò da un campione del Fairlight.

Come vi siete sentite quando avete ascoltato “Strange Relationship” su Sign O’ The Time, l’importante disco del 1987, privato dei contributi tuoi e di Lisa?

Wendy: Gelose per il fatto che il nostro nome non ci fosse e che ci avesse messo fuori.

Il vostro rapporto con Prince sembrò essere il più stretto rispetto a qualsiasi altro dal 1984 al 1986. Quale pensate che fu il motivo per avervi lasciato andare e aver sciolto i Revolution?

Wendy: Quella fu la relazione che ci fu tra lui, Lisa e me. Divenne questo triumvirato, un mostro a tre teste. E questo fu il principale motivo per il quale ci lasciò andare. Voleva esprimere se stesso completamente. Stavamo lavorando così tanto. Questo è come lo sto razionalizzando adesso. Prince potrebbe avere altri motivi per averci lasciato andare. Non ne ha mai davvero parlato. Ma siamo state portate a credere che avesse bisogno di tornare al suo tocco.

Lisa: Fu dura. Ricordo due cose dopo essere state licenziate: la mattina in cui mi stavo asciugando i capelli pensando, “Ci ha davvero licenziate?” (risate). E poi quando uscì Sign O’ The Time. Lo ascoltammo come, “Oh, wow…non ci siamo più.” Fu come una separazione e vedere il tuo ragazzo con un’altra ragazza.

Guardando indietro cosa vi viene in mente pensando ai vostri anni con Prince durante uno dei suoi periodi più produttivi? 

Wendy: Che allo stesso modo per me e Lisa fu un periodo molto creativo. Volevamo mostrare a Prince cose che non aveva mai visto prima. Ed eravamo davvero orgogliose di questo.

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Please welcome, The Revolution

Il 21 febbraio 2012, a First Avenue di Minneapolis *, serata speciale per beneficenza.

Protagonisti i Revolution grazie all’impegno del batterista Bobby Z che ricorda così un anno dal suo attacco di cuore.

Per cui ci saranno: Wendy Melvoin, Lisa Coleman, Brown Mark, Dr. Fink e Bobby Z.

Una loro reunion con tour e musica – anche senza il capo – chiuderebbe il cerchio dei ritorni che ultimamente hanno toccato i Time * e i Family *.

Non si hanno notizie di Prince, anche se la data è un palindromo.

Letta qui *

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Wendy & Lisa: il triumvirato

#tbt del blog Trentuno Ventuno (formerly known as TreUnoDueUno)

Intervista a Wendy e Lisa (link) su out.com intitolata “La Rivoluzione Sarà Armonizzata”

Il duo artistico – ed ex-membri della band Prince and the Revolution – Wendy e Lisa parlano pubblicamente per la prima volta.

Immagino che la vostra storia con Prince sia stata una benedizione, ma anche un ostacolo per ottenere occasioni di lavoro televisive e cinematografiche. Come è stato?

Lisa: Un sacco di gente che ci incontra ci chiede per tutto il tempo: “Com’era Prince? Cosa sta facendo ora?” Si sono aperte un sacco di porte, ma senza ottenere nulla di sostanziale, che avesse a che fare con noi.
Wendy: Abbiamo dovuto lottare sul palco per ogni porta aperta, convincendo il mondo che siamo vive. Era una malattia per noi. Abbiamo composto musica per film e televisione per quasi 20 anni ormai, e forse solo negli ultimi 10 anni hanno evitato di chiamarci per black movie. Ora stiamo lavorando su una mostra, interamente gestita da lesbiche e siamo entusiaste. E’ su Showtime, Nurse Jackie, con Eddie Falco. Fantastico.

Perché decideste di continuare a lavorare insieme dopo aver lasciato i Revolution?

Wendy: Eravamo sposate ed ero la sua più grande fan. Tutto ciò che suonava mi spezzava il cuore e succede ancora, e voglio possederla, voglio desiderarla, voglio renderla mia.
Lisa: [ride verso Wendy] Sì. Siamo legate l’una all’altra. Siamo ammanettate. No, amo Wendy. Siamo insieme da tutta la vita. Una volta che lei è finalmente entrata nella band di Prince, è stato come un sogno per me. Ero innamorata di Wendy, la mia amica d’infanzia, e improvvisamente dovevamo vederci diversamente, io ero tutto il tempo in tour. Era una tortura. Alla fine Prince incontrò Wendy, mentre c’era qualche problema con l’altro chitarrista [Dez Dickerson], e la provvidenza ha fatto in maniera che Wendy finisse in tour con noi.

L’immagine che è stata proiettata in Purple Rain era legata alla vostra relazione? Oppure è stata un’idea di Prince o del regista?

Wendy: Non credo che il regista c’entri molto. Penso che Prince ci abbia visto come la coppia che eravamo, così ci ha utilizzate per aggiungere più mistero su di lui. E penso che Lisa ed io eravamo disposte a seguirlo perché ci sentivamo misteriose. Eravamo giovani e la cosa è andata così, così ci siamo state, non sapendo ciò che avrebbe significato o implicato per il resto della vita. Non pensavamo in questi termini. Ci siamo solo dette: wow, che figata!

(…)

Quanto Prince era consapevole di aver messo assieme nei Revolution l’arcobaleno di razze e sessualità che hai descritto?

Wendy: Ne era incredibilmente cosciente. Guarda il modo in cui si presenta  durante Dirty Mind e Controversy e 1999. Era così androgino. Non gli fregava se eri [parafrasando Uptown di Prince] “nero, bianco, etero, gay, portoricano, o solo freakin” Lui voleva dei fan. Così in qualsiasi maniera li poteva ottenere – e nelle maniere più interessanti – li attirava a sè. E’ la mentalità di Sly Stone e The Family, qualsiasi cosa, bianco / nero / freaky sta sul palco, per attirarli a se.
Lisa: Ti faccio un esempio. Abbiamo fatto un servizio fotografico per il poster di Purple Rain. Eravamo pronti, ognuno nella propria posizione, ed ad un certo punto si è mosso oltre a me e Wendy, ha alzato il mio braccio per mettere la mia mano intorno alla vita di Wendy e ha detto, “Così”. Ecco il poster. Era così come voleva l’immagine della band. Voleva che fosse molto più evidente. Non eravamo solo le due ragazze della band.
Wendy: Eravamo la coppia.
Lisa: Eravamo le ragazze gay della band. Tutto calcolato.
Wendy: E come ci sentivamo? Io mi sentivo un po’ protetta, ed è davvero paradossale. C’era così tanto mistero attorno a lui che Prince non ha mai dovuto rispondere a chiunque o per qualsiasi cosa ed io ero così giovane e stupida da pensare che si poteva adottare la sua filosofia.
Lisa: Era la conferma. Era così: “Ecco, questo è il nome della storia e questo è ciò che sembra “. Ed è motivo in più per cui non ci sentivamo come se avessimo dovuto parlarne. Le persone la vedevano. Compravano i nostri dischi e abbiamo avuto successo: non era poi un gran problema. E’ come l’hip-hop di oggi. È pericoloso, ma ogni piccolo bambino nel Midwest è un rapper.

Quindi Prince quanto sapeva della vostra relazione?

Wendy: Prince ne era molto consapevole, ma non è che passasse la notte a casa nostra. [A metà degli anni ottanta, Prince usciva con la sorella gemella di Wendy, Susannah]

Da quanto tempo vi conoscevate, prima di entrare nei Revolution?

Wendy: Lisa ed io ci conosciamo da quando avevamo 2 anni. Le nostre famiglie sono cresciute assieme. Suonavamo in band assieme. Andavamo alla stessa scuola assieme, tutto assieme. Diventate teenager abbiamo passato un po’ di tempo lontane. Quando ho compiuto 16 anni, mi sono innamorata di lei, siamo state assieme per 22 anni, da quando ne avevo 17. Ci siamo innamorate nel 1980, e siamo state assieme dal 1982 al 2002.

All’inizio pensavate che Prince fosse gay? 
Lisa: Era piccolo, un po’ puritano e tutto il resto. Ma non così gay.
Wendy: E’ una ragazza, di sicuro, ma non è gay. Mi guardava come un donna gay guarderebbe un’altra donna.
Lisa: Verissimo. Come una lesbica da favola.
Wendy: Mi ricordo il video di “Sexuality” e lui sul palco con quella piccola giacca bianca, e quella cravatta intorno al collo e i pantaloni neri con i bottoni sul fianco. Noi ci guardammo per la prima volta e io pensai: “Sarebbe molto facile innamorarmi di quella tipa”. Non importava che sesso fosse. Sei nella stessa stanza con lui e lui ti fissa e tu pensi: “Ok, sono pronta. E’ fatta” Lui è Casanova. Lui è Valentino.

Prince ha sicuramente giocato sulla sua sessualità, e anche molti uomini etero hanno un certo tipo di relazione con le lesbiche, che gli uomini gay non hanno. Per loro è eccitante. Vi siete mai sentite come se fosse state sfruttate per confermare l’eterosessualità di Prince?

Wendy: Sì, verso la fine della nostra relazione con lui dove lavoravamo come un triumvirato, sì. Ci sentivamo come se lui avesse usato tutto ciò di cui aveva bisogno da noi, e si stava spostando su qualcos’altro.

Lisa: Ma credi fosse legato alla sessualità?

Wendy: Mah, forse perché aveva preso Cat come ballerina e Sheila E. nella band e per essere più irriverente sessualmente sul palco con lui, e per giocare con il suo lato etero. Come coppia lesbica, non potevamo giocare sessualmente con lui, e penso lui avessde bisogno di più divertimento, e quello arrivò dalla sua volontà di sfruttare il suo lato etero di più. Di sicuro, anche se forse inconsciamente.