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Oggi parlerò di me. Ma un po' anche di voi.

Ho notato che chi _come me_ ama Prince, eredita da lui alcune caratteristiche.

Per esempio, ci piace essere dei solisti. Più volte ho raccontato di come i tentativi di fare un sito italiano di Prince affondassero alle prime difficoltà. Io stesso sono stato molto severo con chi veniva a darmi una mano da queste parti. Proprio perché tutti noi, in tutte le cose che facciamo siamo come Prince che si mette a capo di qualcosa. L’altro giorno leggevo una sua vecchia intervista (del periodo di “Around the world in a day”, per intenderci) e mi sono stupito nel ritrovarmi di fronte un musicista all’apice del successo, con un sacco di brani bellissimi già pubblicati ed altri ancora nel cassetto, che girava per Minneapolis dove i Family o altri gruppi che stavano lavorando a pieno ritmo con lui. E che poi si sono sciolti come neve al sole. Per colpa sua. Forse non solo sua, ma soprattutto sua.

E così sono io.

Apriamo nuovi blog, forum – abbiamo un piccolo successo, come nel mio caso – e tiriamo dentro altri, che poi mandiamo via perché noi – come dei piccoli Prince – se le cose non vanno come vogliamo noi, preferiamo chiudere tutto e ripartire da zero.

Un’altra cosa che mi fa impazzire è la passione che ci mettiamo nel seguire i musicisti che Prince ci sottopone (e questo è un eufemismo). Basta che uno suoni una volta con Prince e noi subito lo seguiamo: “se l’ha detto Prince!”. Il mio momento peggiore è stato all’inizio degli anni novanta, quando sbucò dal postribolo di Paisley Park la Carmen Electra. Come una furia, corsi alle Messaggerie in Vittorio Emanuele per avere il suo cd, che ancora ho (il coraggio di buttarlo non mi è mai venuto…). Il cd di Carmen Electra è – a dir poco – imbarazzante. Prince si era messo con Levi Seacer Jr (buon chitarrista, ma poca cosa dietro al mixer) per scrivere e produrre le canzoni, che hanno un inascoltabile velo di pop rap brutto. Forse peggio di Chaos And Disorder.

Non c’è niente da fare, quando uno o una sbuca sul palco con Prince, noi andiamo subito ad acquistare qualcosa di suo. E non conta nulla dire agli amici o sui forum: “io l’ascoltavo molto prima di Prince”. È tutto falso. E lo sappiamo benissimo e i nostri amici sono educati, che non ce lo fanno notare. È quel maledetto di Prince. Basta che una si sieda di fianco a lui alla sfilata di Dior che vogliamo sapere tutto di lei.

La terza caratteristica che ci unisce tutti è la capacità di perdonare. Così come lui nel tempo ha perdonato – nella sua infinità bontà – Wendy e Lisa, Rosie Gaines e chissà quanti altri, anche noi lo perdoniamo, anche se non pubblica un dvd o se dell’aftershow non si fa vedere neppure pagandolo peso d’oro. Noi siamo sempre qui. Il TreUnoDueUno è diventato Trentuno Ventuno, ma lo seguiamo sempre.

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