blog

Locdaun del collezionista

Ecco altri brevi spunti che arrivano da questo periodo di chiusure, di solitudini e di brevi ricorsi alla musica di Prince. Mi sto dedicando all’archivio e all’archiviazione della musica. Tra bootleg legali e bootleg illegali, mi stupisco della quantità di musica che ho collezionato nel tempo. Il mistero sta tutto nel perché. Perché acquisto, scarico e archivio? Qual è il mistero che sta dietro la mia collezione?

Tutte le passioni, se viste da vicino, sono delle pazzie. Non sono giustificabili. Chi colleziona francobolli non può essere ritenuto una persona normale. Conoscevo uno che mandava le cartoline sulla stazione spaziale per poter ottenere un timbro che annullava il suo francobollo. Un timbro che avrebbe mostrato agli amici. Perché? Tramontata la collezione di farfalle, nella serie Friends non viene più citata, rimangono solo le foto di Instagram che collezioniamo e condividiamo, in attesa del like.

Perché collezionare? Questo è un periodo di riunioni e collegamenti da casa. Mentre le persone parlano mi concentro sulle loro case. Perché hanno messo quel quadro in quella posizione? Perché desiderano mostrarmi proprio quello sfondo della loro casa? I collegamenti con le persone più istruite sono fatti davanti ad un libreria. Qualche giorno fa ho partecipato a un breve corso di fotografia e uno dei partecipanti aveva dietro un muro di libri. Un muro con i libri messi in verticale e in orizzontale. Un muro che neppure Montemagno potrebbe permettersi. Perché tenere i libri in bella mostra?

Cos’è questa ossessione per i libri?
Le persone li mettono nelle loro case come se fossero trofei!
Perché ne avete ancora bisogno dopo che li avete letti?

Seinfeld

Seinfeld era uno show dedicato al nulla (a show about nothing); le nostre collezioni sono il nulla che ci circonda, di cui siamo fatti noi. Siamo fatti di nulla. Ma è un nulla che voglio in ordine. Dalla A alla Z. La mia ossessione ha sempre la meglio sul resto: gli album firmati da The Artist devono andare sotto la P di Prince o sotto la A?

blog

Ho suonato per Paisley Park

Sì, lo ammetto, anch’io ho partecipato alla sfida organizzata da Paisley Park chiamata #paisleyparkchallenge. Domenica scorsa ho registrato With You, un brano di Prince del 1980. Il risultato è un video di circa 3 minuti, ma per essere soddisfatto della mia versione ho passato tutto sabato e domenica mattina al pianoforte. D’altronde, a parte il dramma del Coronavirus, ricorderemo questo lockdown per il tempo passato in casa, mica per le gita fuori porta.

blog

Tutti a cantare per Paisley Park!

Sto apprezzando la nuova iniziativa di Paisley Park chiamata #paisleyparkchallenge. L’hanno spiegata in questo post su Facebook.

Tutti hanno una canzone di Prince che preferiscono. Ora vogliamo sentire le vostre. Davvero. Vi vogliamo sentire cantare. Anche in playback, suonando uno strumento o urlando a squarciagola con i vostri bambini o i cagnolini e i gattini. Dateci dentro.

Queste sono le regole: fino a domenica postate il video su Facebook, inserite #PaisleyParkChallenge e taggate @paisleypark. Dopodiché noialtri di Paisley Park pubblicheremo le nostre preferite.

E così, con curiosità ho girato Facebook cercando l’hashtag #paisleyparkchallenge. Ho ascoltato un sacco di ottimi musicisti e cantanti affrontare senza paura i brani di Prince. Anche voi potete ascoltarli cliccando qui.

Non tutti i partecipanti hanno aggiunto il tag a @paisleypark (e questo forse li squalificherà dalla gara), voi non dimenticatelo!

Anche se la sfida non è ancora chiusa, ho il mio tabellino dei migliori (manco fossi Rino Tommasi). Prima di elencarli, un paio di regole che mi sono dato:

  • ho scartato quelli che hanno suonato/cantato su basi midi;
  • ho scartato quelli che hanno copiato/rifatto l’originale;
  • ho scartato quelli che non mi piacciono.

Come ultima regola, ho cercato i brani di Prince meno conosciuti. Quelli che solo un vero FAN (o FAM?) di Prince canterebbe. Per fare un esempio, ho scartato i chitarristi che hanno rifatto l’assolo finale di Let’s Go Crazy, ma quell’assolo io l’ho ascoltato (e l’ascolto) fatto dalle mani di Prince. Copiare Prince nota per nota è un esercizio utile, per carità, ma solo per la propria crescita musicale.

E quindi, con in mente queste piccole regole il primo video che propongo è quello di Hanna di Take me to the Paisley che canta The Morning Papers mentre carica la lavastoviglie.

Poi c’è Laurent. Sulla ritmica da piano bar riprende Strollin‘ da Diamonds And Pearls e ci costruisce sopra una bella improvvisazione. Peccato duri poco meno di un minuto. Guardate come il piano ondeggia sotto le sue mani. Ha tagliato il video perché la tastiera è andata per terra?

Ho scelto Lisa che ha rifatto Love 2 the 9’s accompagnandosi solo con lo snap delle dita. Mi è piaciuto il mondo in cui si fa prendere dalla canzone, che la fa anche un po’ sbarellare alla fine. Emozionante. E bellissimo il contrabbasso nell’angolo della stanza.

Per ultimo, Mark Penta che trasforma I Wish U Heaven in una canzone da cantare in riva al mare, davanti ad una falò di Battistiana memoria (ma senza assembramenti!).

Queste sono (per adesso) le mie scelte. Vedremo quali saranno quelle di Paisley Park.

blog

Dopo aver ascoltato la musica di Prince, le canzoni degli altri non hanno più senso

File:Vertrek Nederlands Elftal van Schiphol naar Praag voor oefeninterland tegen Tsje, Bestanddeelnr 933-7547.jpg“File:Vertrek Nederlands Elftal van Schiphol naar Praag voor oefeninterland tegen Tsje, Bestanddeelnr 933-7547.jpg” by Bart Molendijk / Anefo is licensed under CC0 1.0

Un amico milanista mi disse anni fa. «Dopo avere visto il Milan degli olandesi giocare, il calcio non ha avuto più senso per me.» Ripenso spesso a questa riflessione e l’ho parafrasata pensando a Prince.

«Dopo aver ascoltato la musica di Prince, le canzoni degli altri non hanno più senso.»

Ma dov’è il limite? Cosa ha la musica di Prince che gli altri non hanno?

È difficile per me esprimere questo concetto senza essere un musicologo (non bussate alla mia porta se cercate un esperto di questo genere). Io sono un artigiano ascoltatore. E cerco evidenze. Forse una dimostrazione tangibile che Prince ha qualcosa in più degli altri (anche quando sale sul tram con il piede sinistro) l’ho trovata di recente.

Prince ha prodotto e collaborato (per così dire) con molti musicisti e artisti. Molti di loro si sono poi persi. Quasi tutti, tranne Wendy e Lisa che prima di lui avevano nelle vene la capacità di fare musica e che dopo l’hanno messa a disposizione di prodotti più d’atmosfera, come le colonne sonore. Comunque di successo.

Pure Sheila non la ritengo al loro livello. Bella e onesta persona, lo so. Lei sta prendendo il posto di Prince nell’immaginario dei fan. I suoi concerti (che vedo su YouTube) hanno il suo stesso stile. Quel bel desiderio di fare festa e di divertire. Ma i suoi nuovi brani, per quanto curati e prodotti con un sacco di soldi, hanno quel senso di inutilità così tanto facile da ritrovare nella musica di oggi. Belle collaborazioni con artisti super ricchi, ma poi la canzone che esce “non sa di nulla”.

Mentre Prince in studio preferiva lavorare con materiale grezzo. Meno d’esperienza, che con lui poteva fare un salto di qualità importante. Come con Andy Allo. La bella cantante (credo) camerunese lavora con Prince nell’album Superconductor (princevault). E ne esce un album favoloso. Dinamico, d’atmosfera e pieno di novità. Funky e pop. Con pochissimi errori. Lei che sparì così in fretta dalla vita di Prince (Breakdown si riferisce a lei?) tornò a una musica piuttosto inutile. Senza i bellissimi cambi di dinamiche che Superconductor contiene. Tornò a quella musica “che non sa di nulla”.

Superconductor di Andy Allo.

In quel gap (visto che parliamo di elettroni e superconduttori) tra la Andy Allo con e senza Prince troviamo lui. Troviamo il suo talento, la sua voglia senza fine di fare musica, la sua disciplina e (forse) il motivo per cui lei se ne va.

(Pubblicato il 6 novembre 2019 su Facebook)

blog

Essere fan di Prince ai tempi del #coronavirus

Foto che ho scattato il pomeriggio del 2 giugno 2016. Appena arrivati a Chanhassen, sui telegiornali è uscita la notizia dei risultati dell’autopsia fatta sul corpo di Prince. Le telecamere dei network americani corrono a Paisley Park, noi siamo testimoni involontari di quella giornata. La recinzione è già ricca di tributi. La foto non sarà in mostra, ecco perché la vedete qui.

Amiche e amici, sono tempi sofferti, ironici e pesanti. Un grande abbraccio alle persone che stanno soffrendo. Questo virus subdolo sta colpendo molti, nelle zone dove più abbiamo amici. State a casa e invitate gli altri a stare a casa.

Nella strana relazione che abbiamo sul blog e Facebook, non scrivo da tanto tempo. Non mi piace festeggiare i vari compleanni (10 anni fa usciva quel disco solo in portoghese, 20 anni fa lui si mangiava la pasta Alfredo e 30 anni fa Wendy e Lisa uscivano dal gruppo di whatsapp di Prince). Non sta nel mio carattere. Preferisco immaginarlo ancora qui con me. Prince, per me, è immerso nella quotidianità. Non mi ha mai fatto scappare dalla realtà, ma la aumentava. La accentuava, non la attenuava. La faceva emergere. Non la nascondeva.

Cosa avrebbe detto e fatto Prince oggi? Avrebbe fatto una diretta su Facebook o si sarebbe fatto riprendere in fila all’Esselunga? Avrebbe dato un’intervista citando Fazio e invitando tutti ad abbracciarsi? O avrebbe praticato la clausura in buona compagnia?

Questa società mi ha cambiato. Farò in maniera che il cambiamento vada per il meglio; verso un uso sapiente dei minuti, che siano decisi da un virus, da un’auto che non rispetta il rosso o dagli hamburger di Joe. Chiudendo in bellezza, con una bella festa. Perché quel giorno farò festa, come nel 1999.

La mostra fotografica “Dopo la pioggia” è stata rimandata. Abbiamo avuto delle nuove date (provvisorie) e appena le cose si faranno più chiare ve le faremo sapere. Purtroppo, tutti i giorni abbiamo a che fare con questa realtà confusa e preoccupante. Per favore, rimanete a casa. Non è una questione di mostra fotografica, è una questione di salute.

Mi sono ritrovato ad ascoltare le puntate del podcast Italian Jam dedicate a Prince. Se avete voglia di dedicare 5 minuti del vostro tempo casalingo, le trovate qui.

Prima di chiudere questo post, mando un abbraccio a Matteo e Luisa. Se siamo ancora qui è per me merito vostro.

Intervista · Traduzione

Conversazione con Quincy Jones

7 febbraio 2018

L’intervista di David Marchese a Quincy Jones, che Vulture ha pubblicato nel 2018, ha provocato qualche scandalo; è densa di importanti lezioni che Quincy ci regala gratis. Non leggerla attentamente è da delinquenti. Abbiamo provato a tradurla qui sotto.

Hai lavorato con Michael Jackson più di chiunque altro. Cosa le persone non sanno di lui?
Odio dirlo in pubblico, ma Michael ha rubato un sacco di cose. Ha rubato un sacco di canzoni. “State of Independence” di Donna Summer è “Billie Jean”. Le note non mentono, amico. Era machiavellico.

Come mai?
Avido, amico. “Don’t Stop ’Til You Get Enough” – Greg Phillinganes aveva scritto la sezione in Do. Michael avrebbe dovuto dargli il 10 percento della canzone. Non l’ha mai fatto.

E oltre la musica? Cosa non hai capito di Michael?
L’avrei ucciso per la chirurgia plastica, amico. Si giustificava dicendo che era era a causa di qualche malattia che aveva. Tutte cazzate.

Quanti erano i suoi problemi avvolti dalla fama?
Intendi il suo look? Aveva un problema con il suo aspetto perché il padre gli diceva che era brutto e ha abusato di lui. Cosa credevi?

La musica di Michael era così gioiosa, ma la sua vita sembra sempre più triste e strana col passare del tempo.
Sì, ma alla fine il problema di Michael era il Propofol e questo problema riguarda tutti – non importa se sei famoso. Big Pharma che produce l’OxyContin e tutta quella merda sono una cosa seria. Sono stato in giro per la Casa Bianca per otto anni con i Clinton, e ho imparato a conoscere quanta influenza hanno i Big Pharma. Non è uno scherzo. Che segno sei, amico?

Pesci.
Anch’io. È un grande segno.

Hai appena citato i Clinton, che sono tuoi amici. Perché c’è ancora così tanta antipatia viscerale di loro? Cosa le altre persone che non vedono in Hillary, ad esempio, che vedi?
È perché c’è un lato di lei – quando si nascondono i segreti, si ritorcono contro.

Quali segreti?
Questo è qualcos’altro di cui non dovrei parlare.

Sembri saperne molto.
Conosco troppo, amico.

Che cosa desideri che non sapessi?
Chi ha ucciso Kennedy.

Chi l’ha fatto?
[Il gangster di Chicago Sam] Giancana. La connessione era lì tra Sinatra e la mafia e Kennedy. Joe Kennedy – era un uomo cattivo – è venuto da Frank per chiedergli di parlare con Giancana per avere dei voti.

Ho già sentito questa teoria, la mafia l’ha aiutato a vincere in Illinois nel 1960.
Non dovremmo parlare di questo pubblicamente. Di dove sei?

Toronto.
Ero al Massey Hall.

Veramente? Il concerto di Charlie Parker con Mingus e quei ragazzi?
Sì amico. Dopo ho visto il contratto. La band ha guadagnato solo 1.100 dollari. Non lo dimenticherò mai. All’epoca era solo un altro concerto. Non era storico. Come con Woodstock, Tito Puente mi ha detto che voleva andare a quel concerto. Quelle feste non sono il mio genere. Elon Musk continua a cercare di convincermi ad andare a Burning Man. No, grazie. Ma chi sapeva che cosa sarebbe diventato Woodstock? Jimi Hendrix era là fuori a fottersi l’inno nazionale.

Hendrix non avrebbe dovuto suonare su Gula Matari?
Doveva suonare sul mio album e si è tirato indietro. Era nervoso a suonare con Toots Thielemans, Herbie Hancock, Hubert Laws, Roland Kirk – quelli sono spaventosi figli di puttana. Toots è stato uno dei più grandi solisti che abbia mai vissuto. I tipi nei miei dischi erano i tipi più cattivi del mondo e Hendrix non voleva suonare con loro.

Che cosa hai pensato quando hai sentito per la prima volta la musica rock?
Il rock non è altro che una versione bianca di rhythm and blues, figlio di puttana. Sai, ho incontrato Paul McCartney quando aveva 21 anni.

Quali sono state le tue prime impressioni sui Beatles?
Che erano i peggiori musicisti del mondo. Erano dei figli di puttana innocenti. Paul è stato il peggior bassista che abbia mai ascoltato. E Ringo? Non ne parliamo nemmeno. Ricordo che una volta eravamo in studio con George Martin, e Ringo c’ha messo tre ore per una cosa da quattro battute che stava cercando di sistemare su una canzone. Non ci arrivava. Abbiamo detto, “Amico, perché non prendi un po ‘di birra e lime, un po’ di torta, ti prendi un’ora e mezzo e ti rilassati un po ‘.” Così ha fatto, e abbiamo chiamato Ronnie Verrell, un batterista jazz. Ronnie rimase per 15 minuti e registrò il pezzo. Ringo tornò e disse “George, puoi farmelo sentire ancora una volta?” Così George ha fatto, e Ringo ha detto “Non sembrava così male.” E io dissi: “Sì, figlio di puttana perché non sei tu!”. Ottimo ragazzo, comunque.

C’erano musicisti rock che pensavi fossero bravi?
Mi piaceva la band di Clapton. Come si chiamavano?

I Cream.
Sì, loro andavano bene. Ma sai chi canta e suona come Hendrix?

Chi?
Paul Allen

Per favore. Quello della Microsoft?
Sì amico. Ho fatto un viaggio sul suo yacht e lui ospitava David Crosby, Joe Walsh, Sean Lennon – tutti quei matti figli di puttana. Poi negli ultimi due giorni, Stevie Wonder è andato avanti con la sua band e ha fatto venire Paul a suonare con lui – è bravo, amico.

Tu frequenti questi circoli sociali d’elite e fare del bene è sempre stato importante per te, ma stai vedendo la stessa preoccupazione per i poveri come vorresti dai miliardari?
No. I ricchi non stanno facendo abbastanza. Non si prendono cura come ho fatto io. Sono venuto dalla strada, e mi importa di questi bambini che non ne hanno abbastanza perché sento di essere uno di loro. Queste altre persone non sanno cosa si prova a essere poveri, quindi a loro non importa.

Siamo in un posto migliore di un paese rispetto a quando abbiamo iniziato a occuparci di queste cose 50 anni fa?
No. Siamo il peggiore che sia mai stato, ma è per questo che vediamo le persone che cercano di risolverlo. Femminismo: le donne dicono che non ce la faranno più. Razzismo: le persone lo stanno combattendo. Dio sta spingendo il male in faccia per far reagire la gente.

Ovviamente stiamo imparando più recentemente su quanto sia corrosiva l’industria dell’intrattenimento per le donne. Come qualcuno che ha lavorato in quel settore ai più alti livelli per così tanti anni, le rivelazioni recenti sono una sorpresa?
No. Le donne dovevano sopportare questa merda. Donne e fratelli: entrambi abbiamo a che fare con il soffitto di vetro della segregazione verticale (impedisce agli individui di maggior talento di raggiungere le posizioni apicali delle strutture gerarchiche, con beneficio di tutta la società).

Ma che dire del presunto comportamento di un tuo amico come Bill Cosby? È difficile quadrare ciò di cui è stato accusato con la persona che conosci?
Erano tutti loro. Brett Ratner. [Harvey] Weinstein. Weinstein – è un figlio di puttana che non vale nulla. Non mi ha mai richiamato. Un bullo.

Che dire di Cosby, però?
Che ne pensi?

Le accuse sono state una sorpresa per te?
Non possiamo parlare di questo in pubblico, amico.

Mi dispiace insistere.
Sii un Pesci.

Se potessi schioccare le dita e risolvere un problema nel paese, quale sarebbe?
Razzismo. L’ho osservato da molto tempo – dagli anni ’30 ad oggi. Abbiamo fatto molta strada ma abbiamo ancora molta strada da fare. Il Sud è sempre stato fottuto, ma sai dove ti trovi. Il razzismo nel nord è mascherato. Non sai mai dove ti trovi. Ecco perché quello che sta succedendo ora è positivo, perché le persone dicono cose che sono razzisti e non erano soliti dirlo. Ora lo sappiamo.

Cosa ha suscitato tutto? È Trump?
È Trump e gli ignoranti rednecks. Trump sta semplicemente dicendo loro cosa vogliono sentire. Uscivo con lui. È un pazzo figlio di puttana. Limitato mentalmente – un megalomane, narcisista. Non lo sopporto. Uscivo con (la figlia) Ivanka.

Aspetta, davvero?
Sì. Dodici anni fa. Tommy Hilfiger, che stava lavorando con mia figlia Kidada, disse: “Ivanka vuole cenare con te”. Dissi: “Nessun problema. È una brava figlia di puttana.” Aveva le gambe più belle che avessi mai visto in vita mia. Padre sbagliato, però.

La tua amica Oprah sarebbe un buon presidente?
Non penso che dovrebbe correre. Lei non ha lo stomaco per questo. Se non sei stato governatore di uno stato o amministratore delegato di una società o un militare, non sai come guidare le persone.

Lei è l’amministratore delegato di un’azienda.
Un conduttore d’orchestra sa come gestire le persone meglio della maggior parte degli uomini d’affari, più di Trump. Lui non sa niente. Qualcuno che conosce la vera leadership non avrebbe tante persone contro di lui come fa lui. È un fottuto idiota.

Hollywood è razzista come il resto del paese? So che quando hai iniziato a fare colonne sonore, sentivi i produttori dire cose come non volevano un lavoro “blues”, che era chiaramente il linguaggio parlato. Stai ancora incontrando quel tipo di razzismo?
È ancora fottuto. Nel 1964, quando ero a Las Vegas, c’erano posti dove non dovevo andare perché ero nero, ma Frank [Sinatra] mi aiutò. Ci vogliono sforzi individuali come quello per cambiare le cose. Ci vogliono i bianchi per dire agli altri bianchi: “Vuoi davvero vivere da razzista? È davvero quello in cui credi? “Ma ogni posto è diverso. Quando vado a Dublino, Bono mi fa rimanere nel suo castello perché l’Irlanda è così razzista. Bono è mio fratello, amico. Ha chiamato suo figlio come me.

Gli U2 stanno ancora facendo buona musica?
[Scuote la testa.]

Perchè no?
Non lo so. Amo Bono con tutto il mio cuore, ma c’è troppa pressione sulla band. Sta facendo un buon lavoro in tutto il mondo. Ho lavorato con lui e Bob Geldof sulla cancellazione del debito ed è stata una delle più grandi cose che abbia mai fatto.

C’è un piccolo aneddoto nel tuo libro di memorie su come i musicisti rock a cui è stato chiesto di cantare in “We Are the World” hanno fatto presa sulla canzone. C’è dell’altro in questa storia?
Non erano i rocker. Era Cyndi Lauper. Il suo manager si avvicina a me e dice “I rocker non amano la canzone”. So come funziona quella merda. Siamo andati a parlare con Springsteen, Hall & Oates, Billy Joel e tutti quei gatti e loro hanno detto: “Adoriamo la canzone”. Così ho detto [a Lauper], “Okay, puoi finire con la tua roba e andartene.” E lei stava prendendo a cazzotti ogni ciak perché la sua collana o il suo braccialetto si muovevano nel microfono. Era solo lei che aveva un problema.

Qual è la cosa su cui hai lavorato che avrebbe dovuto essere più grande?
Di che cazzo stai parlando? Non ho mai avuto questo problema. Erano tutte grandi.

Che ne dici di un musicista che meritava più consensi?
Coraggio amico. I fratelli Johnson. James Ingram. Tevin Campbell. Ognuno di loro è stato il massimo.

Da una prospettiva strettamente musicale, che cosa hai fatto di cui sei più orgoglioso?
Che tutto ciò che posso sentire, posso scriverlo musicalmente. Non molte persone possono farlo. Posso far suonare una band come canta un cantante. Ecco cosa è organizzare, ed è un grande dono. Non lo cambierei per altre cagate.

Qualche anno fa c’era una citazione – non sono riuscito a trovare la fonte, quindi forse è apocrifa – dove respingevi il rap come un mucchio di loop in quattro misure. È un’opinione che sta in piedi?
Questo è vero per il rap, che è la stessa frase più e più e più volte. L’orecchio deve avere la melodia preparata per questo; devi mantenere il piacere dell’orecchio perché la mente si spegne quando la musica non cambia. La musica è strana in questo modo. Devi tenere l’orecchio occupato.

C’è un esempio del lavoro che hai fatto, forse con Michael, che illustra ciò di cui stai parlando?
Sì, il miglior esempio di me che sto cercando di alimentare i principi musicali del passato – sto parlando di bebop – è “Baby Be Mine”. [Colpisce la melodia della canzone.] Questo è Coltrane fatto in una canzone pop. Fare in modo che i bambini piccoli sentano il bebop è ciò di cui sto parlando. Il jazz è in cima alla gerarchia della musica perché i musicisti hanno imparato tutto ciò che potevano sulla musica. Ogni volta che vedevo Coltrane aveva il libro di Nicolas Slonimsky.

Sì, era notoriamente ossessionato dal Thesaurus of Scales e Melodic Patterns. Questo è quello di cui stai parlando, giusto?
Giusto. Stai raccogliendo una sacco di figate! Tutto ciò che Coltrane ha mai suonato era in quel thesaurus. In effetti, proprio vicino al fronte di quel libro, c’è un esempio di 12 toni – è “Giant Steps”. Tutti pensano che Coltrane abbia scritto quello, ma non l’ha fatto. È di Slonimsky. Quel libro ha dato il via a tutti i ragazzi del jazz che improvvisavano in 12 toni. Coltrane portò quel libro in giro finché le pagine non caddero.

Quando Coltrane ha iniziato ad andare lontano con la musica –
“Giant Steps”.

Anche più lontano, però, come su Ascension –
Non puoi andare oltre i 12 toni e “Giant Steps” è 12 toni.

Ma quando suonava atonalmente.
No, no, no. Anche quello è stato pesantemente influenzato da Alban Berg – questo è il massimo che puoi ottenere.

Oggi senti lo spirito del jazz nel pop?
No. La gente ha rinunciato a cacciare soldi. Quando vai dietro a Cîroc vodka e tutta quella merda, Dio esce dalla stanza. Non ho mai fatto musica per soldi o fama nella mia vita. Nemmeno Thriller. Non c’è modo. Dio esce dalla stanza quando stai pensando ai soldi. Potresti spendere un milione di dollari per una parte di pianoforte e non ti restituirà un milione di dollari. Questo non è esattamente come funziona.

C’è innovazione nella musica pop moderna?
Diavolo, no. Sono solo loop, beat, rime e ganci. Cosa c’è da imparare da questo? Non ci sono canzoni del cazzo. La canzone è il potere; il cantante è il messaggero. Il più grande cantante al mondo non può salvare una brutta canzone. L’ho imparato 50 anni fa ed è l’unica grande lezione che abbia mai imparato come produttore. Se non hai una bella canzone, non importa cos’altro hai messo intorno.

Qual è stata la tua più grande innovazione musicale?
Tutto ciò che ho fatto.

Tutto ciò che hai fatto è stato innovativo?
Tutto era qualcosa di cui essere orgogliosi – assolutamente. È stato un incredibile contrasto di generi. Da quando ero molto giovane, ho suonato tutti i tipi di musica: musica da bar mitzvah, marce di Sousa, musica da club, jazz, pop. Qualunque cosa. Non ho dovuto imparare una cosa per fare Michael Jackson.

Cosa spiegherebbe il fatto che le canzoni di oggi sono meno belle di una volta?
La mentalità delle persone che fanno musica. I produttori ora ignorano tutti i principi musicali delle generazioni precedenti. È uno scherzo. Non è così che funziona: dovresti usare tutto dal passato. Se sai da dove vieni, è più facile arrivare dove stai andando. Devi capire la musica per toccare le persone e diventare la colonna sonora della loro vita. Posso dirti uno dei più grandi momenti della mia vita?

Ovviamente.
Era la prima volta che festeggiavano il compleanno del Dr. King a Washington, D.C., e Stevie Wonder era al comando e mi ha chiesto di diventare direttore musicale. Dopo lo spettacolo, andammo a un ricevimento e arrivarono tre donne: la signora più anziana aveva Sinatra at the Sands, ed era sistemata; sua figlia aveva il mio album The Dude; e poi la figlia di quella donna aveva Thriller. Tre generazioni di donne dissero che quelli erano i loro dischi preferiti. Questo mi ha toccato così tanto.

Sto cercando di isolare ciò che credi specificamente sia il problema con il pop moderno. È la mancanza di conoscenza musicale formale da parte dei musicisti?
Sì! E a loro non importa nemmeno che non ce l’abbiano.

Bene, chi sta facendo un buon lavoro?
Bruno Mars. Chance the Rapper. Kendrick Lamar. Mi piace dove è la mente di Kendrick. È a terra. Anche il caso. E il disco di Ed Sheeran è fantastico. Sam Smith: è così aperto sull’essere gay. Lo adoro. Mark Ronson è qualcuno che sa come produrre.

Mettendo da parte la qualità delle canzoni contemporanee, ci sono tecniche tecniche di produzione sonora che sembrano fresche?
No. Non c’è niente di nuovo. I produttori sono pigri e avidi.

Come si manifesta questa pigrizia?
Ascolta la musica – questi ragazzi non sanno cosa stanno facendo. Devi rispettare il dono che Dio ti ha dato imparando il tuo mestiere.

Lo stesso nei film come sul pop?
Non va bene. Tutti sono pigri. Alexandre Desplat è bravo. È mio fratello. È stato influenzato dalle mie colonne sonore.

Di nuovo, quando dici che i compositori di film sono pigri, cosa significa esattamente, in questo contesto?
Significa che non tornano indietro ad ascoltare ciò che Bernard Herrmann ha fatto.

Vedi un futuro per il business della musica?
Non c’è più un business musicale! Se queste persone avessero prestato attenzione a Shawn Fanning 20 anni fa, non saremmo in questo pasticcio. Ma il business della musica è ancora troppo pieno di questi contatori di fagioli della vecchia scuola. Non puoi essere così. Non puoi essere una di queste persone “back-in-my-day”.

Stai parlando di business non di musica, ma, e intendo questo con rispetto, non pensi che alcuni dei tuoi pensieri sulla musica rientrino nella categoria “back in my day”?
I principi musicali esistono, amico. I musicisti oggi non possono andare fino in fondo con la musica perché non hanno fatto i compiti con il cervello sinistro. La musica è emozione e scienza. Non devi praticare l’emozione perché questo viene naturale. La tecnica è diversa. Se non riesci a tenere il dito tra tre e quattro e sette e otto su un piano, non puoi suonare. Puoi solo arrivare così lontano senza tecnica. Le persone si limitano musicalmente, amico. Questi musicisti conoscono il tango? Macumba? Musica Yoruba? Samba? Bossanova? Salsa? Cha-cha?

Forse non il cha-cha.
[Marlon] Brando veniva a ballare il Cha-cha con noi. Poteva danzare il culo. Era il figlio di puttana più affascinante che tu abbia mai incontrato. Lui scoperebbe qualsiasi cosa. Qualsiasi! Si scoperebbe una cassetta postale. James Baldwin. Richard Pryor. Marvin Gaye.

Ha scopato con loro? Come fai a saperlo?
[Aggrotta le sopracciglia.] Andiamo, amico. Non gliene fregava un cazzo! Ti piace la musica brasiliana?

Sì, ma non so molto oltre Jorge Ben e Gilberto Gil.
Gilberto Gil e Caetano Veloso sono dei re! Sai, visito le favelas ogni anno. Quei figli di puttana hanno una vita dura. Sono duri, però. Pensi che la nostra merda in America sia cattiva? È peggio lì.

L’ho letto da giovane che portavi dietro una calibro 32.
Sì.

Hai mai sparato?
Sì.

A cosa?
Per fare pratica.

Va bene, lascia che ti chieda una domanda al lato sinistro del tuo cervello. Nella tua memoria, c’è una sezione di cui parli –
Di essere un cane?

Non è quello a cui stavo pensando, ma sì, è lì dentro. Stavo pensando a una sezione in cui descrivi di avere avuto un esaurimento nervoso non molto dopo Thriller. Parli così spesso dei tuoi alti – Mi chiedo se forse puoi parlare di uno dei tuoi bassi.
Quello che è successo è che ero un produttore di The Color Purple. Spielberg e io siamo ancora grandi amici, amico. E ‘un bravissimo ragazzo. Mi è piaciuto lavorare con lui.

Sì, ma cosa è successo su The Color Purple che ha causato il tuo problema?
Quello che è successo è che ero un produttore di quel film e tutti sono andati in vacanza dopo aver finito le riprese – tutti tranne me. Dovevo stare a casa e scrivere un’ora e 55 minuti di musica per il film. Ero così fottutamente stanco di farlo, non ci vedevo. Troppo stress. Impari dai tuoi errori e ho imparato che non potrei farlo di nuovo.

Qual è l’ultimo errore che hai imparato?
Il mio ultimo disco [2010: Q: Soul Bossa Nostra]. Non ero favorevole a farlo, ma i rappers hanno voluto registrare qualcosa come tributo a me, dove avrebbero fatto versioni di canzoni che avevo fatto durante la mia carriera. Ho detto loro: “Sentite, devi rendere la musica migliore di quella degli originali”. Non è successo. T-Pain, amico, non ha prestato attenzione ai dettagli.

Qual è qualcosa di positivo che hai sentito riguardo alla musica ultimamente?
Capire da dove viene. È affascinante. Ero in viaggio con Paul Allen qualche anno fa, e sono andato in bagno e c’erano mappe sul muro di come la Terra sembrava un milione e mezzo di anni fa. Al largo della costa del Sud Africa, dove si trova Durban, c’era la costa della Cina. Le persone dovevano essere miste e lo sentite nella musica – nella batteria di entrambi i posti. Ci sono qualità africane nella musica cinese, anche nella musica giapponese, con la batteria di Kodo. Tutto viene dall’Africa. È una cosa pesante da pensare.

Stai per compiere 85 anni. Hai paura della fine?
No.

Cosa pensi che succeda quando muori?
Che me ne sono andato.

Sei religioso?
No, amico. Ne so troppo. Conoscevo Romano Mussolini, il pianista jazz, figlio di Benito Mussolini. Facevamo jam tutta la notte. E mi ha detto da dove venivano i cattolici. I cattolici hanno una religione basata sulla paura, il fumo e l’omicidio. E la più grande trovata del mondo è la confessione: “Dimmi cosa hai fatto di sbagliato e andrà tutto bene”. Andiamo. E quasi ovunque tu vada nel mondo, le strutture più grandi sono le chiese cattoliche. Sono soldi, amico. Ti fottono.

A proposito di soldi, ho una domanda grossolana. Hai passato la prima metà della tua carriera a lavorare nel jazz, il che non è particolarmente lucrativo. Quando hai iniziato a guadagnare soldi?
Quando ho iniziato a produrre Lesley Gore. Sono stato il primo vicepresidente nero in un’etichetta discografica [la Mercury], il che è stato grandioso – tranne che significava che non mi pagavano per la sua produzione. Sai come lo fanno; conosci il tuo paese. Ma dopo, negli anni ’70, quando ho iniziato a produrre per altri artisti, e poi con Michael, ovviamente, questo mi ha fatto guadagnare un sacco di soldi. E i grandi soldi arrivano dalla produzione televisiva – The Fresh Prince of Bel-Air, che è stato enorme per me. Mad TV era attiva da 14 anni. Quel denaro della syndication è fantastico, amico.

Quanto è cresciuta la tua educazione – le difficoltà con tua madre e crescere in vera povertà influisce su come percepisci il successo?
Naturalmente lo ha influenzato. Apprezzo la merda che ho perché so cosa vuol dire non avere niente.

Che ne dici di avere una famiglia separata? Come ti ha cambiato?
Come con i soldi, amico. Apprezzo quello che ho ottenuto.

Quanto spesso pensi a tua madre?
Tutto il tempo. È morta in una ospedale mentale. Brillante signora, ma non ha mai ricevuto l’aiuto di cui aveva bisogno. La sua demenza precoce avrebbe potuto essere curata con la vitamina B, ma non riusciva a ottenerla perché era nera.

Quando pensi a lei ora, cosa ti viene in mente?
Vorrei poter essere stato più vicino a lei. Cosa le è successo – per i bambini, è una merda.

Qual è la cosa più ambiziosa che ti rimane da fare?
Qwest TV (streaming in abbonamento dedicato principalmente a filmati di spettacoli jazz e documentari). Tutti sono entusiasti. Sarà un Netflix musicale. È la migliore musica di ogni genere in tutto il mondo. Quindi, se i bambini vogliono ascoltare qualcosa di grande, sarà proprio lì per loro. Non posso credere di essere ancora coinvolto in cose come questa. Ho smesso di bere due anni fa e mi sento come se avessi 19 anni. Non sono mai stato così creativo Non posso dirtelo, amico … che vita!

Intervista · Traduzione

Onorare e monetizzare l’eredità di Prince

di Jem Aswad

Prima di continuare a leggere questa intervista, tradotta da Giovanna, ti ricordo che è stata pubblicata su Billboard il 9 febbraio 2017. Da allora è passato del tempo e molte cose sono cambiate nella gestione dell’eredità di Prince. Eppure leggere questa intervista è importante per capire chi fosse Prince, come gestiva il suo prodotto e cosa si può imparare dal suo lavoro. Per maggiori informazioni: blog@trentunoventuno.com

9 febbraio 2017

“Consiglieri speciali dell’industria musicale per la proprietà di Prince Rogers Nelson” non è un titolo che Charles Koppelman e L. Londell McMillan avevano previsto o voluto. Ma con il disordine negli affari di Prince dopo la sua morte causata da un’overdose accidentale per droga il 21 aprile 2016 – apparentemente egli non ha lasciato testamento – e una fattura fiscale stimata in $ 100 milioni, è un lavoro che hanno intrapreso con determinazione e decisione.

Nelle scorse settimane il duo ha annunciato accordi tra la proprietà e la Warner Bros. Records e Universal Music Group (che include materiale inedito dalla leggendaria cassaforte di Prince), Universal Music Publishing, Global Music Rights e Universal’s Bravado per licenze e merchandise – tutti in tempo per la data di scadenza del 21 gennaio 2017 del primo pagamento della fattura fiscale. Altre fonti riferiscono a Billboard che le offerte di streaming per la maggior parte dei più grandi successi di Prince saranno in vigore nella notte dei Grammy (12 febbraio 2017).

I due sono forse qualificati in modo univoco per il ruolo. Koppelman, 76 anni, è uno dei più formidabili dirigenti del settore negli ultimi 50 anni. Ha iniziato la sua carriera come cantante ma è diventato rapidamente un editore di alto livello, lavorando per Aldon Music di Don Kirshner, con Clive Davis alla CBS Records, e in collaborazione con l’attuale capo di Sony / ATV Martin Bandier, ha fondato SBK Entertainment, che poi è stata venduta a EMI nel 1989 per 300 milioni di dollari. Dopo aver lasciato il suo posto al timone della EMI nel 1997, ha lavorato con Steve Madden e Martha Stewart prima di tornare al mondo della musica con la sua C.A.K. Intrattenimento nel 2011, dove ha firmato accordi di branding per Jennifer Lopez e Marc Anthony con Kohl’s, Nicki Minaj e Adam Levine con K-Mart e molti altri. McMillan, 40 anni, è un veterano tra gli avvocati che ha lavorato con Michael Jackson, Stevie Wonder, Chaka Khan e, fino al 2006, Prince, per il quale ha fatto da manager per una parte del loro rapporto di lavoro decennale; è anche proprietario della pubblicazione hip-hop The Source e Jones.

Al momento dell’andare in stampa, il loro rapporto con gli eredi di Prince era in transizione – Comerica Bank, che ha sostituito la Bremer Bank come amministratore della proprietà dal 1 febbraio 2017, non ha chiarito se i due continueranno come consulenti – e due dei sei probabili (al momento dell’intervista il giudice non si era ancora espresso sull’eredità di Prince ndt) eredi di Prince, tra le altre cose, non erano d’accordo che McMillan continuasse come consulente, citando il mancato pagamento di un prestito e il suo ruolo nell’organizzare un concerto tributo a Prince di ottobre. Eppure i due sottolineano che rimarranno contrattualmente coinvolti in ogni affare che hanno fatto e che faranno per la proprietà. Di seguito, parlano di come lavorare per massimizzare l’eredità di questo artista e uomo d’affari unico, innovativo e molto determinato.

Entrambi avete lavorato direttamente con Prince. Come lo descrivereste come uomo d’affari?

McMillan: Era un grande innovatore – non dimenticate, Prince è stato il primo grande artista a utilizzare Internet per andare direttamente dal produttore al consumatore in modo importante. Prince non voleva il progresso tecnologico, preferiva il controllo e la proprietà, quindi gli accordi che stiamo facendo ora sono in quello spirito. E penso che sia anche importante lavorare con persone che hanno avuto precedenti rapporti con Prince. Ad esempio, [Universal EVP] Michelle Anthony è una persona che ha lavorato direttamente con me e Prince in modo importante. Ci sono altri dirigenti che sono riusciti a convincere Prince a darsi da fare, incluso [Koppelman], incluso Clive Davis. Ad un certo punto, la gente pensava che disprezzasse l’industria discografica e le persone del settore. Ma in realtà disprezzava i termini legali unilaterali che hanno un impatto su artisti e autori, e volevamo essere trasformativi e rivoluzionari in tal senso. Prince ha riscritto il libro degli schemi e delle strategie, e penso che abbiamo visto una cosa potente quando le persone hanno ripensato a come funziona il modello di business e l’industria discografica.

Koppelman: Prince ha davvero gettato le basi per molti altri artisti che hanno ridefinito gli accordi che avrebbero poi firmato; tanti altri artisti possiedono la maggior parte o tutta la loro pubblicazione e fanno solo affari amministrativi; così tanti altri artisti hanno termini più brevi nei loro accordi di registrazione e capiscono che devono diventare proprietari a un certo punto. Era davvero un precursore nel renderlo pubblico. Voglio dire, quando ha messo la parola “slave” (schiavo) sul suo volto [come tattica per uscire dal suo accordo con la Warner Bros. all’inizio degli anni ’90], stava dicendo alla Warner: “Io non sono il tuo schiavo”. Stava dicendo le cose che erano giuste da dire in quel momento, e tutti se ne accorsero. La maggior parte degli artisti avrebbe paura di farlo, e la maggior parte dei manager li tranquillizzerebbe dicendo: “Questo è il modo in cui funziona. Facciamo un altro grande passo avanti”.

McMillan: Non aveva paura e immagino non sapesse abbastanza per avere paura! [Risata]

A parte il catalogo di Prince’s non-Warner, quali sono i principali beni ancora non sfruttati?

Koppelman: C’è un enorme, tremendo interesse nel fare le cose con la sua eredità, che si tratti di un film, di documentari, di Broadway, del Cirque de Soleil. Tutte queste sono opportunità che penso siano lavoro del futuro per noi due e gli eredi. Ma quello che dovevamo fare inizialmente era ottenere gli accordi che avrebbero migliorato la proprietà, rendendola ambita per gli eredi, e quelle offerte dovevano essere nelle mani dei migliori della classe. Abbiamo avuto 20 diversi incontri con editori – con ogni multinazionale, e alcuni che solo amministrano e raccolgono.

Qual era lo stato della sua attività quando è subentrato?

Koppelman: È importante capire che negli ultimi due anni la vita lavorativa di Prince è stata un po’ disastrosa. Uso l’analogia con Michael Jackson. Michael non aveva vita personale, ma la sua vita lavorativa era in ordine: aveva il giusto contratto discografico, aveva il giusto socio ed editore della musica da pubblicare. Prince aveva una vita personale formidabile, ma negli ultimi due anni non aveva nessuno di quegli altri grandi rapporti che avrebbero migliorato il valore [delle sue risorse]. Questo ha funzionato per lui, perché se Prince avesse avuto bisogno di soldi, lunedì si sarebbe potuto svegliare e fare un concerto venerdì e raccogliere tutti i soldi di cui aveva bisogno.

Ed era molto indipendente. Ti racconterò una breve piccola storia. La prima volta che ho incontrato Prince era nel 1991, forse nel ’92. Qualcuno ha chiamato il mio ufficio, una telefonata non prevista, e ha detto che stavano chiamando a nome di Prince, e abbiamo organizzato un incontro. [All’incontro] Prince ha detto di essere incredibilmente colpito dalla SBK e dalla [diversità degli] artisti che stavo mettendo sotto contratto da come li stavo commercializzando: Technotronic, Wilson Phillips, Tracy Chapman, Vanilla Ice, Jon Secada. Mi aveva chiesto se ero interessato che lui producesse artisti per la SBK, e ho detto, “Stai scherzando? Certo, quando posso ascoltare della musica?” Disse: “Non puoi, la consegnerò e la distribuirai”. Ho detto, “Beh, è ​​la mia casa discografica, non posso pubblicare qualcosa e commercializzarlo se non ci credo. Dovrò prima sentirlo.” Si alzò, disse “Grazie mille,” e uscì dalla porta. Non ho più avuto sue notizie fino a quando non ho telefonato a Londell [iniziando il processo per l’accordo del 1996].

Qual è il tuo status di consulente per la proprietà ora che Bremer Bank è praticamente fuori dalla gestione?

Koppelman: Non sono ancora [completamente] fuori. Prima o poi lo saranno.

McMillan: Sarà il giudice a decidere; chiunque passerà in quel ruolo dovrà avere un’autorità simile e sarà nel migliore interesse della proprietà.

Avete ancora la possibilità di fare affari e continuare a sfruttare le risorse?

Koppelman: sicuramente.

Sperate di rimanere in questo ruolo per sempre?

Koppelman: Credo che da noi otterrai due risposte differenti. Da parte mia, dipende dalle circostanze e dal grado di esasperazione. Ero molto entusiasta all’inizio, sapevo quanto Prince fosse incredibile e sapevo di tutte le opportunità che negli ultimi anni non sono state colte. C’era la possibilità di fare soldi ovunque, le persone se ne fregavano, era un po’ un casino. Nella prima settimana penso che abbiamo incontrato o parlato con almeno 50 persone diverse, e fondamentalmente avevamo accordi pronti per fare altre 2 o 3 settimane di incontri. Poi sono usciti un po’ di problemi che hanno rallentato questi incontri e i progressi. Penso di essere bravo in quello che faccio, ma non sono obbligato a farlo. Non l’avrei mai fatto se Londell non me l’avesse proposto. E se non avessi il massimo rispetto per Prince. [McMillan] ha una prospettiva diversa perché era amico di Prince, sa bene come funzionano le cose qui e farà qualsiasi cosa per garantire che le cose non vadano per la direzione sbagliata.

McMillan: La sua eredità è la mia eredità. Devo molto della mia carriera alla sua generosità, alla sua fiducia nella nostra amicizia, al lavoro che abbiamo fatto. Quindi sono un ergastolano in questa posizione, sia che sia approvato da un tribunale, o solo da cittadino e amico.

Koppelman: Tutte le parti, a mio avviso, vorrebbero che continuassimo a fare ciò che stiamo facendo.

McMillan: la maggior parte di loro. [Risata]

Koppelman: Alla fine della fiera, tutti lo vorranno. Questo è abbastanza facile da decidere; la cosa difficile è decidere con chi farlo. Ma le offerte hanno un periodo di gestazione: se parli di Broadway o di film, anche se oggi hai fatto l’affare, [il prodotto non sarà pronto per il mercato prima di] due anni. E se l’hai fatto un anno da oggi, stai parlando di tre, quattro anni ancora prima di vederlo nascere. Quanto sarà rilevante allora? Non si sa. Il pubblico cresce ogni giorno e l’attenzione non dura per sempre.

McMillan: Quello che mi entusiasma di più è prendere tutto questo materiale, lavorare con la famiglia di Prince e gli altri del settore per determinare come sarà presentato alle nuove generazioni e continuare a lavorare con quella eredità. Prince ha contenuti sorprendenti oltre la musica – ci sono le più incredibili [registrazioni di] esibizioni che non abbiamo nemmeno iniziato a discutere.

Koppelman: è importante il modo in cui presenti Prince ad un pubblico più giovane o ad un pubblico che non lo conosceva molto bene – ed è per questo che l’intervallo di tempo è importante, ad esempio, per fare un documentario per le nuove generazioni, e anche per un generazione più anziana, per far comprendere il suo incredibile talento. Se ciò accade tra tre anni, non sarà la stessa cosa.

Qualcuno sta attualmente esaminando il materiale inedito e sta determinando cosa avverrà in futuro?

McMillan: Attualmente le cose sono previste, ma non c’è ancora una ricerca attiva attraverso quel materiale a causa di alcune delle cose di cui Charles ha parlato in termini di interessi diversi. Quindi attualmente il processo è stato contemplato. Preservandone l’integrità, assicurandosi che ci siano i giusti attori e tutto il resto.

Koppelman: E determinare cosa è rilasciabile e come pubblicarlo, eccetera.

McMillan: Non è iniziato ma presto inizierà. Voglio chiarire che se Prince fosse qui, probabilmente non faremmo questi affari – e Prince non avrebbe bisogno della metà del valore della sua proprietà [per pagare la tasse]. Alcune persone potrebbero dire “Perché stai facendo tutti questi affari? Prince non farebbe queste cose”, Prince non ha mai voluto perdere la proprietà e il controllo delle sue creazioni, quindi abbiamo posto la proprietà e il controllo sui contratti [per] preservare l’attività e rimanere entro i valori del marchio di Prince. E come ho detto a tutti, non ci sarà una grande IRA (Fondi di pensione individuali ndt) che con un camion farà marcia indietro verso Paisley Park urlando “Prenderò quei beni!”

Il fatto che non abbia avuto un testamento è una ragione per cui tanto del valore della sua proprietà va allo Stato?

Koppelman: Non ha nulla a che fare: sarà un questione risolta prima o poi. Se uno ha lasciato o non ha lasciato un testamento, per lo Stato quando muori c’è una proprietà che deve essere affrontata.

McMillan: Ad un certo punto qualcuno avrebbe ereditato la proprietà e avrebbe dovuto [pagare] la tassa di successione. Lo Stato verrà pagato indipendentemente dall’esistenza o no del testamento.

Perché Prince non ha lasciato un testamento?

McMillan: Lasciami dire così: Prince, a mio parere, avrebbe dovuto lasciare un testamento. Molti di noi che lavoravano con Prince lo avevano consigliato di lasciare un testamento. Ma quelli che conoscono veramente Prince non sono sorpresi che non abbia lasciato un testamento.

Perché?

McMillan: Perché Prince ti avrebbe chiesto: “Chi vuole uccidermi? Qualcuno vuole uccidermi? ” [Risate] Tutti noi pensavamo che Prince ci sarebbe sopravvissuto.

Koppleman: E comunque, l’unica ragione per cui Michael Jackson ha avuto un testamento è perché in una delle sue operazioni di finanziamento, la Banca ha insistito. Altrimenti probabilmente anche lui non avrebbe lasciato un testamento. [Averne uno significherebbe] riconoscere la propria mortalità, e alcuni artisti o alcune persone …

McMillan: Voglio dire una cosa sulla famiglia e gli eredi: non stanno combattendo l’uno contro l’altro. Alcuni dei problemi [sono dovuti al fatto] che hai sei persone costrette a discutere insieme. Alcuni di loro non si conoscevano nemmeno. Avevano idee e concetti diversi, diversi consulenti che li aiutano. Quindi, quando hai tante differenze, ci vuole tempo per capirsi.

Londell, due degli eredi hanno mosso forti accuse contro di te. C’è qualcosa che vuoi dire riguardo a questo oltre a quello che hai già detto?

McMillan: è facile sfruttare membri della famiglia in lutto. Chi consiglia delle persone vulnerabili dovrebbe avere una maggiore responsabilità ed etica in ciò che fanno. Sono molto fiducioso in quello che stiamo facendo e so che quelle storie sono false, entrambe le accuse non hanno alcuna verità e nessun merito. Non c’è mai stata nessuna cattiveria o malversazione di cui sia stato accusato nel merito. Abbiamo quattro dei sei [eredi] che sono molto entusiasti e sono molto grato di avere dalla maggioranza della famiglia un pieno sostegno. Prince mi ha detto molto tempo fa: “Non preoccuparti troppo di quello che dicono gli altri, continua a fare la cosa giusta e vai avanti”.

A parte il precedente materiale della Warner Bros., la proprietà possiede tutti i master di Prince?

McMillan: Tutto da Emancipation [del 1996] in avanti, assolutamente al cento per cento. Anche con i master della Warner Bros. – non tutti, ma [la proprietà] possiede una quantità considerevole dei master della Warner.

Sono ancora in vigore le offerte di licenza per quel materiale? Qualcuno potrebbe licenziare tutto il materiale non-Warner?

McMillan: Sicuramente verso l’ultima parte della sua vita ce ne sono alcuni che potrebbero essere in vigore, ma nulla che abbia materialmente un impatto su ciò che facciamo – a nostra conoscenza. Per quanto ne sappiamo, voglio essere sicuro che questo sia chiaro.

McMillan: Abbiamo un altro grande, enorme accordo che sta per essere annunciato. Sarà una delle migliori offerte di sempre, credo, perché ha uno dei più grandi cataloghi.

Potete darci un’anticipazione?

Koppelman: [ridendo] Potremmo, ma dovremmo spararti.

McMillan: È per la musica registrata [il contratto con la Universal, annunciato il 9 febbraio].

Fonte: www.billboard.com/articles/news/7678230/prince-estate-will-business-charles-koppelman-londell-mcmillan