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Locdaun del collezionista

Ecco altri brevi spunti che arrivano da questo periodo di chiusure, di solitudini e di brevi ricorsi alla musica di Prince. Mi sto dedicando all’archivio e all’archiviazione della musica. Tra bootleg legali e bootleg illegali, mi stupisco della quantità di musica che ho collezionato nel tempo. Il mistero sta tutto nel perché. Perché acquisto, scarico e archivio? Qual è il mistero che sta dietro la mia collezione?

Tutte le passioni, se viste da vicino, sono delle pazzie. Non sono giustificabili. Chi colleziona francobolli non può essere ritenuto una persona normale. Conoscevo uno che mandava le cartoline sulla stazione spaziale per poter ottenere un timbro che annullava il suo francobollo. Un timbro che avrebbe mostrato agli amici. Perché? Tramontata la collezione di farfalle, nella serie Friends non viene più citata, rimangono solo le foto di Instagram che collezioniamo e condividiamo, in attesa del like.

Perché collezionare? Questo è un periodo di riunioni e collegamenti da casa. Mentre le persone parlano mi concentro sulle loro case. Perché hanno messo quel quadro in quella posizione? Perché desiderano mostrarmi proprio quello sfondo della loro casa? I collegamenti con le persone più istruite sono fatti davanti ad un libreria. Qualche giorno fa ho partecipato a un breve corso di fotografia e uno dei partecipanti aveva dietro un muro di libri. Un muro con i libri messi in verticale e in orizzontale. Un muro che neppure Montemagno potrebbe permettersi. Perché tenere i libri in bella mostra?

Cos’è questa ossessione per i libri?
Le persone li mettono nelle loro case come se fossero trofei!
Perché ne avete ancora bisogno dopo che li avete letti?

Seinfeld

Seinfeld era uno show dedicato al nulla (a show about nothing); le nostre collezioni sono il nulla che ci circonda, di cui siamo fatti noi. Siamo fatti di nulla. Ma è un nulla che voglio in ordine. Dalla A alla Z. La mia ossessione ha sempre la meglio sul resto: gli album firmati da The Artist devono andare sotto la P di Prince o sotto la A?

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Ho suonato per Paisley Park

Sì, lo ammetto, anch’io ho partecipato alla sfida organizzata da Paisley Park chiamata #paisleyparkchallenge. Domenica scorsa ho registrato With You, un brano di Prince del 1980. Il risultato è un video di circa 3 minuti, ma per essere soddisfatto della mia versione ho passato tutto sabato e domenica mattina al pianoforte. D’altronde, a parte il dramma del Coronavirus, ricorderemo questo lockdown per il tempo passato in casa, mica per le gita fuori porta.

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Tutti a cantare per Paisley Park!

Sto apprezzando la nuova iniziativa di Paisley Park chiamata #paisleyparkchallenge. L’hanno spiegata in questo post su Facebook.

Tutti hanno una canzone di Prince che preferiscono. Ora vogliamo sentire le vostre. Davvero. Vi vogliamo sentire cantare. Anche in playback, suonando uno strumento o urlando a squarciagola con i vostri bambini o i cagnolini e i gattini. Dateci dentro.

Queste sono le regole: fino a domenica postate il video su Facebook, inserite #PaisleyParkChallenge e taggate @paisleypark. Dopodiché noialtri di Paisley Park pubblicheremo le nostre preferite.

E così, con curiosità ho girato Facebook cercando l’hashtag #paisleyparkchallenge. Ho ascoltato un sacco di ottimi musicisti e cantanti affrontare senza paura i brani di Prince. Anche voi potete ascoltarli cliccando qui.

Non tutti i partecipanti hanno aggiunto il tag a @paisleypark (e questo forse li squalificherà dalla gara), voi non dimenticatelo!

Anche se la sfida non è ancora chiusa, ho il mio tabellino dei migliori (manco fossi Rino Tommasi). Prima di elencarli, un paio di regole che mi sono dato:

  • ho scartato quelli che hanno suonato/cantato su basi midi;
  • ho scartato quelli che hanno copiato/rifatto l’originale;
  • ho scartato quelli che non mi piacciono.

Come ultima regola, ho cercato i brani di Prince meno conosciuti. Quelli che solo un vero FAN (o FAM?) di Prince canterebbe. Per fare un esempio, ho scartato i chitarristi che hanno rifatto l’assolo finale di Let’s Go Crazy, ma quell’assolo io l’ho ascoltato (e l’ascolto) fatto dalle mani di Prince. Copiare Prince nota per nota è un esercizio utile, per carità, ma solo per la propria crescita musicale.

E quindi, con in mente queste piccole regole il primo video che propongo è quello di Hanna di Take me to the Paisley che canta The Morning Papers mentre carica la lavastoviglie.

Poi c’è Laurent. Sulla ritmica da piano bar riprende Strollin‘ da Diamonds And Pearls e ci costruisce sopra una bella improvvisazione. Peccato duri poco meno di un minuto. Guardate come il piano ondeggia sotto le sue mani. Ha tagliato il video perché la tastiera è andata per terra?

Ho scelto Lisa che ha rifatto Love 2 the 9’s accompagnandosi solo con lo snap delle dita. Mi è piaciuto il mondo in cui si fa prendere dalla canzone, che la fa anche un po’ sbarellare alla fine. Emozionante. E bellissimo il contrabbasso nell’angolo della stanza.

Per ultimo, Mark Penta che trasforma I Wish U Heaven in una canzone da cantare in riva al mare, davanti ad una falò di Battistiana memoria (ma senza assembramenti!).

Queste sono (per adesso) le mie scelte. Vedremo quali saranno quelle di Paisley Park.

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Dopo aver ascoltato la musica di Prince, le canzoni degli altri non hanno più senso

File:Vertrek Nederlands Elftal van Schiphol naar Praag voor oefeninterland tegen Tsje, Bestanddeelnr 933-7547.jpg“File:Vertrek Nederlands Elftal van Schiphol naar Praag voor oefeninterland tegen Tsje, Bestanddeelnr 933-7547.jpg” by Bart Molendijk / Anefo is licensed under CC0 1.0

Un amico milanista mi disse anni fa. «Dopo avere visto il Milan degli olandesi giocare, il calcio non ha avuto più senso per me.» Ripenso spesso a questa riflessione e l’ho parafrasata pensando a Prince.

«Dopo aver ascoltato la musica di Prince, le canzoni degli altri non hanno più senso.»

Ma dov’è il limite? Cosa ha la musica di Prince che gli altri non hanno?

È difficile per me esprimere questo concetto senza essere un musicologo (non bussate alla mia porta se cercate un esperto di questo genere). Io sono un artigiano ascoltatore. E cerco evidenze. Forse una dimostrazione tangibile che Prince ha qualcosa in più degli altri (anche quando sale sul tram con il piede sinistro) l’ho trovata di recente.

Prince ha prodotto e collaborato (per così dire) con molti musicisti e artisti. Molti di loro si sono poi persi. Quasi tutti, tranne Wendy e Lisa che prima di lui avevano nelle vene la capacità di fare musica e che dopo l’hanno messa a disposizione di prodotti più d’atmosfera, come le colonne sonore. Comunque di successo.

Pure Sheila non la ritengo al loro livello. Bella e onesta persona, lo so. Lei sta prendendo il posto di Prince nell’immaginario dei fan. I suoi concerti (che vedo su YouTube) hanno il suo stesso stile. Quel bel desiderio di fare festa e di divertire. Ma i suoi nuovi brani, per quanto curati e prodotti con un sacco di soldi, hanno quel senso di inutilità così tanto facile da ritrovare nella musica di oggi. Belle collaborazioni con artisti super ricchi, ma poi la canzone che esce “non sa di nulla”.

Mentre Prince in studio preferiva lavorare con materiale grezzo. Meno d’esperienza, che con lui poteva fare un salto di qualità importante. Come con Andy Allo. La bella cantante (credo) camerunese lavora con Prince nell’album Superconductor (princevault). E ne esce un album favoloso. Dinamico, d’atmosfera e pieno di novità. Funky e pop. Con pochissimi errori. Lei che sparì così in fretta dalla vita di Prince (Breakdown si riferisce a lei?) tornò a una musica piuttosto inutile. Senza i bellissimi cambi di dinamiche che Superconductor contiene. Tornò a quella musica “che non sa di nulla”.

Superconductor di Andy Allo.

In quel gap (visto che parliamo di elettroni e superconduttori) tra la Andy Allo con e senza Prince troviamo lui. Troviamo il suo talento, la sua voglia senza fine di fare musica, la sua disciplina e (forse) il motivo per cui lei se ne va.

(Pubblicato il 6 novembre 2019 su Facebook)

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Essere fan di Prince ai tempi del #coronavirus

Foto che ho scattato il pomeriggio del 2 giugno 2016. Appena arrivati a Chanhassen, sui telegiornali è uscita la notizia dei risultati dell’autopsia fatta sul corpo di Prince. Le telecamere dei network americani corrono a Paisley Park, noi siamo testimoni involontari di quella giornata. La recinzione è già ricca di tributi. La foto non sarà in mostra, ecco perché la vedete qui.

Amiche e amici, sono tempi sofferti, ironici e pesanti. Un grande abbraccio alle persone che stanno soffrendo. Questo virus subdolo sta colpendo molti, nelle zone dove più abbiamo amici. State a casa e invitate gli altri a stare a casa.

Nella strana relazione che abbiamo sul blog e Facebook, non scrivo da tanto tempo. Non mi piace festeggiare i vari compleanni (10 anni fa usciva quel disco solo in portoghese, 20 anni fa lui si mangiava la pasta Alfredo e 30 anni fa Wendy e Lisa uscivano dal gruppo di whatsapp di Prince). Non sta nel mio carattere. Preferisco immaginarlo ancora qui con me. Prince, per me, è immerso nella quotidianità. Non mi ha mai fatto scappare dalla realtà, ma la aumentava. La accentuava, non la attenuava. La faceva emergere. Non la nascondeva.

Cosa avrebbe detto e fatto Prince oggi? Avrebbe fatto una diretta su Facebook o si sarebbe fatto riprendere in fila all’Esselunga? Avrebbe dato un’intervista citando Fazio e invitando tutti ad abbracciarsi? O avrebbe praticato la clausura in buona compagnia?

Questa società mi ha cambiato. Farò in maniera che il cambiamento vada per il meglio; verso un uso sapiente dei minuti, che siano decisi da un virus, da un’auto che non rispetta il rosso o dagli hamburger di Joe. Chiudendo in bellezza, con una bella festa. Perché quel giorno farò festa, come nel 1999.

La mostra fotografica “Dopo la pioggia” è stata rimandata. Abbiamo avuto delle nuove date (provvisorie) e appena le cose si faranno più chiare ve le faremo sapere. Purtroppo, tutti i giorni abbiamo a che fare con questa realtà confusa e preoccupante. Per favore, rimanete a casa. Non è una questione di mostra fotografica, è una questione di salute.

Mi sono ritrovato ad ascoltare le puntate del podcast Italian Jam dedicate a Prince. Se avete voglia di dedicare 5 minuti del vostro tempo casalingo, le trovate qui.

Prima di chiudere questo post, mando un abbraccio a Matteo e Luisa. Se siamo ancora qui è per me merito vostro.

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Rosa Bogar

Rosa Bogar e la targa (pic by Trentuno Ventuno)

Il 7 giugno 2016, per il 58esimo compleanno di Prince, Rosa Bogar ha presentato una targa all’interno della scuola di South Side che lui aveva frequentato. Rosa, scomparsa nel settembre 2018, aveva insegnato nella stessa scuola di Prince, allora però si chiamava Central High School.

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Briant Junior

Questa è la hall of fame della Sabathani, la scuola precedentemente conosciuta come Briant Junior e che Prince frequentò in South Minneapolis.Oltre a Prince, diversi musicisti famosi sono cresciuti qui. O, come dicono loro, sono Sabathani raised.

Due tra i Sabathani Raised, uno particolarmente noto (pic by Trentuno Ventuno)