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Janet Jackson al concerto di Prince

Janet Jackson racconta la sua esperienza di sedicenne al concerto di Prince:

Quando avevo 16 anni, all’epoca promuovevo il mio album, sono andata con mia Madre a vedere il concerto dei Time e Prince. Non volevo sedermi vicino a mia Madre, perché sapevo che erano decisamente volgari. Ho provato a rilassarmi e a stare calma, ma al solo pensiero sudavo come una matta! Come potevo stare a fianco di mia Madre e vedere il concerto delle Vanity Six, di Prince e dei Time? Lei avrebbe pensato: “Dio mio, cosa è successo alla mia bambina? Ha bisogno di Dio nella sua vita! Dove ho sbagliato?” Potevo sentire mia madre prendersela con sé stessa per tutto. Fortunatamente, qualcuno ha scambiato il posto con me e mi sono goduta il concerto alla grande, come se lei non fosse presente.

Prince and the Time are dirty

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Allora aveva ragione Prince?

C’era una volta un artista che, in polemica con la propria casa discografica, cambiò il proprio nome, si scrisse schiavo sul viso, distribuì direttamente ai propri fan la sua musica usando internet.

Quel tale artista era Prince.

Ora sostituite a Prince qualsiasi altro cantante del 2008 e avrete (più o meno) lo stesso risultato. Ma prima che il resto dell’industria discografica raggiunga il modello di business di Prince ci vorranno altri 15 anni.

Il sito del Guardian dedica allo sviluppo della crisi discografica un articolo dove il protagonista è Prince.

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Prince, il genio

Il Telegraph pubblica la classifica del 100 geni viventi e tra questi include anche Prince, che ottiene un onorevole 32esimo posto.

Complimenti.

E non solo: Prince, nella categoria musicisti, viene preceduto dal direttore d’orchestra argentino-israeliano Daniel_Barenboim.

Dietro di Prince ci sono Brian_Wilson (dei Beach Boys), il Beatle Paul_McCartney, Leonard_Cohen, Aretha_Franklin, David_Bowie, Niles Rogers e Rick_Rubin.

Al primo posto il chimico Albert_Hofmann, famoso per LSD e al settimo posto l’italiano Dario Fo.

Approfondimento: Top 100 living geniuses

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Parade (1986)

Quei quattro brani, messi uno dietro l’altro senza un attimo di pausa, all’inizio di Parade erano e rimangono ancora oggi un grande momento musicale. Nei primi tre, Prince accantona le melodie e preferisce sottolineare con la ritmica ciò che vuole trasmettere. Poi arriva il piano che a forza di semitoni si fa strada nella tenerezza della canzone.

Prince inizia con Parade il suo tragitto nel mondo delle ritmiche, le grancasse non sono programmate a caso, ma sempre secondo una costruzione che prevede di lasciare l’ascoltatore senza fiato. Come uno che ti stringe la mano con la mano sinistra.

Ecco cosa mancherà al Prince di questi giorni, fin dagli anni novanta, la voglia di ricercare. Di stupire l’ascoltatore, mentre quasi tutto quello che produce oggi sembra registrato alla prima stesura, senza quella pre-produzione che una volta faceva parte del modus operandi di Prince.

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Dietro le quinte del video di Chelsea Rodgers

Parla Matthew Williamson

Prince mi chiese di suonare per il mio decimo anniversario a Londra. Gli abbiamo dato “va bene, quello che vuoi” e non ci fu risposta, ma il giorno prima le cose si sono fatte serie. Lui voleva girare un suo video e la sua musa gli ha detto: “se devi farlo ad uno show, deve essere quello di Matthew”. La notte prima stavamo costruendo i palchi, nel caso Prince avesse cambiato idea avremmo speso un sacco di soldi per niente. Non ci sono state prove ed all’ultimo minuto ci è stato detto che non veniva. Poi, 15 minuti prima della sfilata, è arrivato. E’ stata la prima volta che l’ho incontrato e gli ho solo detto “oh, ciao”

Approfondimento: Prince wanted to play – I said “whatever”

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Mi chiamo fuori, scusatemi

Questo articolo è stato modificato dopo la prima stesura.

Leggo su questo sito che Prince ha registrato il sito http://www.princefamsunited.com/ in piena guerra con http://www.princefansunited.com/.

La vedete la M e la N di differenza?

Mentre l’irrequieta PFUnk ci suggerisce che Prince ogni tanto gira e legge i forum a lui dedicati.

Non so.

E, onestamente, adesso sarebbe troppo semplice allearsi con i siti fan di Prince per avere della pubblicità gratuita.

Diciamo la verità, questo atteggiamento da padre padrone di Prince, dove lui vuole avere il coltello sempre dalla parte del manico, ci sta sfinendo.

Per Prince il fan deve solo soffrire: attenderlo per ore all’aftershow, spendere centinaia (migliaia?) di euro per raggiungerlo a Londra, mentre gli altri fanno concerti di tre ore e vanno in giro per il mondo (parlo del Boss, per esempio).
Ahò?

E questi siti di fan che si riuniscono per combatterlo, fanno un po’ sorridere: come fanno a riunirsi? E combattere che cosa? Un talento che ci regala musica di alta qualità. Il concerto è stato perfetto musicalmente ed esteticamente.

Aggiungo solo che per Prince internet è il canale preferenziale. Forse l’unico vero e proprio. La televisione lo ospita volentieri, ma lui non rilascia interviste, mentre su internet ci parla direttamente. E’ suo diritto difendersi su internet.

Sapete come la penso sui bootleg. Non mi piace avere link a siti di bootleg su questo blog. La qualità dei bootleg è (nel novantanove per cento dei casi) pessima.

Se Prince, in seguito a questa azione legale, dovesse riuscire ad innondare il mercato con concerti dal vivo certificati da lui, tutti saremmo più felice. Ma questo sarà ben difficile dal vederlo accadere.

Lo sappiamo bene, vero?

D’ora in avanti in questo sito ci concentriamo solo su novità musicali, canzoni, concerti, video o qualsiasi cosa di artistico (con o senza l’Arcuri o la Canalis).

Il resto lo lascio a Fegiz.