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Cd: Xpectation

Il primo gennaio 2003 è stato pubblicato nel sito internet di Prince (Npgmusicclub) ed è disponibile solo per i membri. E’ “Xpectation”, l’ultimo album completamente strumentale di Prince. Splendidamente suonato e per nulla banale. In questo nuovo progetto hanno lavorato con Prince: John Blackwell alla batteria, Rhonda Smith al basso, Candy Dulfer ai fiati e Vanessa Mae al violino. E’ proprio quest’ultima musicista che sembra portare la più grande novità all’interno della formazione di Prince. In un sito dedicato a Vanessa ho trovato un documento molto interessante su Xpectation.

<<PRINCE Titolo Xpectation – Registrato nel primo quarto del 2002 – Pubblicato 01/01/2003 alle 0:01- NPG Records. Brani: Xhalation [ 2:03 ] Xcogitate [ 3:33 ] Xemplify [ 5:53 ] Xpectation [ 4:01 ] Xotica [ 3:05 ] Xogenous [ 4:11 ] Xpand [ 6:10 ] Xosphere [ 3:34 ] Xpedition [ 8:23 ]
Il 2002 è stato un anno molto jazz per Prince. Dopo il Cd “One nite alone” (pianoforte), il tour con Candy Dulfer e Maceo Parker e il box registrato dal vivo che l’ha seguito, Prince ci manda, alla fine dell’anno, un nuovo album intitolato “Xpectation”. La maggior parte di questo album è stata registrata durante l’inverno 2001-2002, subito dopo l’uscita di “The Rainbow Children”. Annunciato per lungo tempo come l’album “Xenophobia” (c’è stata anche la Celebration del giugno 2002 al Paisley Park che portava questo nome), Prince decise alla fine, di eliminare questo titolo dal concept album e ri-eleggerlo “Xpectation”. La presenza di “Xenophobia” nel box “One nite alone…Live” uscito due settimane prima è probabilmente la causa. Invece, “Xpectation” è stato messo a disposizione dei membri del Npg Music Club il primo gennaio 2003, a mezzanotte ed un minuto, esattamente due settimane dopo la spedizione dei primi box di “One Nite Alone… Live” E’ il periodo più corto tra due album di Prince ! E’ impossibile che i lamenti dei membri del club relativi al contenuto dello stesso nel 2002 siano stati ascoltati, forse Prince voleva finire l’anno in bellezza… ed iniziarlo con una buona notizia ! “Xpectation” rappresenta un ennesimo esperimento (è la parola utilizzata dal sito per presentare il progetto) piuttosto che un vero album. E’ una collezione di pezzi strumentali fatti apposta per enfatizzare il talento di Candy Dulfer al sax, John Blackwell alla batteria e di Vanessa Mae al violino. La piccola e meravigliosa cinese porta sia melanconiche tonalità bellissime o voli fantastici in altri pezzi. Lo stile di Candy Dulfer è molto presente e uno potrebbe pensare che sia il motore ad alta velocità dei brani. Comunque Blackwell picchia dietro e si potrebbe dire che Prince è sia stato cancellato dai propri musicisti. Il suo modo di suonare le tastiere sembra ricordare quello di Renato Neto e molti dei suoni ci sembrano familiari. Rimane Rhonda Smith, che suona le note basse, ma è completamente eclisssata dagli altri. Comunque, all’opposto di ciò che qualcuno potrebbe pensare, “Xpectation” non riporta tutto ciò che Prince fece con i Madhouse. Si ritrovano le sonorità di “The Rainbow Children” e del box Live, in particolare per ciò che riguarda le tastiere ed alcune chitarre. Per tanto, la musica non veramente accessibile. E’ profondamente nel jazz-rock’n’roll fusion, con riferimenti al funk ed altre jam difficili da seguire. L’aggiunta del violino in questo contesto è veramente particolare. “Xhaletion” apre su un tappeto di tastiere lontane in eco, portate dal violino melanconicodi Vanessa Mae. L’intro suonato e si passa immediatamente ad “Xcogitate” che rimane in un una vena lenta, perfetto per un fine settimana uggioso. Il suono della tastiera nello stile di “Muse 2 the pharaoh” si rifà ai lenti fatti dai Madhouse. Si nota che il sax è stato ri-registrato, Candy infatti suona diverse parti di sax, missate assieme. “Xemplify” suona come il Jazz Be Bop degli anni trenta. Si parte con le tastiere, il pezzo cresce sempre di più, tra il solo e le armonie di ogni musicista. “Xpectation” è un pò più veloce ed enfatizza il bel suono di John Blackwell, spesso accompagnato da una chitarra con un suono moltro strano e tastiere funk. Si ritorna alle ballate con “Xotica” simpaticamente coraggiosa e “Xogenous” che vede Prince usare la chitarre per sonorità che si sono sentite nel suo jazz. “Xpand” è il titolo più funky dell’album, con un suono di tastiere saturate che portano un buon groove funky. Si sentono anche i disturbi di una registrazione da vinile. “Xosphere” rende possibile trovare lo stesso tempo di chitarra jazz soul e le tastiere di “The Rainbow Children”. L’album finisce in bellezza con “Xpedition”, che termina con una band di fiati e pezzi di solo. Il pianto di un bambino sarà l’ultimo suono dell’album. In ultima analisi, questo è certamente uno dei più originali e sperimentali album di Prince…che ci ha abituato a cose strane, ma questa volta va veramente lontano e francamente si dissociata delle case discografiche pop legate a lui in precedenza. Se “The Rainbow Children” e “Ona Live” suonavano brillanti, ma accessibili, quest’album è musica aspra che necessiterà di mesi per essere decodificata. Prince, non finisce di stupirci !>>
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Ophelie Winter e Prince

#tbt dal blog Trentuno Ventuno, pubblicato il 17 luglio 2003.

Approfitto di un articolo letto su dagospia, per parlare di un argomento al quale Prince è stato sempre, e storicamente, legato: il sesso. Ecco la notizia.

– Fabien Barthez (portiere del Manchester United) si sposerà alla fine del campionato inglese con la connazionale Ophelie Winter, in attesa di un bebè. La bellissima bionda ha sostituito Linda Evangelista, per 4 anni compagna del portiere del Manchester United. Anche la Winter ha alle spalle una storia importante, quella con la rockstar Prince, con il quale ha duettato nel video The most beautiful girl in the world. Ha solo 30 anni, ma una carriera ricca di esperienze (…) Nelle interviste recenti la Winter ha preferito non parlare della sua relazione con Barthez, limitandosi a dire che “è la storia più importante della mia vita”. Una banalità rispetto a quanto rilasciato ai giornali americani nel momento clou della storia con Prince: “Ho scoperto Dio durante le notti bollenti con lui”. Detto questo, impossibile migliorarsi. –

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Non ricordo la presenza di Ophelie Winter nel video The Most Beautiful Girl In The World, anche se in quel video di donne ce n’erano parecchie e potrei essermela persa. Di Ophelie e Prince ho solamente scoperto una loro collaborazione per un disco, una sua apparizione in un concerto a Parigi del 1998, ma null’altro. Di sicuro non aveva duettato con lui in quella canzone. Però ho trovato un altro riferimento, che probabilmente ha fatto da fonte per dagospia.

– And … “Meanwhile, Evangelista’s on-again-off-again beau French soccer goalie Fabien Barthez of Manchester United, has reportedly left her for Prince’s ex-girlfriend Ophelie Winter, famous for saying she discovered God during 500 sex sessions with the pop star.” –

Questo sito è stato più preciso di dagospia: Ophelie Winter avrebbe detto: “ho scoperto Dio durante 500 rapporti sessuali con Prince”. Ophelie non è la prima a parlare pubblicamente dei rapporti sessuali con Prince, in precedenza anche Sheena Easton aveva confessato di aver trovato in Prince un perfetto amante, tanto da averne trovato conferma, lei raccontava nell’intervista, nell’opinione con altre donne. In fin dei conti lui aveva scritto per lei Sugar Walls (pareti di zucchero).

Selections from My Jazz Album Collection“Selections from My Jazz Album Collection” by flickr4jazz is licensed under CC BY-NC-ND 2.0

Le ragazze in questione non fanno molta fatica a parlare bene del loro rapporto (sessuale) con Prince. Oltre a questo, mi sembra da sottolineare che del mondo di Prince, pochissimi ne parlano e chi ha il coraggio di farlo pubblicamente viene quasi immediatamente denunciato dagli avvocati dell’artista. Sono famosi i contratti di non divulgazione che Prince ha sempre fatto sottoscrivere ai proprio collaboratori, fin dai tempi dei Revolution, cioè prima di Purple Rain e quando il suo nome non era famoso. Questo ragionamento mi porta a pensare che sia proprio Prince che, in qualche maniera, spinga le ragazze in questione a parlare della loro relazione, solo sotto il punto di vista sessuale, con la stampa. Sembra quasi un tentativo di mettere in luce la sua immagine di amante alla vista di tutto il pubblico, d’altronde chi meglio di una sua ex amante potrebbe testimoniare a suo favore ?

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Rebecca Romijn-Stamos

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Ecco, ancora una volta, che trovo dei punti di contatto fra mie diverse passioni. Come potete leggere in questa pagina, nel 1998 Rebecca aveva partecipato ad un cd di cover tributo a Prince. A lei toccò, o decise, di cantare “Darling Nikki”, che, tra i brani presenti nel cd, era sicuramente uno dei più spinti. A questo proposito Rebecca, in un’intervista concessa a Max e che potete leggere qui nel sito del Corriere della Sera, confessa di ascoltare e di cantare nel tempo libero, tra gli altri, proprio Prince. Ecco il punto di incontro che interessava me: quindi la scelta del brano contenuto in Purple Rain non deve essere stato proprio casuale. “Darling Nikki” parla di una ragazza che il protagonista incontra nella hall di un hotel (lobby in inglese). Questa Nikki poi non avrà problemi nel conquistare il piccolo principe, portandolo a divertirsi nel suo castello pieno di giocattoli molto costosi.

Questa canzone, scritta secondo il tipico stile porno/erotico del Prince di allora, fece epoca e divenne un segno dei tempi; infatti avrebbe spinto, nel 1985, una Tipper Gore (moglie dell’ex vice presidente degli Stati Uniti), sconvolta dall’attenzione di sua figlia per tale brano, a guidare altre 20 mogli e madri nel formare il “Parents’ Music Resource Center”, che con successo stimolò il Congresso affinchè obbligasse le compagnie musicale a porre il famoso adesivo (Parental advisory – Explicit Lyrics) sugli album con contenuti espliciti, che sarebbe diventato persino una forma di vanto per molti artisti. Dal punto di vista musicale, Prince utilizza in “Darling Nikki” una melodia molto orecchiabile per far passare un testo estremamente spinto (“I met her in a hotel lobby, masturbating with a magazine” L’ho conosciuta nella hall di un hotel, mentre si masturbava con una rivista).

The Prince Tribute, Party Of The Times

1. Missing Persons’ Dale Bozzio – I would Die For You (Keoki Mix)

2. Rebecca Romijn Stamos- Darling Nikki

3. Ice-T-Head

4. Heaven 17- Sign Of The Times

5. Mellow Man Ace featuring Geo- Irresistible Bitch

6. Dead Or Alive- Pop Life

7. Gary Numan- U Got The Look

8. Loleatta Holloway- I Wanna Be Your Lover

9. Sigue Sigue Sputnik and Buddy Miles- Baby I’m A Star

10. Adeva- 1999

11. Information Society- Controversy

12. Meeks- Red Corvette

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Prince e la Rivelazione

L’Artista siede eretto in una tuta aderente a strisce che si chiude al collo, un cappotto lungo fino ai polpacci e stivali grigi (tacchi alti). Capelli lisci scompigliati, occhi luminosi, sembra proprio Prince del 1989, sexy e magro. Ma 10 anni dopo, c’è un’immagine leggermente distante e una quieta immobilità in lui – se mi sporgo in avanti, potrebbe rivelarsi un ologramma. Notoriamente difficile da intervistare, ma sempre gentile, mi prepara una tazza di tè. Nonostante il fatto che l’artista abbia attraversato dei cambiamenti molto drammatici negli ultimi anni, in presenza di una tale chiarezza rilassata ci si sente come due Gemelli che si sparano cazzate. Naturalmente, uno di noi ha un glifo impronunciabile come nome ed è una star internazionale che ha cambiato il volto della musica.

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Ma sul ponte dei Graffiti c'è il paradiso di Prince

da La Repubblica del 17 novembre 1990
Gli Stati Uniti devono essere alla ricerca di una nuova spiritualità, di qualcosa che li aiuti ad uscire dalla depressione, economica e non, che li sta soffocando: non si spiegherebbe altrimenti come un piccolo film come Graffiti Bridge ultima fatica musical-cinematografica di Prince, uscita il 2 novembre,stia facendo spendere a critici e a pubblico parole altisonanti come paradiso, nuovo Messia, nobile scopo.

C’ è anche un altro aspetto di queste e di altre vicende cinematografiche della stagione: alcuni giornali sembrano apprezzare la clandestinità delle uscite cinematografiche; in altre parole: meno si è bombardati da trailer, cartelloni e gadget, più il film merita di essere visto. Graffiti Bridge, strano ma vero, conoscendo il narcisismo del suo protagonista, è uno di questi film usciti in silenzio. A New York è proiettato in otto sale di Manhattan, in sei di Brooklyn, in sette del Bronx e in sette del Queens.

Dal modo in cui la Warner Bros sta provando a scaricare Graffiti Bridge su un pubblico impreparato (nessuna anteprima per la stampa, distribuzione relativamente limitata, nessuna anticipazione, e in più la voce che presto finirà in cassetta) potreste pensare che il film sia uno schifo scrive il Village Voice. Ed invece no, secondo il settimanale Graffiti Bridge, che riprende molti dei protagonisti di Purple Rain, grande successo del 1984, è un piccolo delizioso quadretto, una love story rock-funky-spiritual-soft core degli anni Novanta, riservata agli amatori. Questo non vuol dire che non abbia i suoi problemi. Che sono ovviamente quelli del suo protagonista, Prince, il quale stavolta arriva a proporsi come il nuovo Gesù Cristo e nella scena finale del film quella in cui i buoni vincono sui cattivi, canta addirittura Thieves in the temple, ladroni nel tempio.

Graffiti Bridge è quasi tutto girato in studio, con un’ atmosfera che è una via di mezzo tra quella di Purple Rain e di Sign of the times. Tre gli ambienti principali: la casa di Prince (che è un giovane ispirato musicista perseguitato dal cattivo Morris Day), sui muri della quale lui scrive versetti tutt’ altro che satanici; poi c’ è un isolato nei bassifondi di una città indefinita con le insegne al neon di tre locali notturni nei quali il cattivo spadroneggia: sono il Glam Slam, nel quale Prince era solito esibirsi prima di essere cacciato da Day e dare inizio alla storiella. Poi c’ è il Clinton’ s House gestito dal cantante George Clinton (che vediamo in un bel cammeo) e il Melody Cool gestito dalla cantante Mavis Staples, alla quale dobbiamo un numero finale, quasi un gospel, di tutto rispetto. Mavis nel film è la madre di Tevin Campbell, un ragazzino nero di forte voce e buone gambe, nuovo prodotto della Paisley Park, l’ etichetta discografica di Prince, che vediamo in un personale videoclip. L’ ambiente meno frequentato, ma più importante del film, è il ponte dei graffiti.

E’ un set tutto scarabocchiato scrive il New York Times che nel film simboleggia il paradiso. E Prince vuole che lo prendiate sul serio. Lì lui aspetta il ritorno del padre, scrive poemi sull’ amore, si atteggia con espressioni da Gesù Cristo mentre si veste in un modo che farebbe arrossire un chierichetto. Al ponte dei graffiti si reca anche Aura (Ingrid Chavez, la sua starlet del momento), una specie di creatura angelicata che nel film ripete le tre seguenti frasi-tormentone: E’ proprio dietro l’ angolo, non mollare, non perderai, tutto quello che mi chiederai io lo farò. Il cattivo Day s’ innamora di Aura che per convincerlo a stare dalla sua parte, quella dei buoni, smette i vestitini da collegiale ed entra in quelli neri di una maliarda sexy sui tacchi a spillo. Love machine, un duetto tra Day e la Chavez è tra i momenti videomusicali più alti del film. La ragazza però eccede nel bere e Day le somministra una pozione che al risveglio dopo la sbronza la farà innamorare della prima persona che vedrà. Indovinate un po’ ? Prince il buono, pazzo di lei, la rapisce nel sonno e al risveglio i due iniziano a fare un amore softcore, tutto bacini e sguardi languidi. Alla fine Aura pagherà a caro prezzo la conversione del cattivo mentre Prince avrà per sé un finale alla Jesus Christ Superstar. Tra gli altri interpreti la band dei Time al completo e la bella Jill Jones nella parte della fidanzata del protagonista che lo lascia per andare a lavorare con il cattivo.

Il tema del film scrive ancora il Voice avere qualcosa in cui credere, l’ assoluzione attraverso l’ amore, qualcuno che muore per i peccati altrui e roba del genere, è un po’ irritante. Ma secondo il New York Times le idee spirituali del film non sono minimizzate dal fatto che su molte ci puoi ballare sopra. Prince crede chiaramente che il paradiso è dove riesce a trovarlo. E c’ è da dire che, storia a parte, per chi ama la musica di Prince, Graffiti Bridge offre davvero un’ ora e mezzo in paradiso.

di LAURA PUTTI