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Ricevo e pubblico – Prince dal cuore di Berlino, altro che libri scritti in Grecia.

Caro Simone,vedo che sei stato a Berlino,è una città molto interssante piena di arte e cultura e tanta bella gente,io ci sono stata nel 1987, è li che scopri Prince e fu amore a prima vista,ci andai con un gruppo di persone allora lavoravo come fotografa a Zurigo per una agenzia di pubblicità,rimasi per 5 giorni a Berlino,una sera non sapevo cosa fare e allora m`informai per qualche spettacolo interessante,mi proposero di andare a vedere Prince black music e funk (che adoro) ,mi ricordo che pioveva quella sera , ero senza biglietto,erano le ore 20.00,dissi ad una amica” prendiamo un taxi e ci andiamo non voglio perdemi quest`occasione”(non conoscevo Prince), arrivammo giusto in tempo per inizio di spettacolo, Sign of the Times,trovammo un posto in cima l`ultima fila puoi immaginare alla Deutschenhalle 3 volte come San Siro,Prince lo vedevo come un puntino,suonarono per 30 min. i Madhause e che Funk ragazzi,poi lui il magico folletto Prince,inizia con Sign of the Time,non avevo sentito mai niente del genere che stile,fui stregata da questa musica,poi quando inizia Adore,mi perdo del tutto,mi lascai talmente trasportare che mi dimenticai il luogo dove mi trovavo,Prince era geniale adorabile dolce,è come sè sentivo tutto il suo dolore e la passione nelle sue canzoni,per me fu una rivelazione,capi che avevo davanti a me un fenomeno unico di questo millennio, non mi era mai successo niente del genere nella mia vita,non ho mai avuto idoli da seguire ma da allora si, da bambina seguivo tutta la musica nera da Stieve Wonder,Areta Franklin,Marvin Gaye…
Il giorno dopo a colazione con il mio capo,lui mi fà leggere il giornale mi indica la foto di Prince in prima pagina e mi sorride,io la prima volta che vedo il volto di Prince ed esclamai “è anche figo”,quella notte non l`ho mai dimenticata ,penso che il mio capo l`aveva capito dal mio volto illuminato. Da allora ho sempre augurato tutto il bene per Prince

Lucia Anna Morra

Nota a margine di Simone. Ma è vero che uno dei Madhouse – il gruppo che suonava prima di Prince in quel tour – era sempre Prince, con altri membri della sua band, solo che erano coperti in viso da foulard ?

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Rick James

Questo signore è Rick James, uno dei pionieri del funk. Rick è morto venerdì scorso, all’età di 56 anni, per quello che sembra essere un problema al cuore. All’inizio del 1980 – quando la fama e la casa discografica “Motown” di Rick erano in declino – Prince e la sua band vennero ingaggiati come gruppo di supporto per il tour di James nella East Cost. Le cose tra di loro – al contrario di quanto dicono alcuni giornalisti oggi – non andarono benissimo. Ecco cosa si legge su “Prince – una vita pop” di Dave Hill:

in apparenza i due avevano molteplici tratti comuni. Entrambi erano affascinati dalla prospettiva di incorporare qualche aspetto del rock in ambiti musicali come il rhythm and blues, il soul e il funk. James attirava un pubblico giovane di colore e aveva già messo a punto le componenti della propria esibizione: suono, ideologia, coreografia sul palcoscenico. Il suo funk sfrontato ed eclettico e i suoi atteggiamenti fasulli da guerriero dei fumetti facevano apparire fragile e ampolloso il lavoro svolto da Prince fino a quel momento (siamo nel 1980 n.d.w.).

Rick aspirava ai fasti del rock bianco, ma la sua sensibilità costituiva una chiara esaltazione dei costumi naturali neri e delle maniere in cui si erano evoluti mediante il contatto con la controcultura americana in generale e con altre, più nuove, politiche nere di varie parti del mondo. Il nome del suo gruppo, Stone City Band, era la metafora di uno stato di piacere mentale derivante dall’uso di droga, mentre i suo capelli erano una versione elaborata delle trecce Rasta internazionalizzate da Bob Marley e altre stelle giamaicane del reggae.

Nel corso della tournée estiva, tuttavia, Prince guidava la propria band in modo da dimostrare che le influenze rock presenti nel suo secondo album (Prince n.d.w.) non erano state un espediente; le dichiarazioni perverse di alcune sue canzoni venivano inoltre visualizzate ed esplicitate dal vivo <> afferma Dez Dickerson, <> (…) Dietro le quinte, invece, la situazione lasciava molto a desiderare. <> (…) Rick James si fece un dovere di denunciare Sua Cattiveria Reale a ogni possibile occasione. <> dichiarò alla rivista inglese Blues and Soul. <> Il che era vero. James stesso non rifuggiva affatto da un pò di erotismo da palcoscenico, ma a quanto pare Prince era troppo persino per lui.

Forse il colpo finale all’orgoglio già ferito di Rick fu inferto per mano di un’aspirante cantante, la modella canadese Denise Metthews, il cui principale merito artistico era rappresentato da uno spot pubblicitario dello smalto per denti Pearl Drops. Un anno circa dopo la tournée, Prince diede una festa in occasione della consegna degli American Musica Awards e Slick Rick (James n.d.w.) portò con sé la signorina Matthews. <> racconta Dickerson <> (…) Ma Rick James non rimase impressionato (dal tocco d’ora di Prince con i gruppi satellite come le Vanity 6 n.d.w.) e rivelò a Blues and Soul: <> L’anno successivo James avrebbe trascorso troppo tempo nei centri di disitossicazione dalla droga e troppo poco negli studi di registrazione, mentre Prince sarebbe diventato la più famosa pop star del pianeta. Sta a voi decidere se Slick Rick gli avesse mosso critiche fondate o meno.

Questo il libro di Dave Hil, pubblicato poco dopo l’uscita di LoveSexy, prima del discutibile, ma di successo, Batman e del momento critico di Graffiti Bridge. Ecco, però, ciò che Rick James diceva poco tempo fa sul conto di Prince.

<<Mai in tutta la mia cara vita ho mai pensato che mi piacesse Prince, ma ringrazio tutte i fratelli che fanno del funk, perché è una rinascita, una rivoluzione, una reincarnazione. E’ una totale esplosione di qualcosa che le persone pensavano fosse morto. (Prince) non lo giudico, è un grande musicista. Non mi piacciono canzoni come “If I was your girlfriend” oppure io e mia sorella di solito la facevamo tutta la notte. Ma no, lui è cambiato. Non ha più quel tocco, quella firma speciale. Immagino ci sia un pò di gelosia là fuori, ma io sono molto più carino, sono più alto.>>