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Leggendo l’autobiografia di Prince…

…mi sono segnato un bel po’ di lezioni da imparare, visto che il desiderio di Prince era quello di scrivere un “manuale per la comunità creativa”. Ecco sparse, le frasi quelli che preferisco. Attenzione: non sono citazioni letterali, ma la mia interpretazione:

  • quello che crei è tuo!
  • bisogna aiutare i giovani artisti ad avere consapevolezza della propria missione;
  • Minneapolis mi ha plasmato, sono rimasto a Minneapolis perché bisogna contraccambiare;
  • il lettore deve colmare le lacune, Prince non voleva svelare il mistero;
  • basta iniziare col creare la propria giornata per poi creare la propria vita;
  • il modo in cui le cose appaiono e suonano, quando sono espresse liricamente, può dare un senso di apertura ed espressività;
  • ingredenti per una buona canzone:
    • luoghi nascosti,
    • poteri segreti
    • una parte di sè che non viene mostrata;
  • un uomo che comprende il femminino è desiderabile;
  • la musica è guarigione; i segreti oscuri devono diventare canzone prima di districarli. Molti artisti soffrono per queste crisi. Ma la musica è un posto tranquillo dove ascoltare i miei pensieri e creare;
  • riscrivere una strofa e il testo, ricopiandolo, aiuta a scomporlo nei suoi elementi per vedere da cosa è costituito;
  • suonare e cantare imitando i dischi preferiti aiuta a sviluppare l’estensione e un senso emotivo adatto a tutte le situazioni;

Prince si spinge anche a districare quel mistero che ci teneva lontano e che ha creato il personaggio. Prince è come se fosse sazio della vita e dei suoi misteri. E’ un Prince pigro, triste e consapevole del passato, lui che non ha mai misurato il tempo. E si concede anche delle confidenze.

  • la vita durante la veglia era incredibilmente noiosa. Mi piace sognare più un tempo; molti dei miei amici non ci sono più e mi piace incontrarli nella veglia;
  • la musica: scritta in codice, c’è qualcosa di sacro che viene protetto su diversi livelli di significato: quando ti spingi in profondità non riesci più a leggerli in un altro modo;
  • c’è una parte del cuore che non dovresti mai concedere, perché (l’ho visto con i miei occhi) ci sono momento in cui credi sia finita.

Prince scrive e non registra la propria voce per poi farla sbobinare al ghost-writer. Scrive molto e va molto nei dettagli. Fin troppo; il racconto del suo primo bacio e della sua prima ragazza sono estenuanti per me. Più che un’autobiografia sembra raccontarsi da uno psicologo. Perché? Ipotizzo che Prince sapesse che i giorni su questa terra stavano per finire; non aveva più senso nascondersi dietro al pentagramma. Pentagramma, che, a quanto pare, lui non sapesse leggere. Diverse volte me lo sono domandato (e me l’hanno domandato): Prince come scriveva la musica? aveva degli appunti? Ora abbiamo la conferma. Che non sapesse leggere la musica ha lo stesso potere di spezzare il mistero? Non proprio. Nella musica pop “per definizione” bisogna avere orecchio. I musicisti pop, a differenza del jazz o della classica, vengono istruiti ascoltando la musica. E come è possibile tutto questo? Perché la musica leggera è figlia di una serie di semplici regole ampiamente condivise. Regole che sono sempre le stesse. Una volta imparate puoi andare avanti per millenni, e rifare sempre la stessa canzone (battutaccia che spesso si fa nei confronti degli artisti che hanno successo per decenni). La differenza dove sta allora? Sta nella vita che uno vive, nel buon senso e nella capacità di adattamento. In un’intervista al podcast The Digital Music News, la musicista Bibi McGill, leader della band di Beyonce, i Suga Mama, lo dice chiaramente:

per fare i musicisti bisogna arrivare in orario. Essere delle persone con cui gli altri desiderano lavorare.

Più della tecnica conta l’atteggiamento. Continuando Bibi racconta come ebbe il suo primo “gig”, il primo lavoro da musicista, con Pink. Venne portata in aereo da Los Angeles a New York e sull’aereo si ascoltò in cuffia l’album di Pink che atterrata dovette suonare.

Pure uno dei migliori collaboratori di Prince, Michael Nelson (il leader del gruppo di fiati Hornheads) raccontò che trovarono le note giuste del famoso stacco di ottoni in Sexy MF solo suonandolo di fronte a Prince. Prince aveva il suo istinto, il suo cuore e la sua pancia. La sua musica veniva tutta da lì. Ecco perché era ed è così potente. La sua musica non è figlia di tecnici ed esperti di marketing, ma è figlia della sua vita. Delle sue passioni e delle sue tribolazioni. Impagabile.

(dalla newsletter del 6 gennaio 2020)

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