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Ricordate Controversy?

#tbt – ecco un articolo scritto per il blog Trentuno Ventuno (aka TreUnoDueUno)

21 giugno 2011

Una volta ero iscritto al fan club ufficiale di Prince dal nome controverso: Controversy. Nel pieno della mia sublimazione funky, mi ritrovai con l’album dal nome simbolico tra la orecchie. Quel simbolo, per me, era la perfezione: l’uomo e la donna, il sopra e il sotto, il funky e il pop. L’album si caratterizzava per la netta propensione ad utilizzare qualsiasi stile musicale del globo terraqueo per permettere all’artista di esprimere il proprio credo. Quel libretto io lo lessi migliaia di volte. Diverse volte anche di fronte allo specchio per capire meglio il messaggio completo. I crediti, poi, si completavano con la seguente indicazione: Prince Official Fan Magazine – Controversy, ed un indirizzo in quel della terra d’Albione.

Fu allora che salii sulla mia bicimobil per spingermi fino alla mia banca e parlare con un gestore: desideravo mandare un assegno ai discendenti del Bardo e ottenere l’accesso al prezioso fan club. Una volta ottenuto l’assegno tornai verso casa, imbracciando nuovamente la mia Saltafoss. Finalmente potei spedire la lettera. Io volevo essere fan di quel club. Ai tempi dei primi anni novanta nessuno nella Brianza Alcolica conosceva internet; si spedivano le lettere con l’affrancatura e si aspettava la risposta. L’arrivo del postino era un avvenimento. Quasi come l’uscita di un nuovo numero di Le Ore.

Dopo circa un certo numero di giorni che non mi ricordo, tornò la lettera con il mittente “Controversy”. Avrei dovuto subito capire che c’era qualcosa che non andava:. La busta conteneva una risposta negativa; l’assegno spedito non andava bene e me lo restituivano.

Questo non me l’aspettavo. Incacchiato come un fan di Tiziano Ferro, tornai dal gestore della mia banca e minacciandolo di andare dai loro dirimpettai e concorrenti ottenni immediata udienza. “L’assegno va bene” mi disse “ non c’è alcun problema”. Ma che palle! Tornai così a casa, passando per le poste, comprai un francobollo e spedii l’ennesima busta. Ero già meno contento: tipo Bugo dopo Sanremo.

Dopo qualche altra settimana, con le loro scuse, arrivò il primo numero di Controversy Official Prince Fan Club.

E dopo un paio di uscite divenne Controversy Official 0{-> Fan Club e dopo poco chiuse. Per completare l’abbonamento mi mandarono dei numeri precedenti all’inizio della mia iscrizione. Ora mi rimangono 6 numeri che rileggo per concentrarmi e ripenso ai bei tempi quando avevo del tempo libero per andare avanti indietro dalla filiale della Cariplo.

(edit del 2020 per togliere le obsolescenze, la versione originale del 2011 è qui)

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Libro: Nuova Edizione di Schiavo Del Ritmo

Viene pubblicato nuovamente in italiano il libro di Liz Jones. Sono davvero poche le edizioni italiane di libri su Prince e verrebbe subito la voglia di correre in libreria ed acquistarlo.

Allora cerchiamo di capirci qualcosa.

Me ne è capitato uno tra le mani qualche giorno fa e (ad una veloce lettura) il libro sembra identico a quello già distribuito anni fa con la copertina rossa. Il libro di allora si fermava al periodo di Emancipation, sfruttando l’onda lunga del matrimonio con Mayte.

Questo contiene in più – e che mi sembra valere qualcosa – è la postfazione di Davide Sechi, che prova ad aggiornare quasi vent’anni di musica.

Vedete voi se vale la pena; io tanto vi dovevo.

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Misty Copeland: così iniziò con Prince

MI è capitato tra le mani un interessante articolo su Misty Copeland. La ballerina del American Ballet Theatre racconta – tra le altre cose – come è nata la sua collaborazione con Prince.

Nel 2009, la Copeland ha ricevuto un telefonata di prima mattina. “Mi veniva chiesto se potevano dare a Prince il mio numero di cellulare” dice “‘cosa? Prince chi?’ mi stavo ancora svegliando”

Prince stava cercando una ballerina classica per il suo video di “Crimson and Clover” e ha invitato Misty a Los Angeles per il giorno successivo.

“Durante le riprese mi diceva: ‘sii te stessa, senti la musica, muoviti”. “Non sono abituata a questo tipo di libertà. Dopo ogni ripresa, gli domandavo cosa preferisse, ma lui diceva: ‘continua a fare ciò che stai facendo’ “.

La scorsa estate Misty Copeland ha ballato con Prince a Nizza in Francia e ha partecipato ad alcune date del tour Welcome 2 America. “Credo lui cerchi qualcuno libero e spirituale e dice che [queste qualità] non li vede molto nei ballerini classici.”

(…)

Il balletto rimane la prima attività per la Copeland, senza dimenticare Prince. “Non mi ha mai detto: ‘sembri troppo una ballerina classica’ ciò che è importante per lui è che io SONO una ballerina”

Da qui NYmag

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La Compulsory License

Prince dice la sua a proposito delle cover. E (stavolta) non ha tutti i torti.

Al George Lopez Show, Prince ha detto: 

I don’t mind fans singing the songs, my problem is when the industry covers the music, you see, covering the music means your version doesn’t exist anymore. There’s this thing called the compulsory license law which allows artists to take your music at will. That doesn’t exist in any other art form – there’s only one version of ‘Law & Order,’ but there are several versions of ‘Kiss’ and ‘Purple Rain.

Cioè: non mi importa che i fans cantino le canzoni, il mio problema è quando l’industria (discografica) rifà la musica, sai, rifare la musica significa che la tua versione non esiste più. Esiste una cosa chiamata compulsory license law.

Fermi tutti.

Cos’è una compulsory license?

Ecco cosa dice wikipedia italiano.

con la compulsory license (licenza obbligatoria) un governo forza i possessori di un brevetto, un copyright od altri diritti di esclusiva per concedere l’uso per lo stato od altri soggetti. Normalmente i possessori ricevono royalties, fornite sia dalla legge o determinate attraverso altre forme di arbitrato

e il wikipedia in inglese aggiunge

(la licenza) permette ad una persona di distribuire una nuova registrazione sonora di un lavoro musicale, se questo è stato distribuito precedentemente al pubblico. Non è necessario che la nuova registrazione sia identica al lavoro precedente, in quanto la compulsory license comprende il privilegio di riarrangiare il lavoro secondo l’interpretazione artistica dell’artista. Questo non permette all’artista di cambiare la melodia di base o caratteri fondamentali del lavoro. Per approfittare della compulsory license l’artista della registrazione deve notificare (l’uso) e pagare le royalty.

Ritorniamo a Prince, che aggiunge: 

(la compulsory license) permette agli artisti di prendere la tua musica quando vogliono. Questo non esiste in altre forme d’arte, c’è solo una versione di “Law & Order”, ma differenti versioni di Kiss e Purple Rain.

Qui la curiosa versione su questa storia di rockol.it.

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Prince e Moby: la strana coppia (facebook)

Da pochi minuti ho terminato la lettura dell’ottimo libro di Martin James su Moby, dal titolo Replay. Tutto, assolutamente tutto su Moby (Arcana musica). A qualcuno potrà saltare all’occhio la scarsa relazione tra un musicista bianco e pelato, con uno nero (o caffèlatte) e pieno di capelli.

Qualcosa in comune i due ce l’hanno.

Prince è (stato) vegano, Moby è vegano.

Prince, quando si riprende il nome Prince nel 1999, intitola un album “Rave Un2 the Joy Fantastic”. E quando si parla di Rave il primo che (mi) viene in mente è Moby.

Ma c’è di più.

James, nel suo libro su Moby, parla del fenomeno Rave, dell’uso di Ecstasy (di Prince e la droga ho già parlato) e di religioni:


molte religioni organizzate hanno cercato di trovare spazio all’interno della cultura rave. In un tentativo di apparire in sintonia con lo spirito di comunione collettiva che si respirava ai rave e lavorando sul bisogno crescente di una tale dimensione, più di una chiesa organizzata provò in tutti i modi di attirare i giovani.

A parte che il reale impegno di Prince arriverà solo dopo la conversione ai Testimoni di Geova e con l’album The Rainbow Children, Prince è sempre stato attento o, per meglio dire, incuriosito da questo aspetto della sua musica. Dalla capacità di riunire sotto un unico tetto migliaia di persone per ascoltarlo.

Da un punto di vista musicale, l’esigenza di Prince e Moby di accentrare la produzione musicale su sè stessi, dimostrando una capacità di concentrazione non comune, li riunisce sotto lo stesso sole.

Infine, Moby quando inizia a lavorare sul suo grande successo che fu Play, fa questa riflessione: “Prima che cominciassi a lavorare su quest’album, pensavo ai dischi che amavo e al ruolo che hanno giocato nella mia vita (…) I miei dischi preferiti sono caldi, dai primi Roxy Music, a Nick Drake, da Protection dei Massive Attack a Purple Rain di Prince o Close dei Joy Division, tutti dischi molto invitanti, per le sonorità, le atmosfere.”

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Vinil-mania? Ecco il MPLSound

Qui / chi più, chi meno e chi diviso / siamo tutti collezionisti di Prince. Ci piace scovare dei piccoli gioielli – magari nel buon vecchio vinile che sta tornando prepotentemente tra di noi.

Uno degli appuntamenti imperdibili è sicuramente Vinilmania mostra-mercato dei dischi da collezione, che si tiene puntualmente e periodicamente a Novegro (vicino all’aeroporto di Linate) tre volte all’anno – la prossima edizione è il 14/15 maggio. Una volta era l’unica fonte dove trovare live di Prince, a prezzi stratosferici e con risultanti contrastanti (ogni 5 acquisti, 1 valeva il prezzo del cd).

Oggi, grazie ai canali classici della Rete, è possibili farsi mandare direttamente a casa – e a prezzi ragionevoli – piccole chiccccche.

20032011035 Amazon.it, per esempio, vende il vinile del Mplsound [Edizione: Germania] – l’ottimo album uscito in compagnia del Lotus Flow3r qualche tempo fa – a 19,10 euro.