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Future Baby Mama

(traduzione di Simonttx)

Piccola donna del futuro

Ho sentito dire che le mie amanti si assomigliavano
Potrebbe essere che stessi cercando te?
Erano carine ma qualcosa non funzionava
Mi hanno ingannato per un minuto
E poi ho visto la verità

Nessuna di loro possedeva ciò che prende
Essere una piccola donna del futuro
Sa piegarsi nel vento ma non spezzarsi
Per tenere il suo uomo
Mostrami una di loro e la farò mia
Con nessun dramma ulteriore
Piccola donna del futuro

Ho sentito dire che non ti avrei trattata bene
Ma non sono sicuri perché non sanno
Non sanno nulla su di te
Tu sei così sicura che non vuoi agitarti e combattere
Ecco perché il tuo uomo non ha mai avuto dubbi su di teNessuna di loro possedeva ciò che prende
Essere una piccola donna del futuro
Sa piegarsi nel vento ma non spezzarsi
Per tenere il suo uomo
Mostrami una di loro e la farò mia
Con nessun dramma ulteriore
Piccola donna del futuro

Sì, so che tu potresti essere quella giusta
Ma non ti ho mai vista prima
Cenerentola fu una perdita di tempo e poi occhio…
E’ fuori della porta
Per costruire una casa assieme
La cosa che interessa di più
E’ sotto il pavimento
Delle forti fondamenta durano per sempre

Ti farò felice, piccola
Più felice della felicità in sè
Sai una cosa? Sei avrai bisogno di una mano
Chiamami, ti aiuterò
Perché ti porterò, ovunque tu vorrai andare
Parigi, Londra, Africa, San Lucas, Messico. Vedrai,
So cosa vuoi dire… ciò che ogni brava donna vuole
Un uomo innamoratissimo di te
Che non può fare altro che metterti in mostra
Nel profondo so cosa vuoi
Vuoi che le tue amiche di odino
Perché non possono avere il tuo uomo

Nessuna di loro possedeva ciò che prende
Essere una piccola donna del futuro
Sa piegarsi nel vento ma non spezzarsi
Per tenere il suo uomo
Mostrami una di loro e la farò mia
Con nessun dramma ulteriore
Piccola donna del futuro

(aspetto correzioni, grazie)

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Dal vecchio amico Prince

Ecco il racconto, dal fine umorismo britannico, di Christopher Howse sul concerto di Prince.

Venerdì sono uscito per andare al O2 a vedere il caro e vecchio Prince, nel suo cinquantesimo anno d’età.

La maniera più veloce per raggiungere il posto è la Jubilee Line, se funziona. Meno di un’ora dalla stazione di Westminster – non intendo dire che qualcuno viva nella stazione di Westminster.

Ci sono gabinetti alla stazione di North Greenwich, che, soprattutto se sei una donna, sono a portata di mano, perché poi ci saranno code all’interno dello stadio.

Non vendono sigarette al WH Smith della stazione o nelle vicinanze.

C’è una passeggiata molto attraente vicino ad un muro lungo la piazza tra la stazione e il palasport. Piante selvagge che ti aspetteresti di trovare in una brughiera o su una scogliera sono addomesticate su piani ed accompagnate da ruscelli di acqua che scendono dai canali. Ci si può sedere affrontandoli e mangiare i propri panini se si ha tempo a disposizione e non piove.

Si possono acquistare bottigliette d’acqua e cose del genere. Le bibite più interessanti sono davvero costose.

All’interno di quello che da fuori sembra una gigantesca tenda ci sono i soliti punti vendita (Nando’s, Starbuck’s) aperti, ma pieni di gente alle sette e mezza, un’ora prima dell’inizio del concerto.
Sono tranquilli e vuoti durante il concerto di Prince, ma se si esce non si può più rientrare, per questo non è possibile farci un salto. E sarebbe davvero strano di uscire una sera per andarci, anche se ho visto persone che sembravano davvero farlo. Forse perché soffrivano per una perdita o qualcosa di simile.

All’interno dell’arena ci sono un sacco di posti per acquistare qualcosa di disgustoso: hot dog, pizza e pane all’aglio. I bar vendono bottiglie di plastica e bicchieri di plastica di birra Beck’s. Probabilmente aiuta per essere ben oliati per un concerto di Prince, ma qui ci si comporta bene e alle persone della sicurezza non sembrano piacere chi ostruisce il passaggio.Mi sono leggermente pentito di non aver portato tappi per le orecchie, perché il suono, almeno in alcune parti, è davvero forte. I tappi per le orecchie mi avrebbero protetto l’udito, ma non mi avrebbero fatto perdere il concerto grazie al riverbero del suono nelle cavità del petto.

Infatti uno dei miei canini ha iniziato a pulsare. Sarebbe una buona idea portare una persona sorda, purché piaccia Prince.Il mio vecchio amico, il poeta David Wright, era completamente sordo e gli piaceva il ritmo della banda militare. Credo non gli sarebbe piaciuto Prince, ma avrebbe apprezzato alcuni pezzi jazz che la band ha suonato tra le diverse canzoni di Prince.

Per andare a casa, alle 11 di sera, c’è da aspettare nella metropolitana, perché 20mila persone vogliono andarsene tutte assieme. Se non ti dispiace fare tardi, prima di fare un tentativo potrebbe essere più piacevole sedersi da qualche parte con gli amici per un’ora.

Il river bus è il migliore, la maniera più veloce per arrivare ed andarsene. Ti porta a Waterloo in mezz’ora. Ma se è pieno di solito è più lento.

Se non si possiede una Oyster Card (quel strumento di oppressione inventato dal sindaco Ken Livingstone), la maniera meno costosa di viaggiare è avere un biglietto per le zone 1 e 2 che costa 5,10 sterline. Questo ti porta alla metropolitana e riduce il prezzo del river bus da 4 sterline a 2,60. E copre il prezzo del bus se si vuole prenderne uno dalla fermata vicina a Waterloo (alla base della grande ruota).
L’architettura del palasport è davvero impressionante. Le sedie vanno fino in alto e sono vicine e ciò significa che sono esageratamente ammassate. Tuttavia, le file più alte sono a grande distanza dal palco centrale.

E’ stato divertente come al circo guardare i tecnici dei fari scalare senza vertigini le grandi e solitarie scale di fili sospese a 50 piedi sopra il palco.

Approfondimenti: http://blogs.telegraph.co.uk/river busOyster Card

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Il debutto di Londra su internet

Il ritorno di Prince a Londra (Repubblica)
La pop star ha incantato il pubblico con un medley dei suoi successi, da “Purple Rain”, con cui ha aperto il concerto, a “Nothing Compared to U”, e ha strappato gli applausi dei fan anche interpretando alcune cover, tra cui “Come Together” dei Beatles.

Prince, London O2 arena (The Guardian)
Se sta dicendo addio al suo passato, lo sta facendo con stile.

Prince fa festa come se fosse il 2007, i suoi fan diventano pazzi al concerto di Londra (Bloomberg)

A metà del concerto si è rivolto al pubblico e con fare preoccupato ha chiesto: va tutto bene? Alle urla di risposta affermative ha fatto finta di nulla e con lo sguardo basso ha scherzato: vorrei cantare a qualcuno.

Approfondimenti: repubblicatheguardian bloomberg

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I gioielli nascosti

Rolling Stone propone una compilation tutta dedicata a quei brani nascosti nella produzione di Prince.

“Jack U Off,” on Controversy (1981)
“One Of Us,” on Emancipation (1996)
“Lady Cab Driver,” on 1999 (1982)
“Mad Sex” on New Power Soul (1998)
“Anna Stesia,” on Lovesexy (1988)
“Pheromone,” on Come (1994)
“Endorphinmachine,” on The Gold Experience (1995)
“P. Control” on The Gold Experience (1995)
“Cinnamon Girl,” on Musicology (2004)
“My Computer,” from Emancipation (1996)
“Everyday Is a Winding Road,” from Rave Un2 The Joy Fantastic (1999)
“I Like It There,” on Chaos and Disorder (1995)

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Censurato un giornalista americano per colpa di Prince

Il “Los Angeles Times ha deciso di cancellare un editoriale di Patrick Goldstein, nel quale il giornalista chiedeva al suo quotidiano di seguire l’esempio del britannico Mail on Sunday […] che l’ha visto arrivare in edicola a metà luglio con il cd “Planet Earth”, il nuovo album dell’artista di Minneapolis, in allegato gratuito. L’operazione ha permesso al giornale [Mail on Sunday] di vendere quasi tre milioni di copie e sembra abbia portato circa cinquecentomila dollari nelle casse dell’artista. Un risultato tutt’altro che trascurabile, spiega Goldstein, per due industrie in piena emorragia di lettori (quella dei giornali) e di acquirenti (quella discografica).

Goldstein non è stato l’unico giornalista a commentare positivamente l’iniziativa del Mail on Sunday. Anzi, la distribuzione gratuita del cd di Prince è stato uno dei temi caldi delle scorse settimane in fatto di musica, nuove tecnologie e orizzonti futuri. A far risaltare l’articolo del giornalista californiano ci hanno però pensato i redattori del suo quotidiano, che hanno deciso di cestinarlo poche ore prima della pubblicazione, sembra per non dare troppo fastidio alle major discografiche, ben presenti con i propri quartier generali nell’area di Los Angeles e ancora fondamentalmente contrarie a regalare la propria musica.”

Approfondimenti: l’articolo completo di Goldstein in inglesefonte La Stampa

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Jazz, Beatles e ambiente È il Pianeta Terra del genio della musica

Venerdì esce “Planet Earth”, il nuovo lavoro di Prince. E a Montreux ha suonato anche il classico “Come Together”

D’altronde Prince fa sempre così, ha i suoi tempi. L’altra sera a Montreux, dove c’è un Festival Jazz invidiato in tutto il mondo, lui è arrivato all’Auditorium Stravinski con un’ora di ritardo, in giacca rossa cappellaccio e occhiali scuri, mentre la sua band New Power Generation suonava una versione scatenata di When the saints go marchin’ in e i quattromila seduti in sala si chiedevano che cosa stesse accadendo. Vedendolo alla fine sul palco, quel Prince che in scena è felice come un bimbo al seno della mamma, la gente ha capito che con lui è inutile fare previsioni e bisogna prendere quel che viene: stavolta sono quaranta minuti belli e buoni di jazz che gronda funky e persino una cover dei Beatles (la strafamosa Come together) che rinasce nella voce di questo alchimista prestato alla musica. Lui non suona, crea, e lo fa con una naturalezza che affascina.

Ci riesce anche quando ripresenta i suoi classici, da Purple Rain a Nothing compares 2 U, e pure quando accenna il suo nuovo singolo Guitar, che si prende il lusso di copiare addirittura uno dei più famosi riff di chitarra degli U2 (I will follow). Ma chissenefrega, Prince è fuori dalle regole e lo dimostra anche il suo nuovo cd Planet Earth, che in Italia esce dopodomani ma che in Gran Bretagna ha già sconvolto le regole del marketing visto che è stato distribuito gratuitamente come allegato del magazine domenicale Mail on Sunday. Tre milioni di copie, dicono. Tre milioni di copie sottratte «alle hit parade costruite dal business» ha detto lui, che è la sublimazione dell’antibusiness.

Con Planet Earth ha iniziato la sua seconda vita musicale proprio ora che ha appena compiuto 49 anni: è lucido, disinvolto, persino accademico quando gli va. E basta sentire il basso furiosamente sleppato di The one U wanna C o il sax di Chelsea Rodgers per capire che fa quello che vuole ed è così lontano dalle regole del pop che refrain vincenti come quello di Lion of Judah rimangono inesorabilmente confinati nelle retrovie, quasi snobbati, sommersi da arrangiamenti stellari, piogge di tastiere, incroci di basso e chitarra che sanno di improvvisazioni jazz. Perciò Prince ha i suoi tempi, li ha sempre avuti. Per un periodo, negli anni Ottanta, hanno coinciso con quelli della discografia, e allora ecco i megasuccessi di Purple rain o Take me with U. Poi basta.

Oggi Prince fa quello che vuole, cioè il musicista, il santone e pure l’ambientalista (come nel testo di Planet Earth). Insomma, è libero. Ed è per questo che in giro per il mondo, da Los Angeles a Montreux, i suoi concerti sono sorprendenti perché vagano per tutti i generi musicali, li mischiano e alla fine li esaltano come ormai non capita più tanto spesso. Tanto per dire, dopo lo show all’Auditorium, lui ha cenato e poi è andato a suonare due pezzi a sorpresa al Montreux Jazz Café. Così, solo perché ne aveva voglia (e da agosto avrà voglia di suonare per un mese a Londra, ma solo lì, naturalmente).

fonte http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=193558