Quando aveva fame di fama
A New York dal 16 febbraio una mostra del fotografo Robert Whitman che esplora il mondo di Prince prima del grande successo.

Quando aveva fame di fama
A New York dal 16 febbraio una mostra del fotografo Robert Whitman che esplora il mondo di Prince prima del grande successo.

L’avete visto tutti, loro suonavano e la pioggia cadeva copiosa nello stadio.
Ma come mai Prince non c’ha lasciato le sue penne viola attaccato alla chitarra bagnata ?
Ecco la risposta
…as it turns out, Prince’s only serious concern was slipping on those monster heels of his. “Everything was wireless,” said [lighting expert] Paul Van Puffelen. “He had a wireless guitar transmitter and wireless microphones — there was no power running directly to him. All the real power appliances, the guitar amps and monitors, were all protected from the rain.”
But what about all those flashy, seemingly hazardous spotlights that illuminated the concert? They were low-voltage and waterproof LED devices, designed for outdoor use.
Lightning? He could have been struck by lightning at least, right? Nope. “You can debunk it all pretty fast,” Van Puffelen said. “He was in a big bowl. And lighting strikes the highest point, and there were plenty of high, high lights on the stadium, with their own lighting rods. When it’s an open-air venue with no roof, they have a lot to take into consideration.”
In fact, Van Puffelen said his biggest concern of the night had nothing to do with Prince. It was when Billy Joel sang the National Anthem in the rain: “I wouldn’t want to be the guy who owned that grand piano.”
Fonte http://idolator.com/tunes/prince/prince-doesnt-break-a-black-sweat-234616.php
Ho visto in diretta l’esibizione di Prince al Superbowl; dopo una serata memorabile che racconterò + tardi, ho sfruttato il satellite per scovare chi trasmetteva la partita fra Indianapolis e Chicago in diretta, così sono finito (intorno alle 2 di mattina) su una televisione tedesca.
Quando ho trovato il canale mancavano 9 minuti circa alla fine del secondo quarto. Anche se nel football americano si ferma spesso il cronometro, mi immaginavo mancasse davvero poco all’esibizione di Prince. Il regista ha pensato bene di confermare la mia idea mostrando un pre-show o un soundcheck con Prince che suonava la chitarra, mentre dietro di lui una delle Twinz si agitava con un tamburello in mano.
Al ritorno sul campo il commentatore tedesco ha fatto riferimento (credo) alla scena di Pretty Woman dove Julia Roberts canta Kiss di Prince mentre è immersa nella vasca, sotto lo sguardo di Richard Gere. Ottimo aggancio ed intanto la febbre saliva.
Mi sono pazientemente sorbito buona parte della partita (il football americano rimane uno sport interessante) e ho aspettato la fine del secondo quarto. Fine che è arrivata con l’errore dal dischetto di un italo-americano per i Colts che ha sfiorato uno dei due pali.
Mentre i commentatori, con uno strano Boris Becker, parlavano dell’incontro sullo sfondo un formichiere di attrezzisti creava il palco a forma di Love Symbol dove Prince si sarebbe esibito.
Un breve notiziario in lingua tedesca e via con lo show.
Si parte con Let’s go crazy che introduce un fottio di urlanti fan, ma la regia fa le bizze. Si sente Prince cantare, ma lui in video sta facendo un assolo. Devono avere sovrapposto le due versioni, quella in diretta e quella leggermente in differita, creata dopo il fattaccio di Janet Jackson e Timberlake di anni fa. La regia si riprende ed in un tripudio di fuochi artificiali la musica di Prince prende corpo. Un ottimo spettacolo dal vivo: trascinante e coinvolgente, la cosa che (forse) lui sa fare meglio oggi.
Arriva una banda incontenibile che balla e suona per bene. C’è Baby I’m a star e tutti se ne rendono conto.
Finirà con Purple Rain e con i 74mila di Miami a cantare il coro finale.
Tutto ben fatto.
Finalmente orgoglioso di essere un fan di Prince.
Ps in un primo momento avevo scritto che Best of U era un nuovo brano di Prince, mentre in realtà sarebbe una cover di un pezzo dei Foo Fighters come dice emmebi, che ci legge, ma non ci linka (cattivone !).
Chiedo scusa a tutti per l’errore, d’altronde ho solo due mani !
IO vorrei tanto offrirvi in pasto un nuovo cd di Prince, magari doppio visto che con gli album aveva portato bene.
IO vorrei tanto offrirvi un nuovo film dove Prince litiga con metà produzione. l’altra metà lo odia, e ne viene fuori una cozzaglia di roba kitschchchch. Magari in bianco e nero.
IO vorrei tanto offrirvi una nuova intervista di Prince dove risponde a monosillabi, solo mugugni, solo cenni gay con il viso.
IO vorrei tanto offrirvi un nuovo video dove Prince, con la bellezza di turno gioca sui doppisensi e lancia sguardi languidi alle fans.
IO vorrei tanto offrirvi un nuovo singolo, produced, arranged and composed by Prince (xcept where indicated).
IO vorrei tanto offrirvi l’intervista ad una sua ex protetta dove lei descrive le capacità musicali di Prince (ha più di quattromila canzoni già pronte) e le sue doti amorose.
IO vorrei tanto offrirvi, soprattutto, un nuovo tour. Un tour che rimane per una settimana a Milano, una settimana a Roma ed una anche a Catania. E poi gira il mondo.
IO vorrei tanto, ma quel pirla si è incastrato in questa prigione d’orata di Las Vegas, che non c’è un cazzo da aggiungere. Non fa più nulla di interessante.
L’unica cosa da dire è che mi mancano tanto gli anni ottanta di Prince con Wendy e Lisa. Come giustamente diceva EmmeBi. Ma pure gli anni novanta con Mayte. E i cd dei New Power Generation di Tommy, Michael e Sonny.
Trova altre conferme la nascita della rivista firmata Prince dal nome 3121 magazine.
Dove Prince si starebbe dedicando al suo attuale hobby: la fotografia (capturing private candid shots with the same air of his unique jam sessions).
E che, last but not least, oggetto delle sue fotografie sarebbe anche un nuovo o una nuova artista.
Ed intanto l’album di Tamar ha cambiato ancora titolo, ora si chiama “World Premiere”
Tutta roba x e-bay.

Prima di Prince, due artisti sono passati per Las Vegas facendone la propria dimora: Celine Dion e Barry Manilow. Per ambedue è stato l’addio alle scene. Sarà la stessa cosa anche per Prince ?
Avrà successo Prince a Las Vegas? Las Vegas ha provato a reinventarsi con una serie di spettacoli importati direttamente da Broadway, per attirare le famiglie.

Così Prince, dopo avere collezionato il record come tour più visto del 2004 negli Usa, avrà ancora successo a Las Vegas ? Ci riuscirà se colpirà sulle corde dei turisti che arrivano nella città con la promessa di fantasie grandiose e sfarzose. Potrà Las Vegas aiutare Prince ? Il ristorante di Prince era per metà pieno (o vuoto) la sera della prima. Ma consideriamo questo. Nel suo tour del 2004 Prince raggiunse la cifra di 87milioni di dollari suonando in 69 città. Chi fu il secondo quel anno ? Celine Dion che raggiunse gli 80milioni di dollari suonando in una sola città.
Leggo sul sempre interessante rnbjunk.com che Justine Timberlake risponde in una canzone (non pubblicata) ad un frase detta da Prince a proposito dell’ultimo lavoro del giovane ex N’Sync.
Prince aveva detto ad un concerto, ne avevamo già parlato qui:
For whoever is claiming that they are bringing sexy back, sexy never left !
(Per tutti quelli che rivendicano di riportare sexy, sexy non se ne era mai andato.)
A cui Timberlake ha risposto così
If sexy never left, then why’s everybody on my shi it it?
Don’t hate on me just because you didn’t come up with it.
So if you see us in the club go on and walk the other way
Cuz our run will never be over; not at least until we say
(Se sexy non se ne era mai andato, allora perché tutti stanno dietro alla mia roba ?
non odiarmi solo perché non sei sbucato fuori con lui
se ci vedi in un locale, vattene per un’altra strada
perché non ci fermeremo mai, almeno fin quando parleremo)
Insomma, non scorre mica tanto buona sangue fra il giovane Timberlake e Prince. Però Prince di queste cose ne parla in pubblico, mentre Timberlake le infila, un poco più violente, in una canzone non pubblicata. Chi ha più coraggio ?
Clicca qui per andare nella pagina di rnbjunk e poi ascoltare il brano.