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La Verità di Jill Jones su Prince e la sua Privacy

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(sottotitolo: la corazzata Potëmkin fa discutere ancora)

In questo post Jill Jones esprime il disappunto per lo stop del parentame (acquisito) di Prince al documentario di Netflix di 9 ore. Ma se l’intento è nobile, pare che nel documentario lei si sia messa a nudo raccontando episodi non edificanti con Prince, prendersela con i fan curiosi è una tattica che lascia il tempo che trova.

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Prince: L’Eredità Musicale e il Nuovo Film Biografico

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Netflix, in collaborazione con gli eredi di Prince, ha deciso di non pubblicare più il documentario di nove ore diretto da Ezra Edelman, noto per “O.J.: Made in America”. Sebbene questo progetto, frutto di cinque anni di lavoro, non vedrà la luce, ci sarà sempre spazio per esplorare la vita e la carriera di Prince, un artista che ha rivoluzionato il panorama musicale con il suo stile unico e innovativo. Il leggendario “Vault”, l’archivio personale dell’artista, continua a rimanere un tesoro di materiale inedito pronto per essere scoperto in futuro; al suo interno potrebbero esserci brani mai pubblicati, registrazioni dal vivo e rare interviste che permetterebbero ai fan di immergersi ulteriormente nel mondo di Prince, rivelando lati inediti della sua geniale creatività e della sua personalità affascinante. Questo tesoro rappresenta non solo un’importante risorsa per i fan, ma anche un’opportunità per i documentaristi e i biografi di raccontare una storia che merita di essere narrata e che continuerà a ispirare generazioni di artisti.

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L’eredità musicale: come Primary Wave protegge artisti iconici

Con 24 acquisizioni per un totale di circa 650 milioni di dollari concluse all’inizio di dicembre e un’altra manciata in cantiere, secondo Larry Mestel, Primary Wave continua ad acquistare asset musicali in un mercato che ha visto la caduta di almeno uno dei suoi rivali. “Siamo cresciuti in modo significativo negli ultimi due anni e prevediamo di crescere ancora di più”, afferma Mestel. “Abbiamo in cantiere accordi per oltre un miliardo di dollari”.

Con un portafoglio di cataloghi di canzoni che comprende opere di Whitney Houston, The Doors, James Brown, Stevie Nicks, Nirvana, Prince e Bob Marley, Mestel afferma che il suo team si concentra sull’aumento del valore di questi beni. Ha partecipato alla concessione della licenza di “Redemption Song” per il film biografico Bob Marley: One Love, che ha incassato 180,8 milioni di dollari a livello globale, secondo Box Office Mojo, e Mestel si dice entusiasta dell’imminente spettacolo dal vivo Bob Marley Hope Road al Mandalay Bay di Las Vegas, che la sua società sta co-producendo. “È un po’ come il Cirque du Soleil con una tecnologia unica”, afferma. È in preparazione anche un musical teatrale basato su Purple Rain di Prince.

Mestel afferma di essere rimasto fedele alla sua visione di essere un “partner” con le proprietà degli artisti di cui Primary Wave acquisisce i beni. “Abbiamo quadruplicato o quintuplicato i guadagni della proprietà di Whitney Houston”, afferma. “Il 50% del patrimonio che la famiglia Houston ha mantenuto vale oggi più del 100% di quattro anni fa, quando abbiamo concluso l’affare”. Questa, dice Mestel, “è la nostra priorità numero 1: creare opportunità per proteggere e far crescere l’eredità degli artisti più importanti del mondo”.

Fonte: https://pressreader.com/article/282364045348605

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Analisi degli album postumi: le delusioni di Prince

I migliori e i peggiori album postumi

PEGGIORE – Prince / “Welcome 2 America” (2021)

Come sempre, l’eredità postuma di Prince è qualcosa di difficile da gestire. Sebbene Prince avrebbe disapprovato il fatto che la sua intera videografia sia disponibile su YouTube, la sua musica è riuscita a raggiungere un’intera nuova generazione di ascoltatori ed è difficile arrabbiarsi per questo. Sebbene la sua proprietà abbia fatto un lavoro sorprendentemente straordinario nel pubblicare una marea di rarità curate con attenzione (come l’eccellente disco “Originals”, che contiene i demo registrati da Prince di canzoni che erano state date ad altri), l’annuncio dell’inedito in studio “Welcome 2 America” è stato una sorpresa per molti. Registrato nel 2010 con la bassista Tal Wilkenfeld, il tastierista Morris Hayes e il batterista Chris Coleman, questo disco rilassato e sorprendentemente sobrio rimane un po’ un rompicapo, dato che non è chiaro se il disco pubblicato fosse “finito” o meno. Numeri in levare come “Hot Summer” sembrano pronti per essere trasmessi alle radio, ma inni aspiranti come “Stand Up and B Strong” sembrano sorprendentemente scarsi e poco curati. Non si tratta tanto di un brutto disco quanto di un disco profondamente poco coinvolgente, dal punto di vista sonoro indistinguibile dagli ultimi full-length di Prince come “20Ten”. I completisti possono cercare tra queste decine di canzoni alcune gemme, ma non è un’entrata essenziale nella discografia di Prince.

Fonte: yardbarker.com

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Il Prince che non abbiamo mai conosciuto

Nei giorni scorsi è stato pubblicato un lungo e interessante articolo di Sasha Weiss sul New York Times Magazine (link) dedicato alle vicissitudini della produzione del documentario di Netflix su Prince. L’abbiamo tradotto e l’abbiamo fatto per agevolare la conoscenza di un argomento tanto importante per noi fam. Buona lettura.

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Guardare Whitney pensando a Prince

In questi giorni di relax al cinema c’è il film “Whitney Houston – I Wanna Dance With Somebody” (link imdb), intitolato in italiano: “Whitney – Una Voce Diventata Leggenda” (ma chi è che banalizza in italiano dei film stranieri?). Il film, uscito a 10 anni dalla sua morte e a 30 anni dal film The Bodyguard, rientra nella categoria delle biografie (o biopic) e, considerando l’argomento, diventa ben presto un film musicale. Non manca il dramma, perché sono diversi i momenti dove si ricostruiscono le performance canore di Whitney incrociando le note vicende che hanno segnato la sua vita personale. Anche se è capitato, non è mio costume parlare di altri musicisti in queste pagine dedicate a Prince. Con Whitney Houston faccio un’altra eccezione con questo post che potete leggere qui.

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