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Dopo Londra

Dunque Londra è terminata.

Internet è già intasata dei bootleg di (quasi) tutte le serate.

Pure il 25, che abbiamo già sentito.

Io ripenso a ciò che ho visto e ho ascoltato.

Avete già avuto un sentore su quanto sia rimasto deluso da Prince:
un concerto troppo corto (meno di due ore)
troppe cover suonate a discapito di suoi brani (solo una era sufficiente, per esempio A Long A Winding Road dei Beatles)
la sua pesante assenza all’aftershow.

Così non si fa.

Le comodità del luogo (l’O2 è davvero immenso), la facilità nel raggiungerlo e la bellezza di Londra (che la mattina di domenica dalla metropolitana leggera era emozionante), lo Starbuck’s in stazione (con l’acquisto della tazzona) non fanno che accentuare la delusione.

Mi spiace, ma è così.

Voi potete dirmi: conosci come è fatto Prince…

Sì, ma a tutto c’è un limite e mi viene voglia di darvi in pasto questo blog: fateci quello che volete.

Eppure, altro ci sarà da dire.