Manca sempre uno per fare trentuno (ventuno)

Nomi e cognomi

Mentre torno a casa ascolto KCRW. Spontaneamente, rifletto: esiste un sacco di bella musica al mondo e (non si sa come mai) in tivù e alle radio italiane vengono trasmesse sempre le solite tiritere.

C’è la questione delle lobby discografiche che imperterrite si abbattono sulle nostre vite. Un circolo vizioso di artisti che sembra non finire mai. Che sia chiaro, per me è sempre lo stesso circo di De Andre’ o di Vecchioni inutilmente sponsorizzati quando hanno costruito 2 o 3 cose interessanti e poi si sono ripetuti nei loro giochi spiritual-politici. Ci sono dentro anche i Nomadi e le catto-comuniste figlie di un Fabio Fazio qualunque. Una realtà che inizia con Carmen Consoli e finisce dalle parti degli amici di Maria. Non sono insensibile alle sirene del marketing ma non sono mica un pirla. Non posso (ahimè) chiudere le orecchie così come posso chiudere gli occhi. Trasmissioni televisive pseudo musicali ma sempre con le stesse facce. Bennato ospite di Bennato. Bertè ospite di Bertè. Un racconto continuo e analitico delle solite 7 note in pentatonica. E così il dipartimento A&R della mia testa continua a lamentarsi, mentre cerco di trovare un mondo parallelo. Una ricerca lunga decine di anni. Iniziata negli anni novanta del secolo scorso quando Prince iniziò la sua battaglia con la Warner.

La mia vita è stata segnata da un’assenza di grandi dimensioni. Non ho avuto l’esempio che speravo. In una competizione continua, si passavano le giornate a scoprire cosa rubare agli altri. Bastava anche mentire sul numero dei sacchetti al Carrefour e si diventava degli eroi. A metà strada tra James Bond e Lupin III. Chi era in auto fischiava alle ragazze che incontrava perché pensava che le persone si giudicassero per il numero di amanti che aveva. Una fesseria che neppure Berlu potrebbe consentire. Cribbio! Sta di fatto che questa storia è continuata per giorni e mesi e anni. E io mi domandavo: ma che lezione devo imparare?

Poi Prince aprì le porte di Paisley Park a un poveretto come me. Ancora oggi, quando ripenso a quei tempi, mi sembra di essere quel ragazzo senza giudizio. Un ragazzo che non sapeva quali criteri applicare, perché si trattava di non disturbare la quiete che esisteva.

E così un giorno…

Un pensiero riguardo “Nomi e cognomi

  1. Peggio delle solite canzoncine dei soliti tizi ultimamente ci sono i programmi TV con i sosia dei cantanti o con i cantanti reali infilati sotto mascheramento tipo Teletubbies buffone, che forse è quello che si meritano maggiormente, però è la conta degli spettatori che fa pensare che il seguito è troppo numeroso e troppo felice di guardare certi scempi. Le radio passano una canzone, super foraggiata dalla casa discografica, ogni dieci minuti e parlandoci un po’ sopra perché i programmi sono fatti ormai da pubblicità e molte chiacchere gossip e risatine di speaker che si sentono simpatici. Se si aspetta la sera/notte alla radio arrivano brani diversi ma proposti da voci di speaker così compiaciuti del loro timbro soft che mi viene la repulsione e preferisco allora radio radicale che mi parla delle carceri…

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