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Eventi e Festeggiamenti per Prince a Minneapolis

Qualche giorno fa è stato il compleanno di Prince e come sempre mi domando se valga la pena scrivere qualcosa oppure se sia meglio rispettare la sua necessità di non festeggiare il suo compleanno da bravo Testimone di Geova (lui, io non credo in dio). Guardando al passato, non ho scritto molto in questi giorni, solo un paio di articoli (7 giugno 2025 e il 7 giugno 2020), forse perché anch’io non sono un grande fan dei compleanni, mentre preferisco pensare che si debba festeggiare ogni singolo giorno come se fosse l’ultimo. Al netto di queste pippe filosofiche, ché non sono Umberto Galimberti, vediamo un po’ cosa è successo alla Celebration di Minneapolis e dintorni di quest’anno e altre quisquilie cose del genere.

Come al solito, la celebrazione del compleanno di Prince è una cosa esoterica, cioè per pochi eletti, perché a prezzi esorbitanti (1.400 dollari per i biglietti VIP o 900 dollari per i mortali + il viaggio + il controllo dei social alla dogana ecc) permette di vivere un po’ del mondo di Prince, senza alcuna opportunità per chi sta overseas (al di qua dell’oceano).

Parto dalla notiziona musicale, cioè che uscirà il 28 agosto l’album (che non si chiamerà Decades come avevo erroneamente anticipato link), ma Timeless e conterrà 10 brani inediti. Com’è tradizione dei nostri tempi, alcuni singoli stanno uscendo in anteprima sui servizi di streaming; possiamo già ascoltare With This Tear, brano di Prince che a suo tempo era stato interpretato da Celine Dion e Stone un brano scritto da Sandra St. Victor (autrice di Soul Sanctuary su Emancipation), Tom Hammer e Jules Van Even. L’album, che contiene in totale 10 brani, viene presentato dalla Sony che lo distribuirà in questi termini:

I titoli dei brani ve li evito, li trovate ovunque.

Parliamo invece del reportage del canale Kare 11 News (lo vedete qui link) sui festeggiamenti del sessantottesimo compleanno di Prince.

Poi c’è il People’s Museum for Prince (qui il link al sito), un progetto itinerante ideato dalla curatrice australiana Emma Bala. Ospitata inizialmente alla Robert’s Gallery di North Minneapolis — spazio di Peyton Scott Russell, artista cresciuto alla corte del Glam Slam e di Paisley Park, che racconta:

I visitatori ammirano le “Houses of Prince” e l’allestimento dedicato a North Minneapolis

E ancora.

Poi c’è stato questo evento la sera del 10 giugno. Circa 100 persone dalla comunità locale insieme a persone dalla Francia, Australia, Germania e Paesi Bassi si sono riunite al Capri Theater, nel quartiere North Minneapolis dove Prince esordì in concerto, per una serata dedicata a film, poesia e musica dal vivo, in onore di Prince e delle comunità che la sua musica ha reso immortali. Da Melbourne ad Atlanta, da Sheffield a Minneapolis — un programma di cortometraggi dal basso che segue la comunità mondiale di Prince dal lutto alla celebrazione. Il programma includeva la visione di Sometimes It Snows un breve film del 2016 del registra Bobby Huntley II con le testimonianze dei fan di Atlanta di Prince, tra questi alcuni che l’hanno visto in concerto per l’ultima volta. Lo potete vedere qui sotto.

Quella sera è stato presentato il cortometraggio Dearly Beloved diretto da E.C. Balázs, proveniente dal Film Festival di Minneapolis e St. Paul del 2026 e un nuovo documentario su The Way, il luogo di North Minneapolis che venne costruito dopo gli scontri degli anni 60 per dare un luogo dove incontrarsi alla comunità locale. Il documentario si chiama Finding Our Way: The Way and the Minneapolis Sound ed parte integrante degli esordi di Prince e presentato così sul sito del teatro Capri

Il Celebration of Life Concert ha trasformato Minneapolis in un tempio vivente della sua eredità. Lo racconta su rollingout Nagashia Jackson con filo di enfasi 😀.

L’articolo di The Source, prova ad elencare le ragioni per cui la celebrazione di Minneapolis è stata un regalo per i fan di Prince e chi ama la sua musica.

Direttamente da uno degli eventi, in questo video alcuni fan hanno detto la loro

Ma quello che bisogna ascoltare, lo vogliate o no, è L. Londell McMillan che avrebbe detto:

Star Tribune ha intervistato due fan, attivisti sui social network, che hanno detto la loro sulla Celebration del 2026 e più in generale sulla gestione dell’eredità di Prince.

Fine Prima Parte.


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